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Entusiasmo per le prossime elezioni? Io starei un po' calmino...

Povera Italia!

Non riesco a comprendere l’entusiasmo che si prova nel sapere che tra poco ci saranno nuove elezioni politiche. Innanzi tutto voglio farvi notare che si andrà ad elezioni con il porcellume che anche questa volta i partiti decideranno in assoluta tirannia i nomi delle persone che siederanno in parlamento. È stato presentato il 14 dicembre scorso il disegno di legge che prevede (oltre al limite dei due mandati e il  divieto per i pregiudicati di sedere in parlamento) anche il ripristino della preferenza e quindi la possibilità di scegliere per il cittadino chi votare veramente e di conseguenza saper a chiedere conto delle scelte politiche intraprese. Invece no, i partiti preferiscono tener in scacco i propri parlamentari, non c’è libertà di scelta per questi ultimi. Hanno un debito verso il partito, sono stati nominati e non eletti. Quindi devono ubbidire. Cosa c’è da esser felici? La classe politica che ci aspetta è sempre la stessa. È quella che non ha voluto eliminare questa indecenza regalataci dal governo Berlusconi. E pensare che i cittadini – in maniera trasversale -  si sono espressi (più di 350.000 firme raccolte al V-Day), ma a loro non frega niente.

Come si fa ad esser felici per “nuove” elezioni? Io le chiamerei piuttosto “vecchie” elezioni. Non si prevede niente di nuovo, le persone son sempre le stesse in entrambi gli schieramenti (tra cui fanno bella mostra di se orde di pregiudicati, inquisiti e prescritti). Le idee son sempre quelle. Le ragioni di esser il politica per quello che si ritroverà ad esser il leader del centro destra sono sempre le stesse. Qualche processo è riuscito a toglierselo di torno grazie alle “sue” leggi, le aziende le ha salvate ed anzi è riuscito ad aumentare esponenzialmente il suo capitale. Adesso c'è la Corte di Giustizia Europea che interviene sulle frequenze abusive del Cavaliere e quindi si rinnova la battaglia per salvare rete4. Ci sarà la Tassa Berlusconiche tutti saremo tenuti a pagare, causa le sue illegalità.

La promessa di intervenire subito nel limitare al massimo le intercettazioni è un altro punto in cima dell’ex piduista. Visto che intercettando qualunque tipo di indagato ci si imbarca in lui che sta a trafficar, e quindi si trova materiale probatorio che obbliga i pm ad estendere le indagini anche su di lui, vuoi non metter le mani avanti e prevenire ogni altro procedimento giudiziario?

Aggiungo infine che la "banda bassotti" che si appresta a governare il paese ha già dato il meglio di se nei cinque anni in cui è stata al potere. Tra condoni, inneggiamenti all’evasione fiscale, leggi ad personam, dossieraggio illecito di avversari politici, magistrati e giornalisti scomodi, commissioni fantasmagoriche ed eversive create ad arte per screditare l’avversario politico (celebri le Mitrokhin e Telekom Serbia), il caso “sesso al ministero” (tra l’altro dopo il mitico “coca al ministero”), in controllo ossessivo dell’informazione condito da apposito “editto bulgaro”, Enzo Biagi tacciato di esser giornalista criminoso (un po’ come Cuffaro strillava al “giornalismo mafioso” di fronte a Giovanni Falcone nella celebre puntata del Maurizio Costanzo Show in collegamento con Santoro da Palermo) ed Emilio Fede “baluardo della libera informazione” mi chiedo, saranno in grado di superarsi?

 

p.s.: dimenticavo, avete letto l’Economist?

«L'Italia ha già abbastanza problemi: ha veramente bisogno un'altra volta di Silvio Berlusconi?». …«Ha sprecato la sua opportunità, usando tutto il capitale politico per proteggere i suoi interessi nei media e bloccare le azioni giudiziarie nei suoi confronti, ed è stato ondivago nelle riforme economiche», si legge nell'editoriale che definisce una «pillola avvelenata» la riforma elettorale in senso proporzionale approvata dal suo esecutivo verso la fine del mandato. …Ma se il centrosinistra non dà certezze, il centrodestra ne dà in senso opposto, sostiene il settimanale. «Non c'è neanche un barlume di speranza che il ritorno di Berlusconi possa dimostrarsi una scommessa migliore di Prodi. Anzi, a giudicare da quanto fatto in passato, potrebbe rivelarsi peggiore e smontare i progressi fatti dal governo Prodi nel settore dell'evasione fiscale», si legge nell'articolo. «Pur essendo un uomo d'affari di successo, (Berlusconi) rimane inadatto per ricoprire il ruolo (di presidente del Consiglio) cui tanto aspira». per l'Economist il vero problema resta la mancanza di "riformatori autenticamente liberisti" tra i leader italiani: il governo Prodi ha ridotto l'indebitamento pubblico e migliorato la raccolta fiscale, ma non e' riuscito a riformare il settore pubblico, ne' ha risolto i nodi del  Mezzogiorno, come dimostra l'emergenza rifiuti. E nell'analisi del settimanale "non c'e' alcuna speranza" che Berlusconi, con le sue priorità di rivedere le riforme sul fisco e di limitare l'uso delle intercettazioni telefoniche, si riveli una "scommessa migliore di Prodi". "Per quanto successo abbia avuto negli affari, Berlusconi resta inadatto per l'incarico a cui aspira. Povera Italia", conclude l'editoriale.  

Citazioni da: http://www.rainews24.rai.it/; http://www.corriere.it/

 

Per chi è interessato a sapere cosa già scriveva nel 2001 il prestigioso settimanale inglese: http://www.repubblica.it/online/politica/campagnasette/economist/economist.html

Pubblicato il 6/2/2008 alle 12.36 nella rubrica Articoli miei e aa.vv..

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