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Salvo Tgweb

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Con l'ex magistrato Gherardo Colombo

Colombo ad Agrigento.
Articoli e  video:
link1; link2; link3.

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Ad Enna con il giornalista Lirio Abbate.
Presentazione del libro "I Complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento". (di Abbate e Gomez)

Incontro “Terra di mafia e di lotta alla mafia”
svoltosi a Palma di Montechiaro (AG)
foto con M. Travaglio (ottobre 2006)

Con M. Travaglio e S. Guzzanti in occasione della presentazione di "Intoccabili" e  "Reperto Raiot" a Palermo (2005)

 

V-DAY Agrigento

foto del V-Day agrigentino foto (clicca qui) e anche il video (clicca qui)

V2-DAY 

Qui il video del secondo v-day

V2-Day il video (clicca qui)

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Manifesti "Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano presidente". Regionali 2008.

Con Sonia Alfano in visita presso il nosocomio agrigentino. (foto di Elio Di Bella)

Sonia Alfano ad Agrigento elezioni Europee 2009

 

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TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI MA ALCUNI ANIMALI SONO PIU' UGUALI DEGLI ALTRI   G. Orwell
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“La tragedia dell’Italia è la sua putrefazione morale, la sua indifferenza, la sua vigliaccheria”. Piero Calamandrei
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"Non è la libertà che manca.
Mancano gli uomini liberi".          Leo Longanesi
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"Può stare nel luogo santo chi ha mani innocenti e cuore puro. Mani innocenti sono mani che non vengono usate per atti di violenza. Sono mani che non sono sporcate con la corruzioni e con tangenti. Cuore puro, quando il cuore è puro? E' puro un cuore che non si macchia con menzogna e ipocrisia, un cuore che rimane trasparente come acqua sorgiva perchè non conosce doppiezza".
Papa Benedetto XVI
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Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l'appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...] E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che dà scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!       Sandro Pertini

Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero.       S. Pertini

Sono del parere che la televisione rovina gli uomini politici, quando vi appaiono di frequente.                              S. Pertini
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Non è necessario essere socialisti per amare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità.                 Indro Montanelli
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"Veramente la scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo". Indro Montanelli


24 febbraio 2008

Agrigento - Ho posto due domande a Di Pietro

Ho colto l'occasione per domandare al Ministro Di Pietro quale sarà il suo atteggiamento dopo l'apparentamento con il Pd.  Temo - ho chiesto - che non sentiremo più parlare neanche lui sui temi dei conflitti di interessi e del riordino del sistema televisivo. La domanda su come finirà il caso Europa7 non ha trovato risposta. Riguardo il conflitto d'interessi invece ha detto che lo ha fatto inserire nel programma del Pd insieme all'abolizione delle ormai famose leggi vergogna ( o cosiddette ad personam) ad iniziare dal falso in bilancio. Sappiamo comunque che i programmi lasciano il tempo che trovano. La gente che fa parte del Pd (così come i suoi elettori di riferimento) non ha mai mostrato interesse verso questi temi. L'inciucio è vivo e presente tra di noi... quel patto scellerato (segreto) con Berlusconi non verrà mai infranto!!!
p.s: vedi anche QUI (Fassino e il conflitto di interessi)


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21 febbraio 2008

Farabutti!!! Vergogna!

dal blog di Di Pietro, articolo di M. Travaglio

Televisioni: i fatti secondo Marco Travaglio

antenne.jpg

Scusate la noia, ma parliamo di tv. Quell'elettrodomestico quadrato in cui l'altra sera il Cainano ha potuto impunemente raccontare di essersi battuto come un leone contro l'uscita di Enzo Biagi dalla Rai, ma non ci fu nulla da fare perché il vecchio Enzo teneva troppo al soldo e scappò con la cassa di una lauta liquidazione. Dinanzi a lui, al posto del direttore del Tg1 Johhny Raiotta, c'era una sagoma di cartone, che naturalmente non ha replicato.
L'altro ieri Antonio Di Pietro ha detto una cosa ovvia: occorre dare «esecuzione alla sentenza europea su Europa7 e spostare Rete4 sul satellite». Poi ha auspicato la Rai venga ridotta «a una rete senza pubblicità, finanziata dal canone e sottratta all'influenza dei partiti» e ogni concessionario privato non possa avere più di una rete.
Su questo secondo punto, c'è libertà di pensiero: nel Pd, a sinistra e a destra, sopra e sotto. Ma sull'obbligo di eseguire la sentenza della Corte europea c'è poco da discutere: si esegue e basta. Invece Di Pietro è stato subissato di critiche, attacchi, improperi. Che a metterlo a tacere siano i berluscloni, da Cicchitto a Fede, dal Giornale al Foglio, da Facci alla Donna Barbuta, fa parte del gioco: la banda larga difende la cassaforte. Decisamente più stravagante è che lo facciano i vertici del Pd.

Gentiloni: «Il Consiglio di Stato si pronuncerà nei prossimi mesi e alla luce del pronunciamento prenderemo le misure adeguate».
Follini: «La posizione del Pd è contenuta nei due ddl Gentiloni che giacciono in Parlamento».
Veltroni: «Non mi sentirete mai pronunciare una parola di attacco contro Berlusconi. Quella con lui è una polemica gioiosa, ma va bene così: gli italiani sono stanchi degli improperi». Infatti nessuno vuol lanciare improperi. Sarebbe interessante però sapere come intenda muoversi il Pd sulla tv.
Anche perché il responsabile Informazione, Marco Follini, non è l'omonimo di colui che approvò il decreto salva-Rete4 e la legge Gasparri: è sempre lui. Forse dovrebbe uscire dal tunnel della Gasparri. Spiegandogli, con le dovute cautele, che la Corte europea ha raso al suolo il concetto di «regime transitorio» su cui si fondavano la Maccanico, la Gasparri e la Gentiloni.

Ricapitolando. Dal ’94 la Consulta intima a Fininvest di cedere una rete o di spedirla su satellite. La Maccanico le concede una proroga pressoché illimitata. Che perdura anche dopo il '99, quando Europa7 vince la concessione e Rete4 la perde, ma Rete4 continua a occupare le frequenze spettanti a Europa7. Nel 2002 la Consulta torna a fissare il tetto massimo di due reti per Mediaset e le dà tempo fino al 31 dicembre 2003. Berlusconi con il salva-Rete4 e Gasparri con la Gasparri chiudono la partita, con la scusa che, quando arriverà il digitale terrestre (previsto nel 2006) sbocceranno migliaia di canali. La Gentiloni nulla cambia sul numero di reti, si limita a spostare il digitale al 2012, e nulla dice sulle frequenze di Europa7: altro periodo transitorio che cristallizza lo status quo, cioè il monopolio Mediaset. Intanto il 19 giugno '07 la signora Kroes, commissario europeo alla Concorrenza, mette in mora il governo italiano perché modifichi subito la Gasparri, che consente l'accesso al digitale solo a Rai e Mediaset, e annuncia la procedura d'infrazione contro l'Italia.
Investito da Europa7, il Consiglio di Stato chiede alla Corte di Lussemburgo se le regole italiane siano legittime. La Corte, il 31 gennaio 2008, risponde che sono illegittime (la Maccanico, la Gasparri e implicitamente anche la Gentiloni) proprio perché consentono il periodo transitorio a Rete4, a scapito di Europa 7: il Consiglio di Stato dovrà risarcire Europa7 per mancati introiti e frequenze negate. La commissaria Kroes annuncia che questa è anche la posizione Ue: se nel 2009 l'Italia non cambierà sistema, si beccherà una multa di 350-400 mila euro al giorno, con effetto retroattivo dal 2006. Cioè: gli italiani pagheranno all'Europa e a Europa7 cifre da capogiro, perché tutti i governi dal ‘94 a oggi hanno favorito Berlusconi. Ora, attendere il Consiglio di Stato (che dovrà applicare la sentenza di Lussemburgo) o appellarsi alla defunta Gentiloni (superata dalla sentenza di Lussemburgo) è una furbata di poco respiro. Eseguire le sentenze della Consulta e della Corte europea non è fare un favore a Di Pietro o un dispetto a Berlusconi. È un dovere, punto e basta.






20 febbraio 2008

Fidel si ritira!

Fidel si ritira!

Castro annuncia il suo ritiro, mi chiedo, quando avremo il piacere di sentire che i nostri matusalemme smontano le tende?
Prodi ha dichiarato poco tempo fa che si toglierà di mezzo, staremo a vedere se è vero. Spero lo seguano i vari Andreotti, Berlusconi, Dini, Cossiga…


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20 febbraio 2008

NUOVI POST SU: http://tgweb.wordpress.com/

CIAO, I NUOVI  POST SARANNO ANCHE SU: http://tgweb.wordpress.com/

Per un po' continuerò a pubblicare su entrambi i blog nell'attesa di acquisire una padronanza sufficiente su wordpress.
E' ovvio che questo blog rimarrà aperto anche come archivio.
Ciao, a presto!!!


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19 febbraio 2008

Lui è più mafioso di me

Lui è più mafioso di me

Tanto per cambiare, i destini delle elezioni si giocano in Sicilia, dove già nel 2001 il Cainano sbancò 61 collegi su 61. Ma allora la Casa circondariale delle Libertà era allineata e coperta, mentre oggi è dilaniata da varie guerre per bande: Cuffaro contro Miccichè, Miccichè contro Cuffaro, Lombardo contro tutti, Scapagnini in fuga verso Roma dopo aver portato il comune di Catania al fallimento (l'Enel ha spento i lampioni perché il sindaco non paga più le bollette).

Astutamente, il centrosinistra ha deciso di non approfittarne, dividendosi sulla ricandidatura di Rita Borsellino, che due anni fa portò al centrosinistra 10 punti in più della somma dei partiti e dunque probabilmente sarà rimpiazzata dalla Finocchiaro senza passare per le primarie. Intanto, nel centrodestra, si sviluppa un alato dibattito al grido del “tu sei più delinquente di me”. >>Continua>>

17 febbraio 2008 - Uliwood Party di Marco Travaglio

 


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18 febbraio 2008

Mario Scaramella. Condannato il consulente dell’ex governo Berlusconi

Mario Scaramella. Condannato il consulente dell’ex governo Berlusconi

scaramella.jpg

Ricordate la fantasiosa Commissione Mitrokhin e il suo mitico consulente Mario Scaramella? Il governo Berlusconi proliferava in commissioni parlamentari, tutte verificatesi dei fiaschi pazzeschi.
Ecco l’ultimo aggiornamento della vicenda Scaramella (che lavorava a stretto braccio con il sen. di forza italia Paolo Guzzanti). Condannato a 4 anni di reclusione ma non andrà in carcere. I reati sono molto leggeri si va dalla calunnia all’ importazione, detenzione e porto di munizionamento da guerra, esplosivo e armi! Complimenti
Ansa: “Mario Scaramella condannato a 4 anni di reclusione. Per ex consulente Commissione Mitrokhin niente carcere (ANSA) - ROMA, 14 FEB - Mario Scaramella e’ stato condannato a 4 anni di reclusione, ma non andra’ in carcere grazie all’indulto.E’ accusato di traffico di armi e di calunnia aggravata. Detenuto da 14 mesi (gli ultimi presso il domicilio), e’ tornato in liberta’ e, ha gia’ chiuso i conti con la giustizia poiche’ la parte rimanente della pena da scontare e’ coperta da indulto. L’imputato era presente in aula ma non ha rilasciato dichiarazioni.”

La notizia (per saperne di più ) anche su: http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=78620

Per conoscere le avventure di questo superconsulente leggere:

http://tgweb.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1689357
http://tgweb.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1341024
http://tgweb.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1396511
http://tgweb.ilcannocchiale.it/post/1317701.html
http://tgweb.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1302576
http://tgweb.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1275099


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16 febbraio 2008

Adesso andate via... La Finocchiaro si candida alla presidenza!


Adesso andate via... Questa la canzone di M. Ranieri che mi vien da cantare, anche se ce n'è una di M. Masini che mi sembra ancor più specifica: "Vaffanculo"!

La mia reazione scanzonata è la conseguenza di questa notizia dal Sole24ore:
11.35 Anna Finocchiaro: «Mi candido alla presidenza della Sicilia».«La Sicilia é il primo approdo dell'Europa, non la propaggine dell'Italia»: Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, annuncia all'assemblea del partito che si candiderà alla corsa della presidenza della regione Sicilia. «Lo voglio fare nell'unità del centrosinistra e se Rita Borsellino è con me».
Ma che caspita di storia è questaaaa??? Sa benissimo che non ci può esser l'unità nel csx se si candida lei! Perchè prima non chiede alla Borsellino, e dopo, al limite, fa queste dichiarazioni togliendo quel "se". Il popolo che segue la Borsellino, che la segue con il cuore, non può esser d'accordo con la candidatura della Finocchiaro. Io mi sento male! Questi del Pd sono davvero delle gran facce toste. Ma perchè non hanno il coraggio di appoggiare sin da subito la meravigliosa candidatura della Borsellino? E poi perchè la candidatura della Finocchiaro sarebbe migliore di quella del sindaco antimafia Rosario Crocetta? Quali gesti, quali affermazioni della Finocchiaro hanno dato un segnale di lotta alla mafia? O di lotta al berlusconismo? Anzi, riporto una cosina interessante: Che la società civile catanese non la veda più di buon occhio lo conferma padre Salvatore Resca, anima di Cittainsieme, movimento nato una ventina d'anni fa per il riscatto della città intorno a una delle parrocchie più attive nella denuncia del malaffare: «Roma si disinteressa di Catania. Dovrebbe interessarsene sotto lo stimolo dei deputati e senatori eletti qui, non tanto uno stimolo clientelare, ma politico. Anna Finocchiaro è sparita, Bianco pure. Dove sono i parlamentari eletti in città? Se li inviti, non vengono». (Tratto da Micromega estate 2007 a firma di Travaglio e Giustolisi)
Per chi fosse interessato, invito a leggere interamente questo lungo ed interessante articolo dal titolo: ANNA FINOCCHIARO, VITA E OPERE DI UNA SÉGOLÈNE CON L’INCIUCIO.
"Conoscere per deliberare". Lo dico sempre.
 



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15 febbraio 2008

I "Grilli di Agrigento" incontrano Rita Borsellino

I "Grilli di Agrigento" incontrano Rita Borsellino. Ecco com'è andato l'incontro.

Ieri è stata una bella serata. Ho visto della bella gente, si respirava un’aria diversa. Niente a che vedere con gli incontri di partito dove il cittadino, quasi sempre suddito, fornito soltanto del diritto di applauso, deve portare con se il più alto numero di amici e parenti per dar prova di quanta devozione è capace. In questa serena atmosfera ho avuto la possibilità di far un intervento in rappresentanza dei “Grilli di Agrigento” (o “amici di Grillo di Ag” come dissi ieri).

Ho chiesto, in breve, quale politica sui rifiuti intenderebbe adottare, qualora diventasse presidente della regione. Ho posto il problema degli sprechi clientelari, con riguardo ad es. all’altissimo numero di dirigenti regionali e alle numerosissime cliniche private accreditate (non ho specificato ma lo dico adesso, entrambi frutto della politica di Cuffaro). Infine, quali azioni intende attuare in risposta ai tanti cittadini che hanno perso fiducia nelle istituzioni e che oggi formano la cosiddetta antipolitica. Ho proposto per esempio una legge regionale che vieti ai partiti di candidare soggetti imputati di mafia. Devo dire che la Borsellino è stata molto attenta alle questioni e tematiche da noi sollevate. È molto interessata al movimento di Grillo con il quale dice spesso sentirsi. Ed è anche risaputo che Grillo è da tempo dalla parte di Rita. Io credo che sia una bella candidatura per la Sicilia. Speriamo che i veti dei principali partiti ci csx non facciano l’ennesimo torto ai siciliani, e cioè, imporci una candidatura frutto delle loro egoistiche logiche. Di tessera e di partito.


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14 febbraio 2008

Incontriamo Rita Borsellino


 
Oggi pomeriggio ad Agrigento presso il Circolo Empedocleo alle ore 18:00 si terrà un incontro per discutere con Rita Borsellino sul tema “Acqua, rifiuti e rigassificatori: quale futuro per il nostro territorio?
Gli Amici di Grillo di Agrigento (http://www.grilliagrigento.it/) saranno presenti per porgere domande riguardanti anche altre questioni. Manifesteremo il nostro appoggio a questa bella candidatura per la guida della regione Sicilia.  Speriamo di rilanciare la brutta immagine che questa martoriata regione ha ormai in tutto il mondo.
 Dopo l'imbarazzante condanna di Totò Cuffaro sapranno i siciliani  voltare pagina? Due anni fa hanno preferito lui, l'imputato di mafia,  alla  Borsellino.  Adesso meritano una nuova possibilità?


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13 febbraio 2008

Riporto per intero il testo della lettera di Roy Paci in risposta alle polemiche sul caso Agrigento-Zambuto-Vasavasa


COMUNICATO UFFICIALE SUL CASO “ROY PACI A GIRGENTI”
IL CORAGGIO DI CANTARE
Cari amici,
come molti di voi oramai sanno, dopo il concerto di Agrigento, è scoppiato un caso imbarazzante per via di certi comunicati rilasciati dal sindaco di quella città, dall’organizzatore e da facinorosi giornalisti succubi della genuflessione incondizionata.
Ma veniamo al dunque: l’unico errore, secondo questo esiguo numero di personaggi più o meno influenti a livello locale, è stato quello di cantare sulle note del mio brano “Toda joia toda beleza” il ritornello “Vasa Vasa sinni iu a casa” che letteralmente significa “Bacia bacia se n’è andato a casa”. Vasa Vasa è il soprannome dell’ex Presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro (l’intoccabile) e ricordare a tutti che “se n’è andato a casa” è un dato di fatto indiscutibile e sicuramente non è uno sbeffeggio, anche se si meriterebbe i peggiori insulti dal popolo siciliano dopo l’immagine che ha dato della Sicilia nelle sue tristissime uscite televisive e non solo . E’ bastata solo questa frase a scatenare le ire di alcuni sparuti personaggi politici, come il puerile sindaco Marco Zambuto, che mi ha dato del “cabarettista dell’ultima ora, del patetico, del ridicolo e dell’imbecille”. Ridicolo è colui che da tempo fa il saltimbanco politico per aggiudicarsi il posto in Comune passando dalle fila dell’UDC (guarda un po’, il Partito di Cuffaro!) all’Unione, e adesso, ottuso moralizzatore e teorico del cambiamento, non ha sprecato questa ghiotta occasione per confermarsi uomo bigotto e umile servitore del potente di turno. Il parvenu Zambuto, invece di stare a criticare le mie parole, avrebbe potuto benissimo pensare alla sua Agrigento, al bilancio comunale sempre in passivo, al problema farraginoso dei rifiuti, al gravissimo caso dell’acqua, agli interessi del popolo agrigentino, onesto, coraggioso e pieno di dignità. Come la mettiamo adesso sig. Sindaco? E poi, pagandomi con i soldi della Regione, il ribaldo Zambuto pensava di comprare anche il mio pensiero o l’etica degli Aretuska che da sempre ci contraddistingue? Ci tengo a sottolineare che gran parte della cifra citata è stata incassata da loschi intermediari, quindi mi chiedo pure: ma allora, signor Direttore Artistico Francesco Bellomo, perché far pagare 15 euro ai mille e più presenti del Pala Congressi ? Sicuramente non mi lascio intimorire e imporre condizionamenti dal servilismo di presunti signorotti di palazzo dopo 28 anni di musica e quasi 5.000 concerti in tutto il mondo, e aggiungo di non aver bisogno dei soldi del popolo agrigentino ma di restituire l’affetto che quella gente ci dà ormai da moltissimo tempo. Ed è così che è stato al Pala Congressi, in un crescendo di grande entusiasmo generale per noi musicisti sul palco e per la gente che stava giù a ballare e a cantare, e forse il baby Sindaco non c’era… o era al telefono con il suo Padrone per ordinare i cannoli di chiusura Sagra? O secondo l’imberbe Zambuto dovevo applaudire un Presidente di Regione incriminato e condannato a 5 anni per collusione mafiosa? Ho deciso semplicemente di dare, come sempre, un buon esempio di siciliano schietto e onesto, dimostrando di tenere più alle mie idee che alla bella figura davanti alle cosiddette autorità locali.
Ma la ciliegina sulla torta l’hanno messa quei quaquaraquà pseudo giornalisti paraculi di Nicolò Giangreco di http://www.trs98.it e Lelio Castaldo di http://www.agrigentoweb.it che con un arringa accusatoria degna del peggiore dei nemici dello Stato, hanno tenuto ben lustro il culo di chi dovevano leccare e la merda in gola da dover sputare.
E non preoccupatevi gente: Roy Paci non si è candidato alla Presidenza della Regione Siciliana per il Centro Sinistra, ma ha solamente appoggiato in tempi recenti la lotta alla mafia di Rita Borsellino come impegno civile ed etico.
Roy Paci
P.S.: Ringrazio per il supporto Massimiliano, Davide, Vanessa, Giada, Danilo, Sergio, Claudia, http://www.guidasicilia.it , http://www.grilliagrigento.it , agrigento.iobloggo.com, agrigento.netsons.org, unbravoragazzo.bolgspot.com, la simpatia di montelusa.blogspot.com e ovviamente le migliaia di mail di solidarietà che ho ricevuto per il caso Girgenti.
P.S.2 : Invece con http://www.agrigentonotizie.it e Tele Video Agrigento non mi scuso affatto per colpe che non ho: il promoter locale ha fatto un lavoro pessimo e confusionario e siamo stati tutto il giorno sballottati con un furgone a destra e a manca dopo tre ore di attesa all’aeroporto. In tutta la mia vita sono stato sempre disponibile a qualsiasi intervista, dalle più piccole delle web-zine alle tv più blasonate, senza distinzione alcuna. Ciò che avete appreso è pura falsità da parte di persone che non sanno fare bene il loro lavoro. E voi, come tanti “ammuccalapuna”, avete creduto alle loro parole.

Ecco il post su GrilliAgrigento.it:

Zambuto, canta “Vasa Vasa”, che ti pasa!


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12 febbraio 2008

Appello alle persone "per bene" elettori di centro destra.

Si ripresenta con ampio credito dei leader di partito di centro destra e di giornalisti e commentatori prezzolati alla guida del paese il sempre nuovo e sempre giovane: Cavalier Caxxata. Ascoltate quante gravi e pesanti balle è capace di raccontare. Non può governare di nuovo, per favore! Gente per bene di centro destra, dove siete? Fatevi sentire. Lamentatevi, chiedete un altro leader!!!


Leggiamo il parere di qualcuno che non è a soldo del nostro bandana-boy come la rivista britannica Economist.  Leggi l'articolo


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11 febbraio 2008

Ferrara ...Quando sposa una causa, la condanna immancabilmente alla catastrofe! E poi, direttamente dal corriere: battista-cerchiobottista

 Cameriere bella presenza offresi

Chi provasse a immaginare la collocazione che qualunque paese normale riserverebbe a uno come Giuliano Ferrara, non troverebbe altro che il circo equestre, fra la donna cannone e la donna barbuta. In Italia invece questo caso umano è stato nel Pci, poi nel Psi (anche al Parlamento europeo) e contemporaneamente nella Cia, poi in FI (persino al governo) e contemporaneamente sotto la scrivania di Bush, sotto la tonaca del cardinal Ruini e sotto la fulva chioma di Michela Vittoria Brambilla, che è una sua scoperta. Intanto, spacciandosi per “giornalista”, ha lavorato per Rai e Mediaset, mentre ora infesta La7 con un programma quotidiano che non vede nessuno. Dopo aver diretto Panorama portandolo ai minimi storici, dirige da 10 anni Il Foglio, che non è riuscito a portare ai minimi storici perché lo è sempre stato fin dalla fondazione.

Quando sposa una causa, la condanna immancabilmente alla catastrofe: da Craxi al decreto Biondi, dalla Bicamerale alla guerra in Iraq, dalla grazia a Sofri alla grazia a Contrada, dall'innocenza di Dell'Utri alla dieta-punti contro l'aborto, dalla candidatura di D'Alema al Quirinale all'accordo Berlusconi-Veltroni, ha collezionato più fiaschi di una cantina sociale. Da quando s'è innamorato di Sarkozy, il popolare Nicolas vive perennemente aggrappato a un gigantesco ferro di cavallo.

Eppure Ferrara passa per “molto intelligente”, tanto che una delle mentì più fertili del Pd, Roberto Giachetti, l'ha invitato il 26 gennaio nella sede del partito per una lectio magistralis al corso di formazione per under 40 “Carpe Dem”. Lì il Platinette Barbuto si è spiritosamente definito “un indipendente”, poi ha spiegato agli incolpevoli alunni che Prodi è un pirla, Berlusconi è il vero “homo novus”, Mastella quasi, Veltroni può diventarlo ma a patto che faccia come lui. Cioè si sbarazzi al più presto della magistratura e della stampa libera. A questo proposito, ha detto fra l'altro (come da trascrizione pubblicata sabato sul Foglio) che “Marco Travaglio, questo bifolco, questo cafone, questo delinquente, scrive tutti i giorni sull'Unità, il giornale pagato dai gruppi parlamentari del Pd”. Alla fine, così almeno verbalizza Il Foglio, “molti applausi”.

Non risulta che né il Giachetti né i suoi discepoli abbiano domandato in che senso Travaglio sarebbe un delinquente e quali delitti avrebbe commesso. Vorrà dire che presto glielo domanderà un tribunale. Ferrara è un cultore del contraddittorio e del sacro diritto di replica, quindi avrà senz'altro pregato il Giachetti di invitare il sottoscritto a dire la sua, ricevendone evidentemente un diniego. A tal proposito, ieri Pierluigi Battista s'è lanciato sul Corriere in un'aspra reprimenda, senza far nomi, contro chi “fa processi in tv senza un'adeguata tutela del diritto di difesa e di replica”.

Chi la leggesse distrattamente potrebbe pensare che si riferisca ad AnnoZero, recentemente colpito da un inedito “preavviso di richiamo” dell'Agcom proprio con quell'accusa. Ma, a una lettura più attenta, si comprende che Battista ce l'ha con l'amico Ferrara, di cui fu vicedirettore a Panorama. Ferrara infatti è colui che, a Porta a Porta, definì l'Unità “giornale omicida” e Furio Colombo e Antonio Tabucchi “mandanti linguistici del mio prossimo assassinio”, il tutto in assenza dell'Unità, di Colombo e di Tabucchi.

Ferrara è colui che ospitò a Otto e mezzo Francesco Cossiga, il quale disse che “Travaglio è un falsario e un fascista di destra” in assenza di Travaglio, al quale Ferrara promise in diretta il diritto di replica, ma poi se ne dimenticò. Ferrara è colui che sette giorni fa, in un monologo al Tg1, sostenne che il governo Prodi era caduto per una congiura delle Procure e di Travaglio, sempre in assenza delle Procure e di Travaglio.

Questi e altri incresciosi episodi non potevano lasciare insensibile un animo delicato come quello di Battista, che ha rotto la lunga amicizia dipingendo Ferrara, senza mai nominarlo, come “conduttore di forte carisma adibito alla raffigurazione mostruosa dell'imputato prescelto” a base di “linciaggi” e “gogne”. Ben detto, Pigi. Quando ci vuole, ci vuole.

Uliwood Party di Marco Travaglio
L’Unità del 5.2.2008




11 febbraio 2008

Agcomiche. L'Authority che tutti desideriamo...

Agcomiche

Uliwood Party di Marco Travaglio
 Mentre l’Alta Corte europea condanna l’Italia per mancanza di pluralismo in tv a causa delle leggi Maccanico e Gasparri pro-Mediaset, la bassa corte nostrana denominata “Autorità per le comunicazioni” (Agcom) individua il vero cancro che lede il pluralismo in Italia: Annozero. In vista dell’auspicato ritorno del Padrone al potere, i servi furbi e quelli sciocchi scatenano l’offensiva contro il programma che ha osato sfidare i tabù del G8, del delitto Fortugno, della censura, dei mandanti occulti delle stragi di mafia, della monnezza a Napoli quando non ne parlava nessuno, dei preti pedofili, dell’intoccabile Geronzi, dei casi Forleo e De Magistris.

È il replay di quel che accadde nel 2001, quando la stessa Authority (con altra composizione) sanzionò la Rai perché Santoro aveva osato parlare dei rapporti fra mafia e Dell’Utri dopo il Satyricon di Daniele Luttazzi: il noto tribunale dei partiti accusò Il raggio verde di aver violato il pluralismo nella puntata in cui Dell’Utri e Jannuzzi parlarono 66 minuti contro i 30 di Di Pietro e Saverio Lodato.   >>continua>> 


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11 febbraio 2008

vai su tgweb...

Aggiungo questo post per reindirizzarvi alla home page:

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9 febbraio 2008

Un Sindaco davvero Anti-mafia

SOLIDARIETA' BIPARTISAN AL PRIMO CITTADINO. SCORTA RAFFORZATA

Il sindaco di Gela nel mirino dei boss

Scoperto un piano delle cosche nissene finalizzato a uccidere Crocetta. Lui: «continuerò la mia battaglia»

CALTANISSETTA - Iniziano sabato gli interrogatori dei 23 presunti affiliati ai boss mafiosi fermati due giorni fa a Palermo nell'ambito dell'operazione antimafia "Old Bridge" condotta tra la Sicilia e gli Stati Uniti, che ha portato in carcere complessivamente novanta persone. Il gip del Tribunale di Palermo interrogherà i fermati che devono rispondere, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, omicidio. Un colpo alla mafia, quello dell'operazione Okld Bridge, a cui fa da contraltare la notizia di un piano preparato dalle cosche mafiose di Gela per uccidere il sindaco Rosario Crocetta (Pdci). I motivi per cui il primo cittadino è finito ancora una volta nel mirino della mafia sarebbero il suo tentativo di gestire gli appalti in maniera limpida, la lotta al racket delle estorsioni e il licenziamento della moglie del boss assunta dal Comune perchè risultava «nullatenente». >>continua dal corriere>>


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8 febbraio 2008

La fantastica Stefania Prestigiacomo! La "balla blu"...

 Ma le sembriamo dei fessi? Ma sulla base di quali presupposti crede di prenderci per i "fondelli"?
Non può dire (con aria soddisfatta) che Forza Italia
presenterà "sicuramente" liste senza condannati in via definita e poi alla domanda se Dell'Utri sarà candidato rispondere che non lo sa. Come non lo sai???  Ti fanno presente - qualora nella improbabile ipotesi non lo sapessi

- che il suddetto Marcello ha condanne definitive, dici che FI non presenterà condannati...e  poi "non lo sai"??!
Per il resto ha tenuto a manifestare massima stima e amicizia verso Dell'Utri, e questo la dice lunga... ma a noi cosa importa? Non è una risposta questa! Sappiamo che non può deludere i Padroni.... ma almeno non prendere per il sedere la gente che sta davanti la tv. Non dire che Forza Italia non presenterà condannati. Non è nel vostro stile. E' un comportamento che non è nella vostra cultura. Del resto neanche i vostri elettori ve lo chiedono. Ma perchè fare queste figuracce? Ma per favore...


apri...               Scarica il volantino



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8 febbraio 2008

Le disavventure di Fassino e company!


Vieni avanti Fassino!

Febbraio 6, 2008 on 9:52 pm | In Politica | 78 Comments



Da un anno attendo da Piero Fassino una risposta a una mia richiesta di intervista. Non ha il coraggio nemmeno di negarsi. E allora sono costretto a sorbirmi i suoi comizi, pur di rivolgergli qualche domanda. L’altra sera a San Giuliano Milanese mi ha detto che faccio domande ma “non sono interessato alle risposte” e che lui “non si fa certo provocare da me”...>>continua>>

dal blog di piero ricca



Riporto anche questo bel video per restar in tema
Piero Ricca incontra Fassino e Violante, che scappano! (24/05/2007)





Fassino e la legge sul Conflitto d'Interessi (risale alla campagna elettorale del 2006)
come volevasi dimostrare...

Fassino go home!

Febbraio 3, 2008 on 4:25 pm | In Politica | 73 Comments









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6 febbraio 2008

Entusiasmo per le prossime elezioni? Io starei un po' calmino...

Povera Italia!

Non riesco a comprendere l’entusiasmo che si prova nel sapere che tra poco ci saranno nuove elezioni politiche. Innanzi tutto voglio farvi notare che si andrà ad elezioni con il porcellume che anche questa volta i partiti decideranno in assoluta tirannia i nomi delle persone che siederanno in parlamento. È stato presentato il 14 dicembre scorso il disegno di legge che prevede (oltre al limite dei due mandati e il  divieto per i pregiudicati di sedere in parlamento) anche il ripristino della preferenza e quindi la possibilità di scegliere per il cittadino chi votare veramente e di conseguenza saper a chiedere conto delle scelte politiche intraprese. Invece no, i partiti preferiscono tener in scacco i propri parlamentari, non c’è libertà di scelta per questi ultimi. Hanno un debito verso il partito, sono stati nominati e non eletti. Quindi devono ubbidire. Cosa c’è da esser felici? La classe politica che ci aspetta è sempre la stessa. È quella che non ha voluto eliminare questa indecenza regalataci dal governo Berlusconi. E pensare che i cittadini – in maniera trasversale -  si sono espressi (più di 350.000 firme raccolte al V-Day), ma a loro non frega niente.

Come si fa ad esser felici per “nuove” elezioni? Io le chiamerei piuttosto “vecchie” elezioni. Non si prevede niente di nuovo, le persone son sempre le stesse in entrambi gli schieramenti (tra cui fanno bella mostra di se orde di pregiudicati, inquisiti e prescritti). Le idee son sempre quelle. Le ragioni di esser il politica per quello che si ritroverà ad esser il leader del centro destra sono sempre le stesse. Qualche processo è riuscito a toglierselo di torno grazie alle “sue” leggi, le aziende le ha salvate ed anzi è riuscito ad aumentare esponenzialmente il suo capitale. Adesso c'è la Corte di Giustizia Europea che interviene sulle frequenze abusive del Cavaliere e quindi si rinnova la battaglia per salvare rete4. Ci sarà la Tassa Berlusconiche tutti saremo tenuti a pagare, causa le sue illegalità.

La promessa di intervenire subito nel limitare al massimo le intercettazioni è un altro punto in cima dell’ex piduista. Visto che intercettando qualunque tipo di indagato ci si imbarca in lui che sta a trafficar, e quindi si trova materiale probatorio che obbliga i pm ad estendere le indagini anche su di lui, vuoi non metter le mani avanti e prevenire ogni altro procedimento giudiziario?

Aggiungo infine che la "banda bassotti" che si appresta a governare il paese ha già dato il meglio di se nei cinque anni in cui è stata al potere. Tra condoni, inneggiamenti all’evasione fiscale, leggi ad personam, dossieraggio illecito di avversari politici, magistrati e giornalisti scomodi, commissioni fantasmagoriche ed eversive create ad arte per screditare l’avversario politico (celebri le Mitrokhin e Telekom Serbia), il caso “sesso al ministero” (tra l’altro dopo il mitico “coca al ministero”), in controllo ossessivo dell’informazione condito da apposito “editto bulgaro”, Enzo Biagi tacciato di esser giornalista criminoso (un po’ come Cuffaro strillava al “giornalismo mafioso” di fronte a Giovanni Falcone nella celebre puntata del Maurizio Costanzo Show in collegamento con Santoro da Palermo) ed Emilio Fede “baluardo della libera informazione” mi chiedo, saranno in grado di superarsi?

 

p.s.: dimenticavo, avete letto l’Economist?

«L'Italia ha già abbastanza problemi: ha veramente bisogno un'altra volta di Silvio Berlusconi?». …«Ha sprecato la sua opportunità, usando tutto il capitale politico per proteggere i suoi interessi nei media e bloccare le azioni giudiziarie nei suoi confronti, ed è stato ondivago nelle riforme economiche», si legge nell'editoriale che definisce una «pillola avvelenata» la riforma elettorale in senso proporzionale approvata dal suo esecutivo verso la fine del mandato. …Ma se il centrosinistra non dà certezze, il centrodestra ne dà in senso opposto, sostiene il settimanale. «Non c'è neanche un barlume di speranza che il ritorno di Berlusconi possa dimostrarsi una scommessa migliore di Prodi. Anzi, a giudicare da quanto fatto in passato, potrebbe rivelarsi peggiore e smontare i progressi fatti dal governo Prodi nel settore dell'evasione fiscale», si legge nell'articolo. «Pur essendo un uomo d'affari di successo, (Berlusconi) rimane inadatto per ricoprire il ruolo (di presidente del Consiglio) cui tanto aspira». per l'Economist il vero problema resta la mancanza di "riformatori autenticamente liberisti" tra i leader italiani: il governo Prodi ha ridotto l'indebitamento pubblico e migliorato la raccolta fiscale, ma non e' riuscito a riformare il settore pubblico, ne' ha risolto i nodi del  Mezzogiorno, come dimostra l'emergenza rifiuti. E nell'analisi del settimanale "non c'e' alcuna speranza" che Berlusconi, con le sue priorità di rivedere le riforme sul fisco e di limitare l'uso delle intercettazioni telefoniche, si riveli una "scommessa migliore di Prodi". "Per quanto successo abbia avuto negli affari, Berlusconi resta inadatto per l'incarico a cui aspira. Povera Italia", conclude l'editoriale.  

Citazioni da: http://www.rainews24.rai.it/; http://www.corriere.it/

 

Per chi è interessato a sapere cosa già scriveva nel 2001 il prestigioso settimanale inglese: http://www.repubblica.it/online/politica/campagnasette/economist/economist.html




5 febbraio 2008

Frequenzq TV. La Corte di Giustizia Europea e l'illegalità protratta nel tempo da destra e sinistra.

La tassa Berlusconi
 
La giustizia a orologeria valica ormai i confini nazionali e dilaga, come un’inarrestabile cancrena, fino al Lussemburgo. Lì la Corte Europea di Giustizia ha stabilito che le norme italiane che consentono a Rete4 di trasmettere via etere senza concessione su frequenze spettanti a Europa7 che la concessione vinse in una regolare gara nel 1999 mentre Rete 4 la perse, sono “contrarie al diritto comunitario”, dunque illegali. A partire dalla legge Maccanico gentilmente offerta dal centrosinistra al Cavaliere nel 1997, per proseguire col decreto salva-Rete4 e con la legge Gasparri varati dal governo Berlusconi II tra il 2003 e il 2004. Giusto in tempo per il suo probabile ritorno a Palazzo Chigi, dunque, si ripropongono intatti i nobili moventi della sua “discesa in campo” del ‘94: salvare le sue televisioni da una qualunque legge antitrust e salvare se stesso dai processi (a Milano stanno per chiudersi quelli per i fondi neri Mediaset e per la corruzione del testimone David Mills, a Napoli sta per aprirsi quello per la tentata corruzione di Agostino Saccà e di alcuni senatori). La soluzione ideale sarebbe depenalizzare anche la corruzione e trasferire la Corte europea da Lussemburgo a Brescia, o ad Arcore, per legittimo sospetto.

Nell’attesa, va detto che non sarebbe occorso scomodare l’Europa se l’Ulivo prima e l’Unione poi avessero fatto il proprio dovere: tradurre in legge le sentenze della Corte costituzionale del 1994 e del 2002 che fissano per Mediaset un tetto invalicabile di due reti. Ma, nei quasi sette anni in cui ha governato, il centrosinistra - che secondo l’ex senatore Franco Debenedetti, sempre spiritoso, sarebbe affetto da inguaribile antiberlusconismo - le diede tutte vinte al Cainano. Costringendo Francesco Di Stefano a un’estenuante battaglia legale prima al Tar, poi al Consiglio di Stato, infine alla Corte europea. L’anno scorso si arrivò all’incredibile: già regnante l’Unione, l’Avvocatura dello Stato seguitò a difendere la legge Gasparri alla Corte di Lussemburgo contro le legittime richieste di Europa7. Ieri il ministro Gentiloni l’ha parzialmente ricordato, facendo notare di aver invitato Palazzo Chigi a modificare le regole d’ingaggio all’Avvocatura rispetto a quelle dettate dal governo Berlusconi. Ma la sua missiva al sottosegretario Enrico Letta rimase lettera morta e il governo dell’Unione continuò a schierarsi pro Gasparri e contro Di Stefano. Ora il Consiglio di Stato dovrà risarcire l’editore di Europa7 per i danni subiti dal 1999 a oggi e, possibilmente, levare le frequenze occupate da Rete4 grazie a una serie di proroghe legislative compiacenti, per assegnarle finalmente al legittimo beneficiario e consentirgli di accendere, con nove anni di ritardo, la sua emittente nazionale.

Mediaset, in un comunicato spiritoso almeno quanto Debenedetti, sostiene che “Rete4 è pienamente legittimata all’utilizzo delle frequenze su cui opera. Quindi nessun rischio per Rete4”. In realtà non spetta a Mediaset, ma al Consiglio di Stato, decidere se assegnare a Di Stefano il solo risarcimento pecuniario, o anche le frequenze finora negate. Intanto l’Europa, che ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia per l’illegittimità della Gasparri, potrebbe presto condannare il nostro Paese a versare una multa di 400 mila euro al giorno. Risarcimento a Di Stefano ed eventuale multa saranno, ovviamente, a spese dei contribuenti.

Secondo l’infallibile pratica del “ridi e fotti”, per 15 anni il Cavaliere ha imposto al Parlamento gli affari suoi come affari di Stato. Mantenendo Rete4 sull’analogico terrestre, ha incamerato introiti pubblicitari da favola che non avrebbe mai visto se l’emittente fosse finita sul satellite. E ora chi paga i danni? Lo Stato. Cioè, pro quota, ciascun contribuente. Se esistesse un’informazione decente, da oggi tutti i giornali e le tv dovrebbero annunciare agli italiani una nuova tassa: la “tassa Berlusconi”. Se esistesse un centrosinistra decente, dovrebbe promuovere una gigantesca class action di 58 milioni di italiani per chiedere i danni a Silvio Berlusconi. Il quale intanto, se tornerà al governo, sarà chiamato ancora una volta a risolvere ciò che i suoi presunti avversari non hanno mai voluto nemmeno sfiorare. Come diceva Sabina Guzzanti nei panni di Massimo D’Alema,“io a Silvio Berlusconi ho fatto un discorso chiarissimo sul conflitto d’interessi. Gli ho detto: Silvio Berlusconi, il conflitto d’interessi è tuo? Risolvitelo da te!”.
di Marco Travaglio


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5 febbraio 2008

Cuffaro-Annozero. Agcom-"gogna mediatica". Articolo essenziale.

totò e le cozze

Ricapitolando. Nell’Annozero del 24 gennaio sul caso Mastella, Totò Cuffaro denuncia che si parlerà della sua condanna, ma nessuno l’ha invitato.
Santoro lo rassicura: di lui si parlerà il 31 e lui sarà l’ospite d’onore. L’indomani la redazione spedisce il fax con l’invito. Risposta: Totò non ritiene “opportuno” essere presente. Santoro allora invita tutti i possibili leader Udc, che alla fine manda il vicesegretario Vietti.
Cuffaro a quel punto “diffida” Annozero dal mostrare il documentario “La mafia è bianca” perché “diffamatorio”: ma purtroppo la sua querela per diffamazione agli autori è stata archiviata dal giudice perché non c’è alcuna diffamazione (“la pubblicazione è esercizio del diritto di informazione garantito dall’ordinamento”). Santoro conferma: “La mafia è bianca” va in onda. Allora mercoledì, quando la puntata è ormai pronta, Cuffaro ricambia idea e dice che vuol essere presente, ma giovedì 31 non può per “impegni inderogabili”: «Quando sono stato invitato, avevo già assunto altri impegni. Chiedo di posticipare la puntata a giovedì prossimo per poter essere presente».
La cosa ormai è impossibile e comunque i temi di un programma li decide la redazione, non l’ospite eventuale. Del resto, per raccontare un processo, i giornali non han bisogno di intervistare l’imputato: il cronista va, prende appunti e racconta.
Giovedì il documentario va in onda. Poi parlano i tre politici ospiti, tutti favorevoli a Cuffaro: sia Vietti e Alemanno del centrodestra, sia Emma Bonino dell’Unione, che lamenta l’assenza di Cuffaro come se fosse colpa di Santoro. Vietti e Bonino s’incaricano di interrompere e coprire con la loro voce chiunque dica cose sgradite a Cuffaro, cioè vere. Per esempio che lo stesso Cuffaro, al processo, ha ammesso di aver incontrato Salvatore Aragona e Vincenzo Greco sapendo che erano stati condannati: l’uno per mafia (procurò un falso alibi al boss Enzo Brusca in un processo per omicidio), l’altro per favoreggiamento alla mafia (curò il latitante Salvatore Grigoli, l’assassino di don Puglisi).
Subito dopo parte il pianto greco dell’Udc, dell’Udeur (che non c’entra ma c’è sempre), di FI, di Giuliano Ferrara e trombettieri vari contro la “gogna mediatica” di Annozero. Giuliano Urbani, membro forzista del Cda Rai, parla di “processo in contumacia”.
Corrado Calabrò, presidente dell’Agcom, annuncia alla stampa un “preavviso di richiamo” per tre puntate di Annozero e un “monitoraggio” speciale sull’ultima. Ora, il “preavviso di richiamo” non è previsto da alcuna legge: è come se un giudice convocasse la stampa per informare che Tizio è stato condannato - senza che quello sapesse neppure di essere sotto processo - ma la sentenza non è stata ancora scritta e gli verrà recapitata con comodo.
Quella dell’Agcom è esattamente la “gogna mediatica” che viene rinfacciata a Santoro, che non ha mai potuto difendersi dall’accusa perché nessuno gliel’ha mai contestata. Persino un eccellente giornalista come Giovanni Valentini accusa Santoro di “tradire la sua funzione” perché “sceglie gli ospiti, toglie e dà la parola, impone un ordine di priorità, determina i tempi e lo svolgimento del dibattito” (e chi dovrebbe farlo, di grazia?) e soprattutto perché “non assicura la pluralità dei punti di vista e l’osservanza del contraddittorio”.
Ma basta leggere il quotidiano “La Sicilia” per conoscere l’”inderogabile impegno” istituzionale che ha costretto Cuffaro a disertare Annozero: una messa in onore di don Bosco e una cena con gli ex-compagni di liceo salesiano sul mare di Palermo, a base di cozze, ostriche, alici marinate e sarde a beccafico.
Il cronista domanda perché non sia andato ad Annozero. E Totò: “Non sono andato da Santoro perché oggi è una giornata particolare per me e per tutti quelli che siamo stati educati dai salesiani. Non ho neanche intenzione di vedere la trasmissione”. C’è chi la vede per lui e, tra una portata e l’altra, lo aggiorna al telefono. Alla fine baci e abbracci, soprattutto baci, e un bel brindisi nel quadro della novena di festeggiamenti per la condanna a 5 anni. Per stavolta, niente cannoli.
La pretestuosità dell’“impegno improrogabile” è evidente: Cuffaro se ne sarebbe inventato uno a settimana, per rinviare alla calende greche la puntata sulla sua condanna. Magari fino alla campagna elettorale, quando calerà la mannaia della par condicio. La tv è libera di occuparsi di Cuffaro solo se c’è Cuffaro; ma siccome Cuffaro non c’è mai, la tv non deve occuparsi mai di Cuffaro. Un giochetto ricattatorio talmente evidente che tutti dovrebbero vederlo. Infatti non lo vede nessuno. Le Authority, del resto, sono lì apposta.

Marco Travaglio
“Uliwood party”
l'Unità, 3 FEBBRAIO 2008


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