.
Annunci online

  tgweb [ curiamoci con un po' di informazione... ]
         

Benvenuti su

Salvo Tgweb

_________________
 

Con l'ex magistrato Gherardo Colombo

Colombo ad Agrigento.
Articoli e  video:
link1; link2; link3.

______________

Ad Enna con il giornalista Lirio Abbate.
Presentazione del libro "I Complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento". (di Abbate e Gomez)

Incontro “Terra di mafia e di lotta alla mafia”
svoltosi a Palma di Montechiaro (AG)
foto con M. Travaglio (ottobre 2006)

Con M. Travaglio e S. Guzzanti in occasione della presentazione di "Intoccabili" e  "Reperto Raiot" a Palermo (2005)

 

V-DAY Agrigento

foto del V-Day agrigentino foto (clicca qui) e anche il video (clicca qui)

V2-DAY 

Qui il video del secondo v-day

V2-Day il video (clicca qui)

_________________

Manifesti "Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano presidente". Regionali 2008.

Con Sonia Alfano in visita presso il nosocomio agrigentino. (foto di Elio Di Bella)

Sonia Alfano ad Agrigento elezioni Europee 2009

 

_______________
TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI MA ALCUNI ANIMALI SONO PIU' UGUALI DEGLI ALTRI   G. Orwell
____________________ 

“La tragedia dell’Italia è la sua putrefazione morale, la sua indifferenza, la sua vigliaccheria”. Piero Calamandrei
____________________

"Non è la libertà che manca.
Mancano gli uomini liberi".          Leo Longanesi
_______________

"Può stare nel luogo santo chi ha mani innocenti e cuore puro. Mani innocenti sono mani che non vengono usate per atti di violenza. Sono mani che non sono sporcate con la corruzioni e con tangenti. Cuore puro, quando il cuore è puro? E' puro un cuore che non si macchia con menzogna e ipocrisia, un cuore che rimane trasparente come acqua sorgiva perchè non conosce doppiezza".
Papa Benedetto XVI
____________

Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l'appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...] E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che dà scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!       Sandro Pertini

Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero.       S. Pertini

Sono del parere che la televisione rovina gli uomini politici, quando vi appaiono di frequente.                              S. Pertini
__________
Non è necessario essere socialisti per amare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità.                 Indro Montanelli
______________

"Veramente la scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo". Indro Montanelli


20 febbraio 2008

NUOVI POST SU: http://tgweb.wordpress.com/

CIAO, I NUOVI  POST SARANNO ANCHE SU: http://tgweb.wordpress.com/

Per un po' continuerò a pubblicare su entrambi i blog nell'attesa di acquisire una padronanza sufficiente su wordpress.
E' ovvio che questo blog rimarrà aperto anche come archivio.
Ciao, a presto!!!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. tgweb salvo tgweb

permalink | inviato da tgweb il 20/2/2008 alle 0:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



13 luglio 2007

"Sequestro preventivo di libertà". Piero Ricca chiede il ns aiuto.

                    "Sequestro preventivo di libertà"
    Ecco finalmente il video-comunicato  di Piero Ricca.
     Proviamo a dargli una mano.
          E' una battaglia che riguarda tutti.
           E' in gioco la nostra LIBERTA'!!!

    




12 luglio 2007

piero ricca e il nuovo comunicato. domani querela emilio fede. era ora!

 

SCRIVE PIERO RICCA:

Evviva!

Mentre pieroricca.org riposa, entra in gioco www.quimilanolibera.net .
In questi giorni ci vediamo lì.
Non poteva esserci migliore esordio per il sito che avevamo immaginato come punto di riferimento delle iniziative del gruppo Qui Milano Libera.
La libertà di parola è un vizio, una droga potentissima che crea assuefazione. Sono passate 48 ore scarse da quando il maresciallo Zorzo del nucleo speciale antifrodi telematiche della finanza mi ha notificato l’avvenuto sequestro del blog, e mi sembrano un’eternità.
In questi due giorni ho messo a fuoco il tortuoso iter del provvedimento preventivo e punitivo. Ed è questo:

- Fede mi querela per diffamazione a Roma.
- Il Pm Saieva non lascia dormire il fascicolo e, riconoscendo nella querela, gravi elementi di colpevolezza a mio carico, adempiendo alla richiesta del querelante, chiede al Gip l’oscuramento del nostro video su youtube, relativo alla piazzata con Fede, e del mio blog per impedire la perpetuazione del reato oggetto di querela. Periculum in mora, credo che si chiami in gergo.
- Il Gip dispone l’oscuramento solo degli articoli che parlano di Fede, oltre che del video di youtube.
- Entra in scena il maresciallo Zorzo, che con un collaboratore da Roma si reca a Sarzana (La Spezia) e bussa alla porta della società che mi tiene on line il blog. Acquisiscono il mio indirizzo e il mio numero di telefono. Oscurano un solo articolo che parla di Fede e relativi commenti. Cambiano le mie chiavi di accesso al blog, impedendomi di pubblicare nuovi contributi.
- Poi vengono a Milano. Per strada mi telefonano. La vicenda che mi raccontano mi sembra così assurda che penso a uno scherzo dei soliti amici buontemponi. Tant’è vero che dopo un paio di telefonate e sms, gli rispondo: mi dispiace maresciallo, parlo solo con i generali.
- Dopo una verifica, capisco che la cosa è reale, ancorché poco seria. Ricevo il maresciallo con un suo collaboratore al bar sotto casa. Vengo identificato. Mi notificano il sequestro.
- Chiedo perché mai mi impediscano di scrivere, visto che la censura preventiva non è prevista dalle leggi. Il maresciallo Zorzo mi risponde che, data la struttura tecnica del mio blog, per impedirmi di ripubblicare o modificare quel post incriminato e oscurato, ha dovuto cambiare la password.
- E aggiunge: solo così ho evitato l’oscuramento totale del blog.
- Naturalmente il nucleo speciale non è in grado di togliere il nostro video da youtube. E non si cura del fatto che l’innocuo articoletto censurato, di presentazione del video, è reperibile agevolmente su google.
- In queste ore il mio avvocato e fratello Mino Ricca (che l’ha già spuntata con il Puffone e ringrazio anche qui per la sua disponibilità) sta cercando un contatto con il pubblico ministero Saieva per vedere se, alla luce della dichiarazione del maresciallo Zorzo, e mediante un mio impegno scritto a non ripubblicare il post incriminato, è possibile sbloccare il blog, che peraltro il medesimo pubblico ministero aveva chiesto di oscurare totalmente.
- In caso negativo ho già pronta una formale richiesta di dissequestro.

Domani, inoltre, querelo Emilio Fede.

Questo per ora è tutto. Vi terrò informati.

Questa sera tutto confermato: si festeggia Qui Milano Libera e la querela al parco Solari di Milano, dalle ore 19 in avanti, vicino alla fontana. Chiunque venga in pace sarà gradito ospite. Meglio se porta da bere.



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. fede ricca querela politica tgweb informazione

permalink | inviato da tgweb il 12/7/2007 alle 15:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



11 luglio 2007

“sequestro preventivo” x il sito di Piero Ricca. Leggete la lettera x saperne di più e fate girare. non siate indifferenti.

 PIERO RICCA spiega più dettagliatamente la questione del "sequestro preventivo":

Emilio Fede mi ha querelato e la finanza ha cambiato le chiavi di accesso al mio blog, impedendomi di pubblicare nuovi articoli.
Il blog mi è stato chiuso su richiesta del pubblico ministero romano Giuseppe Saieva, con atto del gip Cecilia Demma. Il “sequestro preventivo” mi è stato notificato alle 14,00 di oggi 10 luglio da due agenti del “nucleo speciale contro le frodi telematiche” della guardia di finanza, venuti appositamente dalla capitale. Il sequestro proviene da una querela per diffamazione presentata da Emilio Fede nei miei confronti per la contestazione al circolo della stampa di Milano del 16 aprile 2007.
In esecuzione del medesimo provvedimento è stato cancellato dal blog un mio articolo relativo alla vicenda Fede e i commenti a margine dei lettori. Per motivi tecnici non è stato possibile, come pure era stato richiesto dall’autorità giudiziaria, togliere il video da youtube. Non si è arrivati all’oscuramento totale del blog, che pure era stato prospettato nel decreto di sequestro preventivo, solo perché gli agenti della finanza hanno adottato la soluzione di modificare la mia password di amministratore di www.pieroricca.org, previa missione mattutina a Sarzana (La Spezia), sede legale della società di gestione del blog.
Naturalmente farò immediata richiesta di dissequestro.
E mi riservo di querelare a mia volta il signor Fede. Ricordo infatti che la contestazione ebbe come antefatto una mia domanda (sul caso Europa 7 e le frequenze abusivamente occupate da Rete 4), alla quale il direttore del tg4 rispose dandomi dell’ “imbecille”. Per non parlare dello sputo che mi indirizzò nell’androne del circolo della stampa, come testimonia il video reperibile all’indirizzo
http://www.youtube.com/watch?v=5KbGNQwO7es

Con il querelante ci confronteremo dunque in tribunale, magari davanti a qualcuno dei magistrati diffamati e spiati negli anni del governo del suo adorato datore di lavoro.
Sarò lieto di farmi processare un’altra volta per aver espresso opinioni condivise dalle persone che stimo.
Nel frattempo non smetterò di interpellare e criticare i personaggi pubblici che non stimo, esercitando il mio diritto-dovere di dissenso.
Nessuno riuscirà a sequestrare la libertà di espressione, mia e degli amici del gruppo Qui Milano Libera e del blog: questo è certo.
Ringrazio fin d’ora chi vorrà far circolare questo comunicato.

Piero Ricca

IO VOGLIO SEGNALARVI ALTRI VIDEO CHE TESTIMONIANO LE BATTAGLIE DI PIERO:

http://it.youtube.com/user/fenegor

GUARDATE LE BATTAGLIE CONTRO L'INDULTO:

29 luglio 2006, a Milano e in varie città d’Italia si manifesta contro l’indulto salva-collettibianchi. Vedere Resoconto a caldo

18 settembre 2006, Palamazda di Milano. Alla festa dell’unità partecipa anche Piero Fassino. L’occasione è buona per chiedere lumi sull’indulto-vip: l’ennesimo salvacondotto per i colletti bianchi. Ecco come hanno reagito i militanti diessini su una pubblica piazza:


Lo stesso luogo dove il 25 febbraio 2006 contestai Berlusconi: cambiano i colori politici ma gli “adoratori” sono sempre uguali.

Io son rimasto sbalordito. Elettori dei DS: vergognatevi!!!
Segnaliamo la nostra solidarietà a Piero.
Scrivete un commento all'ultimo post che gli è stato possibile pubblicare su: http://www.pieroricca.org/




9 luglio 2007

ki lo ha detto?

 Fate un piccolo sforzo, chi ha reso queste dichiarazioni?

"Noi elencheremo ciò che non abbiamo mai fatto. Non abbiamo mai messo le mani nelle tasche degli italiani, non abbiamo mai rubato, non abbiamo mai fatto una telefonata per controllare (avendone i mezzi, con i servizi) un uomo dell'opposizione, non abbiamo mai mandato la Guardia di Finanza da nessuno, non abbiamo mai usato la magistratura contro un avversario politico, non abbiamo mai fatto una trasmissione della televisione pubblica, e tantomeno di quelle private, contro un avversario politico". (29 agosto 2005)

"Non abbiamo mai rubato, non abbiamo trasformato Palazzo Chigi in una merchant bank, non abbiamo fatto intercettazioni telefoniche, non abbiamo usato la magistratura, non abbiamo mandato la Guardia di Finanza e non abbiamo usato la televisione"  (21 novembre 2005)

trattenete le risate...
...e va bene, svelo l'indovinello.
E' Silvio il Bugiardello !!!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. politica informazione tgweb silvio bugiardo

permalink | inviato da tgweb il 9/7/2007 alle 15:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa



6 luglio 2007

G8 di Genova.Speriamo che muoiano tutti! Uno a zero per noi!

G8 di Genova. Scuola Diaz. Lo schifo continua.

leggi da repubblica.it
leggi da corriere.it

ascoltate le telefonate.
...agghiaccianti!

C'è la poliziotta che scherza sulla tragedia di Carlo Giuliani ("speriamo che muoiano tutti... tanto uno già...1 a 0 per noi.."), il funzionario che impreca per i ritardi, l'agente che non sa che accade, l'altro che racconta di teste spaccate, il capoufficio stampa di Gianni De Gennaro "dimenticato" per strada, il capo della celere distrutto dalla nottata, quello della Digos che cerca di disfarsi delle due molotov. Sono le 26 telefonate che gli avvocati delle parti offese del processo per il blitz alla Diaz nel luglio 2001 - 29 tra funzionari e agenti imputati per lesioni, falso e calunnia - depositeranno nell'udienza di oggi, l'ultima prima della pausa estiva. Le comunicazioni sono quelle che intercorrono tra i poliziotti sul campo e la centrale operativa del 113 in questura.

Ore 21.35 l'irruzione deve ancora essere decisa ma vengono inviate pattuglie per verificare la situazione attorno alla scuola....>>>da repubblica>> clikka il link sopra...


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. polizia genova g8 tgweb diaz

permalink | inviato da tgweb il 6/7/2007 alle 16:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



4 luglio 2007

Sgarbi polizia e piero ricca!!! grande! troppo forte

 

Vittorio Sgarbi/3

dal blog di piero ricca

Gli obiettivi sensibili sono tanti. Ognuno dovrebbe scegliersi il suo. Un senatore colluso con la mafia. Un segretario di partito che voleva scalare una banca. Un capo della polizia che ha protetto squadristi. Un banchiere che ha truffato migliaia di risparmiatori. Un sindaco che intrallazza con gli appalti. Un direttore di telegiornale che non conosce la vergogna. Un ex ministro dell’interno che non la conta giusta sulla regolarità delle elezioni. Un assessore pregiudicato per truffa allo Stato. E criticarlo sempre. Ogniqualvolta si presenti in pubblico. Con metodo. Con ostinazione. Senza lasciargli tregua. In modo rigorosamente non violento. Non ci vuole poi molto. Basta un volantino con informazioni incontestabili. Un gruppo di amici moralmente vivi. L’attenzione all’agenda degli appuntamenti pubblici. Una videocamera. Non si tratta di insolenza. Ma di legittima difesa. I Piccoli Oligarchi hanno invaso tutti gli spazi. Se ne infischiano delle persone serie. Contano sull’indifferenza e sull’oblio. Sulla rassegnazione e il conformismo dei più. Sono abituati all’omaggio e all’adulazione. A giornalisti su misura. Ad avversari compiacenti, con i quali all’occorrenza ci si può dividere la torta. Nel bengodi dei Piccoli Oligarchi una contestazione viene interpretata come atto di insubordinazione, se non di terrorismo. La sensibilità alla questione morale è definita “giustizialismo”. Fare domande senza autorizzazione dell’ufficio stampa è come lanciare bombe molotov. E gli scandali divengono opinioni. Per una forma di legittima difesa è giusto andarli a stanare, esercitando senza inibizioni il libero arbitrio delle corde vocali. A ben guardare è un gesto d’amore. Può aiutarli a riprendere contatto con la realtà. A riabituarsi alla critica. A recuperare il senso del limite. Per dare il buon esempio Qui MIlano libera ha messo nel mirino Vittorio Sgarbi, l’omino dell’audience. “Eroe disperato della cultura dell’idiozia”, lo chiamava Giorgio Bocca. “Volgare calunniatore, scherano di Berlusconi”, lo definiva Indro Montanelli. Perché ci sta antipatico? In fondo la sua condanna per truffa aggravata allo Stato e falso, pur grave, è un pretesto, un espediente retorico. Vittorio Sgarbi è uno degli eroi del Ventennio Televisivo e contestuale incanaglimento della vita pubblica: questo è imperdonabile. Un piccolo opportunista che ha cambiato una decina di partiti. Che ha calunniato e diffamato persone perbene mediante il manganello catodico. Che se l’è cavata quasi sempre grazie all’abuso dell’insindacabilità parlamentare. Che ha contribuito a diffondere l’ideologia previtiana dell’impunità. L’Italia berlusconiana, ipocrita e volgare, ha in lui una delle espressioni più riuscite.
L’altro giorno l’abbiamo incrociato alla libreria Feltrinelli di Milano, dov’era atteso per la presentazione dell’ultimo capolavoro letterario di Pierfrancesco Majorino. il giovin segretario (uscente) dei diesse di Milano, ex bambino kinder che non ha vocazione né per la politica né per la letteratura. Dopo avermi ricoperto di insulti, il pregiudicato per truffa allo Stato ha chiamato la polizia. Che è arrivata in forze. E voleva a tutti i costi identificarmi, per la millesima volta. Ho resistito. S’è radunata un po’ di gente. E ho tenuto un lungo comiziaccio nell’afa di piazza Duomo. Con gli amici di Qui Milano libera abbiamo deciso che il comiziaccio sul caso Italia diventerà un appuntamento fisso.
Mi raccomando, però, non complimenti ma opere di bene. Prendete l’iniziativa anche voi. Se fossimo in tanti a non stare al gioco, il gioco cambierebbe.
Ecco il video.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. politica tgweb ricca sgarbi

permalink | inviato da tgweb il 4/7/2007 alle 15:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa



3 luglio 2007

Veltroni - Berlusconi. ma ke gioco stiamo a giocà?

 È lui o non è lui

 

Sarà anche una mossa abile, quella di Walter Veltroni di non citare mai, nelle quasi due ore del suo discorso al Lingotto di Torino, il nome di Silvio Berlusconi. Parlare e agire come se il Cavaliere non esistesse più potrebbe anche aiutare chi, nel centrodestra, lavora per scaricarlo. Ma c’è un piccolo problema: Berlusconi c’è ancora. Ha ancora tre televisioni di sua proprietà, anzi ne ha aggiunta una, la leggendaria Tv delle Libertà a cura della signorina Brambilla, che pubblica anche il neonato Giornale delle Libertà allegato a Il Giornale. Possiede la Mondadori, anche se una sentenza d’appello ha stabilito che la rubò a De Benedetti grazie a una sentenza comprata da Previti con soldi Fininvest. Ha tuttora la maggioranza nel Cda Rai, dove il diktat bulgaro e post-bulgaro continua a valere per Luttazzi e la Guzzanti. Ha in tasca 2 miliardi di euro che, come lui stesso ha confessato in una straziante intervista ad “A”, “non so come spendere”. Ha appena rilevato Endemol, che occupa gran parte dei palinsesti di Mediaset e della Rai (che d’ora in poi pagherà lui per mandare in onda i programmi della ditta). Fininvest ha appena aumentato la sua partecipazione in Mediobanca. Rete4, in barba a due sentenze della Consulta, continua a trasmettere sull’analogico terrestre, occupando frequenze che dal 1999 non potrebbe più usare, avendo perduto la gara per le concessioni pubbliche vinta da Europa 7 da Francesco Di Stefano, il quale ora spera di avere quel che gli spetta dalla Corte di giustizia europea, dove il governo Prodi, come il governo Berlusconi, ha difeso la legge Gasparri, cioè Rete4. Il risultato è che in tv, salvo rare oasi, si continua a parlare soltanto di quel che vuole Lui. Il quale intanto ha quasi risolto i suoi guai giudiziari: i pochi processi ancora in corso (corruzione di Mills e diritti Mediaset) cadranno in prescrizione grazie alla legge ex Cirielli e alla controriforma del falso in bilancio che l’Unione non ha ancora avuto il coraggio di smantellare. Uno dei suoi lobbisti di più stretta osservanza e di più antica data, Gianni Letta, è appena entrato in Goldman Sachs come superconsulente e viene incredibilmente elogiato da esponenti del Pd a cominciare da Veltroni (che lo vorrebbe addirittura in un suo eventuale futuro governo). Grazie alla tremebonda maggioranza unionista alla Camera, Berlusconi è riuscito finora a conservare il seggio parlamentare al suo braccio destro Cesare Previti, che pure da 14 mesi è pregiudicato e interdetto in perpetuo. Il suo braccio sinistro Marcello Dell’Utri colleziona condanne su condanne (oltre a quella per mafia in primo grado e quella per false fatture definitiva, ne ha appena avuta una in appello per estorsione insieme a un boss mafioso), ma nessuno ne parla e anzi il noto bibliofilo che prese per buoni i falsi diari del Duce continua a essere considerato un valido e colto interlocutore a destra e a sinistra, intervistatissimo da giornali e tv su tutto lo scibile umano, fuorché sulle sue pendenze giudiziarie e i suoi rapporti conclamati con la mafia. In compenso, grazie anche al dilettantismo dell’Unione e alle pessime frequentazioni di alcuni suoi dirigenti, la propaganda berlusconiana è riuscita addirittura a rinfacciare la questione morale al centrosinistra, dipingendo la maggioranza come un covo di affaristi e Vincenzo Visco come una sorta di Al Capone redivivo che - chiedono a una sola voce il Giornale, Libero e la Cdl - “dovrebbe dimettersi”. Ecco: Berlusconi, Dell’Utri e Previti in Parlamento (per tacere degli altri 23 pregiudicati, quasi tutti forzisti), e Visco a casa. La vicenda della Guardia di Finanza è stata gestita come peggio non si poteva: bastava spiegare un anno fa perché alcuni ufficiali milanesi e il loro protettore Speciale andavano rimossi, e nessuno avrebbe potuto obiettare alcunché, visto che Tremonti a suo tempo aveva fatto altrettanto e visto che la legge assegna al ministro delle Finanze l’ultima parola su ogni nomina alle Fiamme Gialle. Ma di qui a chiedere le dimissioni del ministro per qualche telefonata di fuoco a un generale, ce ne corre (semmai c’è da domandarsi perché, quando al governo c’era lui, il centrosinistra non chiese mai le dimissioni del premier imputato, anzi tutti lo invitavano a restare e zittivano i girotondi che invocavano un po’ di pulizia). Forse, prima di dare Berlusconi per morto, bisognerebbe consultare un medico legale. A vederlo così, scoppia di salute.


ULIWOOD PARTY
MARCO TRAVAGLIO
l’Unità (30 Giugno 2007)




25 giugno 2007

RISPOSTA A BERTINOTTI. di Marco Travaglio. grande lettera

 RISPOSTA A BERTINOTTI

di Marco Travaglio
 
Gentile presidente Bertinotti, la ringrazio per la sua risposta alla mia Posta Prioritaria (la prima che ricevo, in sedici puntate) e per la pacatezza a cui è improntata, che la rende ancor più rara e preziosa. Le questioni che Lei solleva sono complesse, ma in questa mia replica mi limiterò, per brevità, ai punti fondamentali. Precisando subito che la Porta Prioritaria era indirizzata a Lei e al presidente del Senato Franco Marini non in quanto vi ritenessi responsabile di tutto quanto fanno le Camere, ma in quanto siete i massimi rappresentanti delle medesime.
1) L’intenzione di venire incontro con l’indulto alle parole del Santo Padre e alle esigenze della popolazione carceraria in soprannumero era certamente lodevole. Gli effetti devastanti del provvedimento, peraltro prevedibili, sull’ordine e la sicurezza pubblici avrebbero dovuto forse consigliare maggiore prudenza (per esempio, con uno sconto di 1 anno sulle pene anziché di 3), o magari il ricorso a qualche misura alternativa, come la riforma delle leggi che “producono” detenuti in sovrannumero: la ex Cirielli per i recidivi, la Bossi-Fini sugli immigrati clandestini e la Fini-Giovanardi che punisce anche i consumatori di droghe. Rivedendo quelle tre leggi, oltre a sfollare le carceri, avreste anche mantenuto alcune promesse del Vostro programma elettorale, che resta invece il larghissima parte inattuato. Resta poi da capire che cosa c’entrasse con il sovraffollamento delle carceri l’inclusione nell’indulto dei reati finanziari, fiscali e contro la Pubblica amministrazione, ma anche il voto di scambio politico-mafioso, la cui incidenza sulla popolazione carceraria è nulla. Ho il massimo rispetto per la Sua trentennale esperienza sindacale, ma proprio per questo sono rimasto sorpreso quando ho saputo della contrarietà Sua e del Suo partito all’esclusione dall’indulto dei delitti commessi ai danni dei lavoratori e persino degli omicidi colposi dovuti a infortuni sul lavoro e a contaminazioni letali da amianto. Gli appelli in tal senso dei parenti delle vittime dell’amianto e della Fiom-Cgil sono rimasti desolatamente inascoltati. Non credo che papa Giovanni Paolo II, quando chiese alla Camera un gesto concreto per alleviare le condizioni dei carcerati, pensasse a Previti, ai furbetti del quartierino, ai bancarottieri, agli evasori fiscali, ai politici che trafficano con la mafia, agl’imprenditori senza scrupoli che ammazzano e avvelenano i loro dipendenti.
2) Ho citato il Codice del 1989 per rammentare ai parlamentari che il “segreto istruttorio” di cui continuamente parlano, imputandone le violazioni a magistrati, polizia giudiziaria e giornalisti, non esiste più da 18 anni. Dunque le presunte violazioni sempre lamentate, semplicemente, non esistono. E tutte le polemiche in materia sono pretestuose. La lettera scritta da Lei e da Marini al presidente del Tribunale di Milano citava espressamente le “preoccupazioni” del Parlamento in merito a possibili, future violazioni dell’articolo 68 della Costituzione che regole le guarentigie dei parlamentari. Preoccupazioni del tutto infondate, visto che proprio in ossequio alla legge Boato i giudici di Milano si accingono a trasmettere alle Camere le intercettazioni che, indirettamente, hanno coinvolto membri del Parlamento, per ottenere l’autorizzazione a utilizzarle nei processi. Tutt’altra faccenda è quella della divulgabilità di quelle telefonate che, dal momento del deposito delle trascrizioni a disposizione delle parti (e tantopiù quando arriveranno alla Camera e al Senato), non sono più segrete e dunque i giornali - come sempre fanno dal 1989 - ne possono, anzi ne devono parlare in nome del sacrosanto dovere di informare e dell’inviolabile diritto dei cittadini a essere informati. La Vostra lettera ha purtroppo sortito l’effetto di indurre il Tribunale a vietare agli avvocati la fotocopiatura degli atti, costringendo così i giornalisti ad affidarsi alla memoria dei legali o ai brandelli di conversazioni che quelli riuscivano ad appuntarsi nel poco tempo loro concesso per consultare quasi 500 pagine di materiale.
3) So bene che non spetta al presidente della Camera pronunciarsi sulla dacadenza dal mandato parlamentare del pregiudicato interdetto Cesare Previti. E che la giunta per le elezioni sta seguendo la pratica da 14 mesi. Ma, proprio perché conosco il principio della divisione dei poteri a cui Lei fa riferimento, mi domando come possa la Camera sindacare per 14 mesi una sentenza definitiva della magistratura, quasi che esistesse per i parlamentari un quarto grado di giudizio in aggiunta ai tre consentiti ai comuni mortali. Se il bidello di una scuola pubblica viene condannato con interdizione perpetua dai pubblici uffici, smette sic et simpliciter di fare il bidello. Lo licenziano in tronco, punto e basta. Se la Camera discute, e addirittura vota, pro o contro un verdetto già irrevocabilmente emesso dalla Corte di Cassazione, si configura una gravissima lesione del potere giudiziario da parte del legislativo, tale da rendere addirittura possibile un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato. Possibile che la condanna di Previti sia divenuta immediatamente esecutiva per la pena detentiva (al punto che Previti si consegnò spontaneamente al carcere di Rebibbia all’indomani della lettura del dispositivo), mentre la pena accessoria – interdizione perpetua dai pubblici uffici - è oggetto di interminabili negoziati, dibattiti, votazioni da parte del Parlamento, che invece dovrebbe limitarsi a prendere atto della decisione della magistratura e accompagnare l’interdetto alla porta affinchè sia sostituito dal primo dei non eletti? Possibile che Lei, nella sua veste di presidente della Camera, magari con quella che viene definita “moral suasion” (anche se nel caso Previti di “moral” c’è veramente ben poco), non possa sollecitare la giunta e l’assemblea a porre fine a questo sconcio? Se nell’Ordine dei giornalisti sedesse un ladro conclamato, Le assicuro che molti, compreso il sottoscritto, ne chiederebbero l’immediata espulsione o, in alternativa, si dimetterebbero per non dover sedere nel medesimo organismo che ospita un ladro. Mi domando perché, alla Camera, nessuno dei 630 deputati avverta il disagio per la convivenza da 14, diconsi quattordici mesi, con un corruttore di giudici.
4) Sarà pur vero che la “prassi consolidata” vuole che i presidenti delle Camere si limitino a confermare i candidati per la commissione parlamentare Antimafia indicati dai partiti, senza alcun sindacato sulla loro qualità morale o penale. Ma, trattandosi di un organismo che dovrebbe indagare sulla criminalità organizzata e combatterne i legami con la politica, mi pare davvero impossibile che, magari con discrezione, Lei non potesse invitare i gruppi parlamentari a non sottoporle candidati condannati definitivamente per corruzione, come i poco onorevoli Paolo Cirino Pomicino e Alfredo Vito. Non foss’altro che per un motivo: che quella scelta, ufficialmente, ricade su di Lei e sul presidente Marini. Il problema, Lei dice, è “a monte dell’ingresso in Parlamento”: i condannati non andrebbero candidati perché, una volta eletti, non c’è più nulla da fare. Mi permetto di dissentire. Intanto perché la legge sugli enti locali vieta ai condannati per reati contro la Pubblica amministrazione e per quelli ancor più gravi di farsi eleggere nei consigli comunali, provinciali e regionali; ma il Parlamento si è “dimenticato” di estendere il divieto ai membri di Camera e Senato. Ragion per cui esistono attualmente 25 personaggi condannati definitivamente che, non potendo fare i consiglieri comunali, fanno i parlamentari. In secondo luogo, perché il suo partito ha candidato e fatto eleggere (con le liste bloccate) in Parlamento un condannato per fabbricazione, detenzione e porto abusivo di ordigni esplosivi, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e inosservanza degli ordini dell’autorità: reati che definirei, secondo una Sua espressione, “socialmente pericolosi”. Il soggetto in questione è stato subito promosso vicepresidente della commissione Giustizia del Senato: l’uomo giusto al posto giusto. In terzo luogo, perché il segretario generale della Camera da Lei presieduta, eletto con la Rosa nel Pugno, è un signore condannato addirittura per concorso in omicidio. Nessuna legge, credo, obbliga di inserire due corrotti in Antimafia o un omicida ai vertici dell’aula di Montecitorio.
5) Apprezzo molto gli sforzi dei presidenti di Camera e Senato per ridurre i costi della politica, anche se da quel che ho capito gli eventuali tagli riguarderanno la prossima legislatura e non l’attuale, peraltro iniziata da un anno soltanto. Mi permetto però di dubitare che la “crisi profonda della politica” e la “separatezza delle Istituzioni dal paese reale” che lei segnala col giusto allarme dipendano soltanto, o principalmente, dagli alti costi della politica. Quando in Parlamento siedono, perlopiù legalmente (ma nel caso di Previti abusivamente), 25 pregiudicati per delitti anche molto gravi, e una settantina fra imputati, indagati o condannati in via provvisoria, con una percentuale che supera ormai il 10%, cioè con un tasso di devianza criminale non riscontrabile nemmeno nei quartieri più a rischio come Scampia o Secondigliano, i cittadini non possono far altro che domandarsi: ma chi fa le leggi non dovrebbe essere il primo a rispettarle?
Cordiali saluti
Marco Travaglio




22 giugno 2007

La da poco "ex" moglie di Fini indagata

 Lazio, convenzioni nella Sanità
indagata e interrogata Daniela Fini

Nel mirino dei pm ci sono delle convenzioni regionali illecite
Beneficiaria la Panigea, la struttura sanitaria di cui è socia



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. fini politica indagata lazio tgweb

permalink | inviato da tgweb il 22/6/2007 alle 13:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



22 giugno 2007

ancora novità sul g8 2001. E il questore confidò al collega: "De Gennaro vuole un'altra versione"

 

da repubblica.it
E il questore confidò al collega
"De Gennaro vuole un'altra versione"

di MASSIMO CALANDRI

GENOVA - "Il capo dice che sarebbe meglio raccontare una storia diversa...". Il cellulare intercettato dagli investigatori è quello di uno dei 29 imputati per il blitz alla scuola Diaz. Appartiene ad un alto funzionario della Polizia di Stato, indagato dalla Procura di Genova anche per una seconda vicenda che non sarebbe legata ai procedimenti del G8. Ed è per questo motivo che, a sua insaputa, i carabinieri tengono sotto controllo il telefono. Dall'altro capo del filo c'è Francesco Colucci, nel 2001 questore nel capoluogo ligure, chiamato a testimoniare nel processo sulla sciagurata irruzione del 21 luglio. E' Colucci che parla. Il "capo" cui fa riferimento è Gianni De Gennaro.
>>continua>> ..vi assicuro che è molto interessante


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. polizia g8 tgweb de gennaro

permalink | inviato da tgweb il 22/6/2007 alle 13:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



22 giugno 2007

Quel Fassino... L'aveva chiesto lui.

 
L'aveva chiesto lui
"Spero che i testi delle telefonate vengano resi pubblici, in modo che tutti possano constatare che si tratta di conversazioni puramente informative e che non c'è nient'altro che uno scambio di opinioni" (Piero Fassino, l'Unità, 12 agosto 2005).

"E' uno scandalo che telefonate private, dove non c'è nulla, finiscano spiattellate sui media. Così non si lede il diritto di alcuni esponenti politici, ma si lede la Costituzione e uno Stato di diritto a difesa delle garanzie di riservatezza che valgono per tutti" (Piero Fassino, Ansa, 12 giugno 2007).

"Il problema è capire perché adesso, per la terza volta torna di nuovo alla ribalta della cronaca politica la questione delle intercettazioni. E' un attacco politico e di un'aggressione a noi, perché siamo il principale partito del centrosinistra e perché stiamo contribuendo alla costruzione del Partito democratico. Si punta a indebolire chi vuole una politica più forte. Dobbiamo far vincere la politica rispetto a chi vuole ridurre tutto a un enorme immondezzaio" (Piero Fassino, Ansa, 14 giugno 2007).

"La magistratura è ricorsa a procedure quanto meno discutibili e permeabili. Noi non invochiamo alcun privilegio nè alcuna misura legislativa per i parlamentari, ma invochiamo misure per tutti i cittadini. Le conversazioni telefoniche sono una questione privata per tutti. E le trascrizioni delle telefonate non sono in grado di trasmettere il tono e il timbro della voce. Insomma diventano infedeli" (Piero Fassino, Ansa, 14 giugno 2007).

"C'è stata una palese violazione di fatti privati che ogni cittadino deve vedere rispettati. E che, invece, con le procedure della magistratura di Milano, non sono stati rispettati" (Piero Fassino, Ansa, 15 giugno 2007).

(21 giugno 2007)
da carta canta


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. fassino tgweb

permalink | inviato da tgweb il 22/6/2007 alle 13:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



21 giugno 2007

La Consulta boccia la norma che vietò a Caselli l'Antimafia

 

La Consulta boccia la norma
che vietò a Caselli l'Antimafia


ROMA - La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della cosiddetta norma 'anti Caselli' introdotta dal centrodestra con la riforma dell'ordinamento giudiziario del 2005. La norma escludeva dal concorso per gli incarichi direttivi i magistrati che non assicuravano almeno quattro anni prima della pensione nel caso degli uffici di merito, e due anni per la Cassazione. Proprio a causa di questa norma varata nel 2005, Giancarlo Caselli fu escluso dalla corsa per la direzione della Procura nazionale antimafia, perché aveva già compiuto 66 anni.

(20-06-2007) da repubblica.it

Sappiamo tutti perché il governo Berlusconi varò quella vergognosa norma.
Il motivo era che Caselli faceva paura. Chi combatte la mafia davvero, in questo Stato mafioso, fa paura!
Questa norma (varata la notte di Capodanno) va abbinata al decreto milleproroghe che posticipava la fine  del mandato dell'ex procurartore Vigna di sei mesi, cioè il tempo necessario per escludere Caselli dal concorso. Adesso ormai il danno è fatto! Che tristezza.
Ecco cosa  disse a  suo tempo il senatore Luigi Bobbio (AN): «Dobbiamo avere la certezza che Caselli non vada alla Superprocura».



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. caselli mafia anitimafia berlusconi tgweb

permalink | inviato da tgweb il 21/6/2007 alle 12:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



21 giugno 2007

i marziani? si, fassino, violante e company



 dal sito: pieroricca.org
I Marziani

 Giovedì 24 maggio il gruppo Qui Milano libera è andato alla presentazione dell’ultimo libro di Luciano Violante. Ne abbiamo tratto un video. Lo precede il resoconto di Elia. “Sono lontani. Vivono in un mondo a parte, fatto di salotti e telecamere, frequentato da pochi privilegiati. Sono distanti dalla realtà e la rifuggono in ogni modo. Questi sono i nostri Marziani. Da qualche tempo sono allarmati dalla sfiducia degli italiani nella politica, tanto da farne tema di dibattito. Due giorni fa il marziano Luciano Violante, presentava alla Mondadori di piazza Duomo il suo ultimo best seller: “UNCORRECT - 10 passi per evitare il fallimento del Partito Democratico”. Con lui i Compagni Marziani Piero Fassino ed Enrico Boselli. Conduceva il temerario Floris. Ascoltare per un’ora e mezza le loro fumisterie verbali con annesse liti da cortile, credevo mi garantisse il privilegio di poter rivolgere loro, a fine conferenza, qualche domanda. Avrei voluto chiedere pubblicamente il perchè del voto favorevole e unanime della Camera sul disegno di legge Mastella, che oltre a un limite alla possibilità dei cittadini di essere informati, rischia di diventare un freno alla lotta alla criminalità con la limitazione dello strumento dell’intercettazione. Avrei voluto chiedere se fosse ancora valido il patto con il quale nel 1994 si era data la garanzia a Berlusconi che non sarebbero state toccate le televisioni o se, nascendo un nuovo soggetto politico, si dovessero rinegoziare i trattati (patto disvelato nel 2002 dallo stesso Violante). Avrei voluto chiedere se saranno mai cancellate le leggi vergogna. Le domande però le poteva fare solo Floris, domande scomode come si può immaginare… In tanti abbiamo alzato la mano invano, chi ha provato a prendere la parola è stato zittito come un provocatore. Piero, che era riuscito a domandare a Fassino per quale motivo, visto che si parla tanto di partecipazione, non siano mai stati ricontattati gli oltre quattro milioni di elettori delle primarie, ha ricevuto questa risposta: “Lei ha un tono così aggressivo che se le tira le mani addosso!”. Floris doveva prendere l’aereo di corsa e non c’era tempo. Ma non eravamo a Ballarò e il pubblico non era di plastica. C’erano persone vere in sala, interessate a parlare di cose serie. Con piacere ho visto che molti attorno a noi erano indignati. Per una volta non eravamo i soliti quattro gatti. Alcuni invitavano i Marziani ad andare a casa, giuravano che non li avrebbero più votati. Fassino è sgusciato via di corsa, Floris è scappato all’aeroporto, Boselli si è dileguato, Violante farfugliava delle scuse. Bisogna capirli, i Marziani non sono abituati alle domande non compiacenti: nei salotti della tv non si usa. Il prossimo dibattito sulla crisi della politica tanto vale farlo da Maria De Filippi, se Vespa non s’offende. Quanto tempo ancora li sopporteremo prima di prenderli a pomodori?”.




20 giugno 2007

intercettazioni, libertà di stampa e violazione della privacy.

 Marco Travaglio ci aiuta a far un po' di luce sulla confusione che domina il caso intercettazioni, libertà di stampa e violazione della privacy.
LEGGI QUI




18 giugno 2007

Pizzini, veleni e cicoria. una delusione

     
Pizzini, veleni e cicoria
La mafia prima e dopo Provenzano
Pietro  Grasso
Francesco  La Licata
prefazione  Emanuele  Macaluso


L'altra sera ho assistito alla presentazione del libro "Pizzini, veleni e cicoria" e confesso di esser rimasto molto deluso.
Limitandomi a quello che ho sentito dire al giornalista La licata e al sen. Macaluso, pur non avendo letto il libro, posso dire che l'opera non è altro che una apologia al procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso.
L'incontro non è stato per niente emozionante. Tutto scontato, i soliti discorsi. Si parla di responsabilità della politica, ma con quel senso tipico del "che nessuno ci resti male", non facciamo nomi, non parliamo di responsabilità dirette, meglio andare per grandi linee.
Vista la presenza in sala nella prima fila del viceministro Capodicasa e del sen. Benedetto Adragna, componente della Commissione Parlamentare Antimafia, quale migliore occasione per richiamare i presenti alle loro responsabilità recenti, attuali, perché non chiamarli in causa in maniera diretta?
Ma no, guai a disturbare. Del resto organizzava l’incontro un centro culturale legato ai Ds. E non si potevano far soffrire i fedelissimi presenti.
Mi sarei aspettato un richiamo ai due autorevoli politici agrigentini riguardante un fatto molto importante. Lo scorso anno gli on.li Licandro (Pdci) e Napoli (An) propongono di escludere dall'Antimafia i parlamentari sotto processo per mafia, e con plateale maggioranza la Camera respinge l'emendamento. Per lor signori è normale che un imputato per mafia sieda in commissione antimafia. Punto. Cosa vogliamo aggiungere? Citando il titolo di una canzone di Vasco direi: senza parole!
Per correttezza bisogna dire che gli unici che hanno votato "sì" all'emendamento sono stati in 21 e diamogliene atto. Sono: 14 del PDCI, 1di An, 1di Forza Italia, 1 di Dc-Psi, 2 de L'ulivo, 1 dell’ Idv e  1 del MPa.
Quella sera mi aspettavo quest'accenno (all'Antimafia), ma niente. Visto che si parlava di mafia e dei rapporti di questa con la politica... perché non ricordare che avevano avuto la possibilità di dare un bel segnale iniziando proprio dalla commissione antimafia (dove tra l'altro attualmente siedono due pregiudicati)?
Solo una critica (che ho condiviso) alla riforma cosiddetta del "giusto processo" risalente al governo del centro sinistra nel '99 e in epoca di grande inciucio (questo non detto ovviamente dai nostri).
Per il resto le solite chiacchiere.
Alla fine dell'incontro rivolgo un paio di domande al giornalista La Licata. Premetto che non faccio i complimenti come han fatto tutti ma voglio solo un paio di chiarimenti. Domando in merito alla discussa gestione dei pentiti da parte del procuratore Grasso, quando era a Palermo, e poi delle recenti diatribe con il procuratore Messineo. Infine chiedo un'interpretazione della famosa (si fa per dire, visto che non se ne parla mai) telefonata tra Totò Cuffaro e Berlusconi, nella quale l'allora premier dava conferma al governatore siciliano di aver sentito il ministro dell'interno Pisano, e questi lo aveva rassicurato sull'esito delle indagini a carico dello stesso governatore.
Mi ha risposto: ma quella telefonata deve essere distrutta. "Ma come..." chiedo io, "si, lo ha deciso il gip, quella telefonata va distrutta!". "Lo so che deve essere distrutta" rispondo, ma c'è, è importante, significa qualcosa, parliamone, lei è un giornalista, come può rispondermi così?
Alla fine si concede: e va be', io a Berlusconi lo conosco, è possibile che lui abbia chiesto...
Mi lascia così, non mi saluta neanche. Accoglie i saluti e i complimenti di un signore sorridente, io cerco educatamente di salutarlo ma niente, non si gira, non saluta. Forse vuol dire che ho fatto delle domande o troppo stupide o troppo poco simpatiche. Chi lo sa.





14 giugno 2007

Botte di Stato

 
Era una notte buia dello Stato italiano... quella del 21 luglio del 2001...

Potrebbe iniziare così ( citando il bridge della canzone "i cento passi" ) un articolo che racconta le ammissioni del vicequestore della polizia Michelangelo Fournier.
L'allora comandante del nucleo antisommossa racconta a distanza di 6 anni ciò che successe quella notte alla Diaz durante il G8 a Genova. Racconta di non aver detto niente in questi anni per "spirito di corpo e amor di patria", e di averlo anche fatto per "non arrecare ulteriore danno all'amministrazione" e di "non voler aggiungere fango".
Un racconto triste, raccapricciante, che va a confermare ciò che da anni dicevano i giovani e meno giovani che quella notte dormivano nella scuola Diaz.
Parla riferendosi ai pestaggi di un anziano con queste parole: neppure il peggiore dei nazisti lo avrebbe fatto.
E ancora: fu un intervento alla cieca e quello che vidi sembrava una macelleria messicana... e poi quell'agente corpulento, grasso, che davanti al volto di una ragazza ferita mimava un coito, un comportamento indegno per un appartenente al corpo...
Leggendo le altre dichiarazione si resta disgustati, ma non sorpresi perchè chi era un po' informato sapeva bene come si svolsero i fatti e sapeva bene che le difese a spada tratta delle forze dell'ordine da parte dei rappresentanti politici e governativi soprattutto, erano pura ipocrisia oltre un volere nascondere le proprie responsabilità. Spero che questa volta venga aperta finalmente una commissione parlamentare su quei fatti ( personalmente avevo anche firmato per la formazione di questa ) e che venga fatta luce sulle responsabilità anche politiche di quei giorni.
Considerate che i dirigenti facenti parte di quelle spedizioni punitive in questi anni hanno avuto anche delle belle promozioni.
Come minimo vanno allontanati dal corpo. Poi andrebbe anche instaurato un giusto processo...
Va dato merito comunque al vicequestore Fournier di aver avuto un grande coraggio e anche se in ritardo, un forte senso di democrazia, legalità e giustizia. Perchè se anche ami "il Corpo", così come quando ami una persona, a maggior ragione,  se prende una brutta via devi avere il coraggio di dirglielo, e in questo caso di denunciar l'accaduto!




8 giugno 2007

Fuori subito tutti i funzionari pubblici condannati per corruzione, reati sessuali e pedofilia.

Via gli intoccabili!!!

Fuori subito tutti i funzionari pubblici condannati per corruzione, reati sessuali e pedofilia.

Il Parlamento sta per prendere in esame la nuova legge sul licenziamento dei funzionari pubblici condannati. Questo è il momento per una battaglia che possiamo vincere. Firma qui la nostra lettera a Prodi! Sui temi di questa petizione ti invitiamo a visionare la puntata di Report trasmessa domenica 19 maggio disponibile su questa pagina.





sfoglia     gennaio        marzo
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom