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Salvo Tgweb

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Con l'ex magistrato Gherardo Colombo

Colombo ad Agrigento.
Articoli e  video:
link1; link2; link3.

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Ad Enna con il giornalista Lirio Abbate.
Presentazione del libro "I Complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento". (di Abbate e Gomez)

Incontro “Terra di mafia e di lotta alla mafia”
svoltosi a Palma di Montechiaro (AG)
foto con M. Travaglio (ottobre 2006)

Con M. Travaglio e S. Guzzanti in occasione della presentazione di "Intoccabili" e  "Reperto Raiot" a Palermo (2005)

 

V-DAY Agrigento

foto del V-Day agrigentino foto (clicca qui) e anche il video (clicca qui)

V2-DAY 

Qui il video del secondo v-day

V2-Day il video (clicca qui)

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Manifesti "Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano presidente". Regionali 2008.

Con Sonia Alfano in visita presso il nosocomio agrigentino. (foto di Elio Di Bella)

Sonia Alfano ad Agrigento elezioni Europee 2009

 

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TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI MA ALCUNI ANIMALI SONO PIU' UGUALI DEGLI ALTRI   G. Orwell
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“La tragedia dell’Italia è la sua putrefazione morale, la sua indifferenza, la sua vigliaccheria”. Piero Calamandrei
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"Non è la libertà che manca.
Mancano gli uomini liberi".          Leo Longanesi
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"Può stare nel luogo santo chi ha mani innocenti e cuore puro. Mani innocenti sono mani che non vengono usate per atti di violenza. Sono mani che non sono sporcate con la corruzioni e con tangenti. Cuore puro, quando il cuore è puro? E' puro un cuore che non si macchia con menzogna e ipocrisia, un cuore che rimane trasparente come acqua sorgiva perchè non conosce doppiezza".
Papa Benedetto XVI
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Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l'appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...] E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che dà scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!       Sandro Pertini

Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero.       S. Pertini

Sono del parere che la televisione rovina gli uomini politici, quando vi appaiono di frequente.                              S. Pertini
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Non è necessario essere socialisti per amare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità.                 Indro Montanelli
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"Veramente la scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo". Indro Montanelli


25 gennaio 2008

Stare zitti equivale ad essere complici! Ricordatelo!

Cari amici e care amiche, per una settimana penso che non potrò aggiornare il blog causa vacanza sulla neve ;)

Però prima di partire non posso non raccontarvi questa.

Oggi discutendo su mafia, legalità, moralità e giustizia sono stato subito scoperto... hanno detto che sono di sinistra! Ho chiesto: come fai a capire che sono di sinistra? Non ho detto niente di strettamente politico!
E lui: si capisce. Va bene. Quindi, amici di destra, siate contenti, perchè per esclusione visto che parlavo di legalità e moralità si esclude a priori che io possa essere un destrorso. Il bello è che senza volerlo il tizio faceva un ingiusto e immeritato complimento alla sinistra. Tranne pochi casi isolati, dove sono questi valori a sinistra?
Il tizio in questione è un giovane della mia età molto vicino al cuore dell'udc. Assisteva alla discussione un mio collega, e mentre l'uddiccino parlando con lui si lamentava delle strumentalizzazioni sul caso Cuffaro e sui cannoli, sulla vergogna di chi chiede le dimissioni, e sulla sinistra che organizza queste pericolose proteste con le foto di Cuffaro in coppola e cannoli (atto di per se gravissimo... questa è gente violenta, gentaglia che mette addirittura per strada dei poster giganti..) lui, il mio collega, chinava la testa e dava segni di sconforto, solidarietà e sofferenza, quasi delle condoglianze.
Diceva anche: che vergogna!
Al che, io ho dovuto intromettermi nel discorso... e immaginate!!!

p.s.: adesso si parla dei cannoli strumentalizzati e non più dei fatti accertati processualmente. La vergogna non è il presidente della regione e i suoi reati ma chi chiede le dimissioni per questi futili motivi...
Preparatevi a una campagna stampa dove di mafia non ci sarà traccia, ma in compenso le foto con la coppola (vere) e i "cannoli strumentalizzati" la faranno da padrone, come simbolo di comportamento da additare. Puoi favorire e aiutar mafiosi ma guai a far manifestazioni in piazza con foto!
Tutt'al più con la forca, come fanno i leghisti con il mitico Calderoli sul podio! Ricordate..??


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24 gennaio 2008

A proposito di Cuffaro e delle dimissioni che la gente per bene pretende

Segnalo la lettera  di Di Pietro a Prodi  :

Oggetto della lettera è la sospensione dalla carica di Presidente della Regione Siciliana dell’On.le Salvatore Cuffaro.

Come Ti è noto, il 18 gennaio scorso il Tribunale di Palermo ha pronunciato sentenza di condanna per favoreggiamento e rivelazione di segreto nei confronti del Presidente della Regione siciliana.

I fatti addebitati al Presidente Cuffaro ed accertati dal Tribunale con la sentenza di primo grado, emergono nella loro estrema gravità... continua al link sottostante

"Lettera a Prodi" di Antonio Di Pietro | 23 Gennaio 2008
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it


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22 gennaio 2008

Paolo Mieli scatenato... quante balle!! Indecente davvero!!!

Il direttore del Corriere della sera, Paolo Mieli, durante la trasmissione Ballarò ha sparato un mare ci caxxxxxate. Per fortuna una minima risposta l'ha data il giudice Davigo... ma non è bastata, ha continuato con bugie ed inesattezza indegne per un direttore di un così diffuso giornale. Argomenti toccati: magistratura attacca politica; da 15 anni è sempre la stessa cosa; il primo governo Berlusconi caduto anche a causa degli attacchi dei magistrati (eh si, ancora con questa storia... incredibile!); normale che per ripicca uno (Mastella) che che si vede indagare o processare minacci un intero paese con le sue dimissioni o   altri ricatti... ecc. ecc.
Ricordo a tutti che questo giornalista è il direttore di un giornale che la notizia di condanna per mafia a 9 anni di Marcello Dell'Utri l'ha trattata concedendole lo spazio tipico della cronaca di un ladro di galline.  Per lui non era una notizia da prima pagina o da primissime pagine.
.....bastaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!
Il 25 aprile si avvicina!
Il nuovo V-Day sarà anche per lui!!!


Vday

p.s.: vai al minuto 2.30 di questo video e renditi conto di chi è davvero Mieli

Guardate come approccia il caso dello scandalo Mondadori:
Paolo Mieli e l’etica del capitalismo
(l'intervista a Mieli da parte di Piero Ricca) 


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19 gennaio 2008

A Travaglio non lo freghi :))

Lo Scherzo fatto a Travaglio durante la trasmissione Tetris


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19 gennaio 2008

Cuffaro, il presidente che favorì i boss mafiosi! ...e secondo voi non continua a farlo?


Il presidente della regione Sicilia Totò Cuffaro condannato a 5 anni


La Repubblica - articolo del 18/01/08, giorno della sentenza

La repubblica - articolo del giorno dopo: Palermo, scontro Grasso-Cuffaro, "Ha favorito i singoli boss"

l'Unità - Mafia, 5 anni a Cuffaro: rivelò e usò segreti d'ufficio. (...le talpe c´erano, e Cuffaro le conosceva bene) riportate in breve anche le accuse confermate dalla condanna.

Il Sole 24ore - Cuffaro condannato a 5 anni per favoreggiamento ai mafiosi: «Resto al mio posto»

 - Il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso: "E' rimasto provato il favoreggiamento da parte del presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, di singoli mafiosi come Guttadauro, Aragona, Greco, Aiello e Miceli, ma tutto ciò non è stato ritenuto sufficiente a integrare l'aggravante contestata di avere agevolato l'associazione mafiosa Cosa Nostra nel suo complesso".

 - parla di: "...prova "diabolica" da trovare. Quella cioè che attribuirebbe il favoreggiamento non a singoli mafiosi ma all'intera organizzazione".

 - "Non c'è l'aggravante della mafia, ma la sentenza prova il favoreggiamento di Salvatore Cuffaro di singoli mafiosi come Giuseppe Guttadauro, Salvatore Aragona, Vincenzo Greco, Michele Aiello (il "re della sanità privata siciliana", accusato di essere socio del boss Bernardo Provenzano, ndr) e Domenico Miceli" ha detto ieri in serata il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, confermando che l'impianto dell'accusa ha retto.

Cosa dire del nostro (in quanto siciliano) bel presidente? Certo è, che rappresenta bene una parte della Sicilia, ma sicuramente non quella vicina a Boris Giuliano, Gaetano Costa, Cesare Terranova, Emanuele Basile, Pio la Torre, Dalla Chiesa, Chinnici, Borsellino, Falcone, Peppino Impastato, Giuseppe Fava, ecc. ecc.



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17 gennaio 2008

quanto ha la sinistra da imparare dalla destra??

2008-01-17 10:01                                                                            da: Ansa.it
Mastella: Prodi a Camera alle 14, 30
Aula Montecitorio ancora 'occupata' da deputati Destra
(ANSA) - ROMA, 17 GEN - Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, andra' a riferire in aula alla Camera alle 14,30 sul caso Mastella. E' stato reso noto durante la conferenza dei capigruppo che si e' appena conclusa. Continua intanto l'occupazione dell'Aula di Montecitorio da parte dei deputati della Destra Daniela Santanche', Teodoro Buontempo e Roberto Salerno. Per protestare contro Prodi hanno dormito alla Camera.

Cari amici del centro sinistra, perchè non imparate ogni tanto qualcosa dalla destra?
Qualcuno ha occupato la Camera, vi ha dormito dentro.
È
un gesto simbolico che voi, scansafatiche ed inciucisti che non siete altro, quante volte avreste dovuto fare negli anni precedenti? Negli anni del governo additato da tutti i paesi come pericoloso per la nostra democrazia.... che tipo di protesta avete mai fatto?       Riflettiamo gente....


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16 gennaio 2008

Dimissioni Mastella. Arresti domiciliari per la moglie...

Sono desolato di fronte le attestazioni di solidarietà al Ministro Mastella che arrivano, com'è ovvio, e come convenienza, da tutte le forze politiche. Univoci anche gli attacchi ai magistrati. Non è accettabile che il ministro della "Giustizia" continui ad attaccare la "Magistratura".  Lui parla di una parte, ma è ovvio che si riferisce a quella “parte” che affronta indagini che riguardano al sua persona e/o i suoi cari (amici e parenti).

E' un paradosso, una cosa indegna. Non da paese che dovrebbe esser, almeno sulla carta, democratico!!!

Sulle "dimissioni" inutile dire che sono una farsa.
Già sono state respinte, come immaginavo, e come ormai è prassi nel nostro paese. E' una continua vergogna sentire rappresentanti politici inveire contro la magistratura, ma lo è ancor di più quando a farlo è il Ministro della Giustizia.  
I cori di solidarietà al Guardasigilli dentro e fuori le Aule, mi portano un'immensa tristezza. Il sistema è davvero cotto. Marcio. Gli intoccabili e aspiranti tali, uniti contro chi pretende di applicare la giustizia anche nei loro confronti. Altro che Casta, questa è una Setta!
Uniche voci fuori dal coro: Italia dei Valori e Comunisti Italiani.


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13 gennaio 2008

Bruno Contrada. Depositate le motivazioni. Ovviamente da che parte sta Berlusconi?

da: http://www.adnkronos.com
Berlusconi interviene anche sul caso Contrada . La battaglia di Lino Jannuzzi, sottolinea, "merita tutto il nostro appoggio". "Non si può pensare che un servitore dello Stato, condannato per le accuse di chi ha contribuito a fare arrestare, sia dimenticato e trattato in questo modo. E' una cosa - rimarca il leader azzurro - che non si può accettare".

Le solite falsità di Berlusconi.
ancora da: http://www.adnkronos.com
MAFIA: CASSAZIONE, CONTRADA COLPEVOLE CONTRO LUI NESSUN COMPLOTTO
Roma, 8 gen. - (Adnkronos) - L'ex numero due del Sisde Bruno Contrada e' colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa e contro di lui non c'e' stato nessun "complotto" posto in essere dai pentiti, secondo quanto correttamente valutato dalla Corte d'Appello di Palermo, insieme a molte testimonianze di poliziotti e questori che hanno espresso nei suoi confronti "diffidenze". Sono le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione depositate oggi, sentenza con la quale lo scorso 10 maggio era stata confermata per Contrada la condanna a 10 anni di reclusione e tre anni di sorveglianza vigilata.

Io penso che Silvio come altri hanno tutto l'interesse a difendere Contrada affinché quest'ultimo continui a tener la bocca chiusa su mafia e politica.


Per saperne di più e sbugiardare la versione di chi ha deciso da anni e anni di stare dalla parte dei mafiosi leggere qui:

La sentenza Contrada
da voglioscendere.it
di marco travaglio

Bruno Contrada, già capo della squadra Mobile di Palermo, poi della Criminalpol e infine numero 3 del Sisde, è stato condannato sette mesi fa a 10 anni di reclusione dalla Cassazione per concorso esterno in associazione mafiosa: per il suo trentennale “contributo sistematico e consapevole alla conservazione e al rafforzamento di Cosa nostra”. 

Di seguito pubblichiamo una sintesi delle motivazioni della condanna d’appello del 2006, chiesta e ottenuta dal Pg Nino Gatto e confermata dalla Suprema Corte: 792 pagine firmate dal presidente Salvatore Scaduti e dai giudici a latere Chiara Boni e Giuseppe Melisenda, che illustrano le accuse a suo carico (lanciate non solo da mafiosi pentiti, ma soprattutto da testimoni incensurati: magistrati, poliziotti, parenti di vittime della mafia) e i riscontri che le hanno supportate (documenti, intercettazioni telefoniche, accertamenti di polizia giudiziaria). Il
testo integrale è già da qualche giorno sul nostro blog.

Sentenza Contrada I

Nella prima parte della sentenza Contrada, i giudici esaminano le accuse mosse all’ex poliziotto dai mafiosi pentiti e confermate da documenti e testimonianze. Nella seconda parte i pentiti escono di scena e cedono il passo a una ventina di testimoni insospettabili.

Sentenza Contrada II


L’ultima parte della sentenza di condanna per Bruno Contrada, cominciare da due intercettazioni molto significative.

Sentenza Contrada III


Segnalazioni

Guarda il video della presentazione di Mani sporche al Quirino, Roma - 10 gennaio 2008

No alla grazia
per Bruno Contrada

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permalink | creato da marco_travaglio il 12/1/2008 alle 17:47 | Versione per la stampa


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12 gennaio 2008

Filippo Facci, un giornalista spregevole



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11 gennaio 2008

il Molto Intelligente... Giuliano Ferrara!!! ...fresco di condanna :P

              Very intelligence

Con tutte le baggianate che dice, sempre comunque accreditate di grande intelligenza, viene da chiedersi che ne sarebbe di Giuliano Ferrara in un paese serio, cioè diverso dall’Italia. Una risposta giunge dalla Francia, dove il Molto Intelligente è stato appena condannato in appello (e dunque in via definitiva) dal Tribunal de Grande Instance di Parigi per contraffazione di opera d’ingegno e violazione del diritto d’autore ai danni di Antonio Tabucchi.
Il fatto risale all’ottobre 2003, quando Tabucchi inviò un articolo a Le Monde, ma se lo vide pubblicato, in anteprima e senza autorizzazione, sul Foglio (un correttore di bozze del quotidiano parigino l’aveva inviato per amicizia a Ferrara, senza prevedere che questi l’avrebbe fregato e messo in pagina). Ora Ferrara dovrà sborsare 34mila euro in tutto: 10mila di multa allo Stato francese, più 3mila per aver appellato temerariamente la condanna di primo grado; 12mila di danni a Tabucchi; 9mila per finanziare la pubblicazione della sentenza su Le Monde, Le Figaro e Liberation.
Naturalmente, se Ferrara avesse vinto la causa, la notizia sarebbe uscita su tutti i giornali. Invece l’ha persa, dunque silenzio di tomba. Ma l’aspetto più interessante del processo non è la sentenza. E’ l’incredulità dei francesi – giudici, avvocati e giornalisti – di fronte a quel che dice Ferrara. Anzi, di fronte a Ferrara tour court, che al di là del Monginevro è visto come un fenomeno da baraccone.
Il suo interrogatorio in tribunale è uno spettacolo da far pagare il biglietto. Nell’articolo rubato, Tabucchi ricordava i trascorsi di Ferrara come informatore prezzolato della Cia. Il giudice domanda all’interessato se la cosa sia vera. Ferrara risponde che sì, fu lui stesso a rivelarlo sul Foglio. Ma era una balla, che lui chiama “provocazione”: tant’è che – aggiunge – non ci sono le prove. La nuova frontiera del giornalismo da lui inaugurata – spiega – prescinde dalla verità.
Figurarsi la faccia dei giudici parigini dinanzi a questo “giornalista” ed ex ministro italiano che si vanta di raccontare frottole sulla propria vita e aggiunge: trovate le prove di quel che scrivo, se ne siete capaci. Lo condannano su due piedi. Lui ricorre in appello, eccependo fra l’altro sulla competenza territoriale del Tribunale parigino, manco fosse Previti o Berlusconi al Tribunale di Milano. Eccezione respinta con perdite.
Quanto al merito, ricordano i giudici di seconda istanza, il Molto Intelligente è colpevole per definizione: “Il 4 novembre 2006 Ferrara veniva interrogato e sosteneva che in Italia è usanza giornalistica pubblicare documenti senza autorizzazione per rispondere a essi senza che la cosa comporti contraffazione”. Dopo aver finito di ridere, i giudici ribattono che pubblicare sul Foglio un articolo destinato a Le Monde “senza il consenso dell’autore né di Le Monde costituisce a pieno titolo contraffazione” e “non è seriamente sostenibile che un delitto di contraffazione sia legittimato da una sorta di diritto di replica preventivo rispetto alla pubblicazione”. Ferrara, se voleva replicare a Tabucchi, doveva attendere che l’articolo uscisse su Le Monde.
Il Tribnale aggiunge sarcastico che una diversa “eventuale usanza italiana, ammesso che esista, non si applicherebbe comunque al diritto francese. E conclude sottolineando “la piena consapevolezza che l’imputato (Ferrara, ndr) aveva del suo delitto e del cinismo con cui l’ha commesso”, ergo “va dichiarato colpevole dei fatti a lui addebitati”.
Insomma: certi sofismi, turbate e corbellerie Ferrara li vada a raccontare agli italiani, che hanno smarrito il senso del pudore, della decenza e della vergogna. In Francia non attaccano. Infatti riportando la sentenza, il Nouvel Observateur descrive Ferrara come nemmeno un giornale di estrema sinistra oserebbe dipingerlo. Cioè per quello è: “maschera della tv trash”, “specializzato nella denigrazione di chi si oppone a Berlusconi” e nel “servilismo giornalistico” che gli è valso la direzione di Panorama e del Foglio, sempre “indipendente come si può essere quando l’editore è la moglie di Berlusconi”.
Nessun accenno alla sua grande intelligenza. In controtendenza con la fuga dei cervelli dall’Italia, quello di Ferrara all’estero non lo nota nessuno. Non pervenuto.

Uliwood Party di Marco Travaglio
L’Unità del 3.1.2008


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9 gennaio 2008

Il dottor Mafia

Il dottor Mafia
La cagnara intorno alla grazia a Bruno Contrada e alla revisione del suo processo (prim'ancora che siano depositate le motivazioni della condanna in Cassazione!) si è momentaneamente spenta. Ma c'è da giurare che riprenderà presto, anche perchè Contrada è l'unico rappresentante di alto livello dello Stato che sia stato condannato definitivamente per concorso esterno in associazione mafiosa: dunque il partito dell'impunità e della mafia non può tollerare questo precedente, che potrebbe presto "figliarne" altri.

Proprio l'altroieri è stato notificato al generale Mario Mori - ex capo del Ros e del Sisde, l'uomo che insieme al capitano Ultimo non perquisì il covo di Riina lasciandolo perquisire dalla mafia - l'avviso di chiusura delle indagini di un'altra inchiesta palermitana su presunti favori alla mafia per la mancata cattura di Bernardo Provenzano. Sempre a Palermo, è imminente la sentenza di primo grado a carico di Totò Cuffaro, imputato di favoreggiamento mafioso e indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Seguirà a ruota la sentenza d'appello nel processo a Marcello Dell'Utri, condannato in primo grado a 9 anni sempre per concorso esterno. Insomma, si scrive Contrada e si legge Dell'Utri, Cuffaro, Mori. Si difende Contrada per salvare tutti gli altri esponenti dello Stato che trattarono (o sono accusati di averlo fatto) con la mafia. La partita esula dunque dall'avventura del vecchio poliziotto morente (o sedicente tale) e investe la possibilità di fare luce sui legami tra Cosa Nostra e chi dovrebbe combatterla.

L'unico antidoto al colpo di spugna è la conoscenza approfondita dei fatti. Per questo, da oggi, il nostro blog riporta le due sentenze decisive del processo Contrada: le conclusioni di quella del Tribunale di Palermo (1700 pagine), che nel 1996 condannò Contrada a 10 anni; e il testo integrale (700 pagine) di quella del secondo processo d'appello, che nel 2006 ricondannò Contrada a 10 anni (dopo che la Cassazione aveva annullato l'assoluzione nel primo appello) e fu definitivamente confermata nel maggio 2007 dalla Cassazione. Così ciascuno potrà toccare con mano la solidità delle accuse e dei riscontri trovati dai giudici alle parole dei mafiosi pentiti, ma soprattutto la mole di testimonianze rese da magistrati, questori, poliziotti, cittadini incensurati e servitori dello Stato, perlopiù intimi di Falcone e Borsellino, su questo traditore dello Stato che oggi pretenderebbe addirittura la grazia e il grazie dallo Stato. Il grazie dalla mafia, invece, l'ha già ricevuto in abbondanza.

Le conclusioni della sentenza di I grado (1996)

La sentenza d'appello (2006)
di marco travaglio
da: voglioscendere.it




7 gennaio 2008

Il Papa è un sovversivo... occhio caro Ratzinger, i picchiatori di Stato sono allerta!


Il Papa contro la globalizzazione

"Una nebbia che avvolge le nazioni" (il link a repubblica.it)


Estratto da repubblica.it
Ha scelto una metafora ad effetto papa Benedetto XVI per attaccare la globalizzazione nella messa dell'Epifania, celebrata stamane nella basilica di San Pietro davanti a cardinali, vescovi, membri del corpo diplomatico e semplici fedeli.


"Anche oggi - ha osservato il pontefice - resta vero quanto diceva il profeta: nebbia fitta avvolge le nazioni. Non si può dire infatti che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro". L'umanità, ha denunciato, è "lacerata" da "spinte di divisione e sopraffazione" e "conflitto di egoismi".

"I conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime - ha sottolineato ancora Ratzinger - rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale". "C'è bisogno - ha proseguito - di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti".

Benedetto XVI ha indicato quindi la strada da percorrere. "La moderazione - ha ricordato - non è solo una regola ascetica, ma anche una via di salvezza per l'umanità". Infatti, "è ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un'equa distribuzione delle ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile".

Cosa dire a questo punto?
Che il Papa sia un DISOBBEDIENTE è il minimo.
Adesso possiamo dargli tranquillamente del "Comunista" e "NO GLOBAL", nel senso più dispregiativo dato al termine dalla nostra opinione pubblica pilotata ad arte dai tg e giornali di regime.
Aspetto con ansia i vari leader teocon rilasciare la seguente dichiarazione:
Another world is possible!
p.s.: non è che corre il rischio di prendersi qualche bella manganellata dalle forze dell'ordine? :(


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6 gennaio 2008

Il cosiddetto “caso Contrada” ...Graziamo le vittime

Graziamo le vittime

Il cosiddetto “caso Contrada” è un ottimo banco di prova per misurare il ribaltamento non solo della verità, ma anche della logica e del buonsenso quando si parla di condannati o imputati eccellenti in quella che Longanesi definiva “patria del diritto, ma soprattutto del rovescio”. Manca poco che si chieda alle vittime di scusarsi con Contrada.
Il suo presunto “caso” consiste in questo: il Dottore, condannato 7 mesi fa a 10 anni definitivi per mafia, ha il diabete. Ma, a suo dire, il rancio nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere non rispetta la dieta prescritta dal suo medico. Così lui rifiuta il cibo e, com’è ovvio, deperisce. A questo punto il suo nuovo legale Giuseppe Lipera (il cui nome compare nelle carte dell’inchiesta palermitana “Sistemi criminali” per aver fondato nel ’93 a Catania “Sicilia Libera”, il partito creato da Cosa Nostra e abbandonato quando nacque Forza Italia), chiede la grazia.
Che c’entra la grazia con la dieta? Se la dieta è dannosa per la salute di Contrada, la si cambi. Se Contrada non può essere curato in cella, lo si sposti in infermeria o in ospedale, o gli si differisca la pena in attesa che stia meglio. Invece no: in una sorta di impazzimento collettivo, si scatena la casta politico-giornalistica, sempre pronta, anzi prona se c’è di mezzo un membro del Club degli Intoccabili.  Grazia presto, grazia subito, grazia atto dovuto E chi non è d’accordo è un bruto che “vuole far morire Contrada in carcere”.
Invece – osserva il cosiddetto ministro della Giustizia Mastella, anche a nome della sua signora – “non si può lasciare che un uomo muoia in carcere”. La frase suona bene, soprattutto a Natale. Ma esaminata a mente fredda, non ha senso: la possibilità che certi detenuti muoiano in cella è prevista espressamente dalla legge. Muoiono n carcere gli ergastolani, moriranno in carcere (si spera) Riina, Provenzano e decine di boss mafiosi e terroristi, muore in carcere chiunque deceda un attimo prima che termini di scontare la pena.
Infatti ogni anno muoiono in carcere centinaia di detenuti e nessuno dice nulla. Se però c’è di mezzo l’ex numero tre del Sisde, con amici importanti negli apparati, nella politica e nei giornali, il discorso cambia. Eppure, sentenze alla mano, Contrada è peggio di un mafioso: che un mafioso stia dalla parte della mafia, è normale; che un “servitore dello Stato”, stipendiato dallo Stato, stia dalla parte della mafia, è o dovrebbe essere un po’ meno normale. In questo senso la provocazione di Beppe Grillo è salutare: graziamo piuttosto Renato Vallanzasca, che non ha mai preso lo stipendio dallo Stato, non ha mai inscenato piagnistei e marcisce in carcere da trent’anni.
Che a chiedere la grazie per Contrada siano i Ferrara e gli Jannuzzi, è naturale: dopo aver ripetuto per una vita che non esistono rapporti fra mafia e politica, fra mafia e istituzioni, salvo che nella mente bacata di certi pm di Palermo, l’idea che un esponente dello Stato vada in carcere per mafia li disturba non poco.
Cicchitto e Il Giornale, inconsolabili, vorrebbero graziare Contrada per una grottesca par condicio con Ovidio Bompressi (che però uscì dopo 10 anni, non dopo 7 mesi). I tg di regime, quelli che la menano a ogni piè sospinto con la “certezza della pena”, martellano: “Contrada è stato condannato, ma si è sempre proclamato innocente”, come se la sua parola valesse quanto la Cassazione, come se le carceri non pullulassero di colpevoli che si proclamano innocenti.
Singolare la posizione di Macaluso: trova “sconcertante” il no di Rita Borsellino, “essere sorella di un giudice assassinato non dà titoli per giudicare ciò che si muove nel mondo della mafia”. Infatti qui ha giudicato la Cassazione. Ma si sa, le sentenze contano solo se assolvono: se condannano non valgono.
Tra i pochi commenti di buon senso c’è questo: “I casi sono due: o Contrada è innocente, e allora va liberato e risarcito; o è colpevole, e allora graziare un servitore dello Stato che tradisce lo Stato e viene condannato per mafia sarebbe un messaggio di speranza per la mafia”. Chi parla, purtroppo, non è un ministro o un leader dell’Unione. E’ Carlo Vizzini, Forza Italia.

Uliwood Party di Marco Travaglio
L’Unità del 28.12.2007




4 gennaio 2008

L'on. ex ministro aennino Mario Landolfi e il suo simpatico segretario Cosimo Chianese. Ma che brave persone!

Il vigilante

Quattro giorni prima di Natale è finito agli arresti domiciliari Cosimo Chianese, 45 anni, segretario particolare dell'ex ministro delle Telecomunicazioni, Mario Landolfi.  Chianese, assieme a un bel gruppo di parenti ed amici, è accusato di aver organizzato corsi professionali fantasma in modo da intascare 250.000 euro di finanziamenti dell'Unione europea. Insomma in nome della famiglia, secondo il pm, il segretario di Landolfi derubava la comunità.
Ma non è tutto. Chianese, faceva di più e di meglio. I magistrati sottolineano che ''utilizzava il telefono cellulare intestato al ministero delle Comunicazioni, nella sua disponibilità quale segretario particolare del ministro protempore (all'epoca era Landolfi, ndr), per intrattenere lunghe telefonate con i congiunti al fine di consentire loro l'autoricarica''.
Landolfi oggi è presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai. Se fosse nato in Inghilterra, invece che in Italia, si sarebbe già dimesso: chi non riesce a vigilare sul proprio segretario è difficile che riesca a vigilare su un'azienda con migliaia di dipendenti.
Anzi, mi correggo, Landolfi anche nel Regno Unito non si sarebbe dimesso. A Londra, infatti, un incarico come il suo non esiste. Oltremanica non è il parlamento a vigilare sulla Bbc, ma è la Bbc che vigila sull'attività dei parlamentari e dei loro collaboratori. Una differenza che spiega bene perché questa singolare notizia, come quella dell'apertura di un'indagine per corruzione contro lo stesso Landolfi, sul piccolo schermo non abbia di fatto trovato spazio.
di peter gomez


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3 gennaio 2008

Jannuzzi minaccia dimissioni sul caso Contrada. Ci resteranno mica male i boss di cosa nostra?


 Apprendo adesso dal "tg3 regione" che in sen. Lino Jannuzzi minaccia le dimissioni nel caso che a Bruno Contrada (non ho capito bene) non venga concessa la grazia dal Capo della Stato o non venga di nuovo ricoverato in ospedale o non ho capito cos'altro ancora…
Di certo sappiamo l'opinione sulla vicenda del sen. forzista nonché pregiudicato Lino Jannuzzi.

Sappiamo cosa dichiarò riguardo la posizione di Rita Borsellino (vedi post precedenti) sulla grazia a Contrada: “La signora Rita Borsellino evidentemente non sa di che cosa parla e probabilmente è essa stessa vittima degli intrighi di Palazzo che hanno tentato di attribuire a Bruno Contrada persino dirette responsabilità nella strage di via D’Amelio, dove perse la vita suo fratello Paolo assieme agli agenti della scorta”.
Sappiamo tutti, o almeno dovremmo sapere cosa pensano i boss mafiosi del nostro pregiudicato-senatore-giornalista-forzista.
E cioè, che è il loro giornalista preferito (insieme a Ferrara).
Celebre l'intercettazione nella quale il boss Guttadauro, parlando con l'amico mafioso Aragona, organizzava una campagna stampa a favore dei colleghi detenuti. Al telefono, Aragona  segnala subito Giuliano Ferrara e lo stesso Lino Jannuzzi che «Ha scritto un libro contro Caselli e un libro pure su Andreotti ed in è in intimissimi rapporti con Dell'Utri», al che Guttaduaro rispose «Jannuzzi buono è!».
E se lo dicono loro... una garanzia è!!!
Queste si che sono ottime referenze.




2 gennaio 2008

...gente per bene che non ha piegato la testa ed è andata avanti per la sua strada.

dal blog di Grillo

Il Calendario dei Santi Laici 2008

Peppino_Impastato.jpg

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