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Benvenuti su

Salvo Tgweb

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Con l'ex magistrato Gherardo Colombo

Colombo ad Agrigento.
Articoli e  video:
link1; link2; link3.

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Ad Enna con il giornalista Lirio Abbate.
Presentazione del libro "I Complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento". (di Abbate e Gomez)

Incontro “Terra di mafia e di lotta alla mafia”
svoltosi a Palma di Montechiaro (AG)
foto con M. Travaglio (ottobre 2006)

Con M. Travaglio e S. Guzzanti in occasione della presentazione di "Intoccabili" e  "Reperto Raiot" a Palermo (2005)

 

V-DAY Agrigento

foto del V-Day agrigentino foto (clicca qui) e anche il video (clicca qui)

V2-DAY 

Qui il video del secondo v-day

V2-Day il video (clicca qui)

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Manifesti "Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano presidente". Regionali 2008.

Con Sonia Alfano in visita presso il nosocomio agrigentino. (foto di Elio Di Bella)

Sonia Alfano ad Agrigento elezioni Europee 2009

 

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TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI MA ALCUNI ANIMALI SONO PIU' UGUALI DEGLI ALTRI   G. Orwell
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“La tragedia dell’Italia è la sua putrefazione morale, la sua indifferenza, la sua vigliaccheria”. Piero Calamandrei
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"Non è la libertà che manca.
Mancano gli uomini liberi".          Leo Longanesi
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"Può stare nel luogo santo chi ha mani innocenti e cuore puro. Mani innocenti sono mani che non vengono usate per atti di violenza. Sono mani che non sono sporcate con la corruzioni e con tangenti. Cuore puro, quando il cuore è puro? E' puro un cuore che non si macchia con menzogna e ipocrisia, un cuore che rimane trasparente come acqua sorgiva perchè non conosce doppiezza".
Papa Benedetto XVI
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Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l'appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...] E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che dà scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!       Sandro Pertini

Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero.       S. Pertini

Sono del parere che la televisione rovina gli uomini politici, quando vi appaiono di frequente.                              S. Pertini
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Non è necessario essere socialisti per amare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità.                 Indro Montanelli
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"Veramente la scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo". Indro Montanelli


6 maggio 2008

Sgarbi, Grillo, Travaglio, Santoro, Petruccioli, Battista, Landolfi...

dal sito di Annozero

grillo, battista e il contraddittorio

Pigi Battista, nel suo editoriale sul Corriere di oggi, lunedì 5 maggio 2008, scrive che la puntata di “Annozero” si è svolta «senza contraddittorio» e «senza possibilità di replica».
Quello che segue è l’elenco completo delle espressioni indirizzate da Vittorio Sgarbi a Beppe Grillo, a Marco Travaglio e ad “Annozero”, durante la puntata del 1 maggio.


- «Non fare il fenomeno» (a Travaglio).
- «Sembri Fassino» (a Travaglio, che risponde: «Fassino glielo dici a tua sorella»).
- «Mia sorella vale venti volte te che se un pezzo di merda, pezzo di merda puro» (a Travaglio).
- «Hai fatto parlare questo cretino, ora fai parlare me» (a Santoro, riferito a Grillo).
- «Che non racconti queste stronzate sulle basi Nato» (a Grillo).
- «Si vergogni, quest’idiota, questo farabutto» (a Grillo).
- «Hai parlato tu che diffami il mondo, ignorante» (a Travaglio).
- «Grillo non pone questioni, dice stronzate».
- «Non dire stronzate, non dici frasi, dici stronzate» (a Travaglio).
- «Vanno a sentire lo spettacolo di un’idiota» (ai “grillini” in piazza).
- «Non sputtanare l’Italia, non dire puttanate, stai dicendo stronzate» (a Travaglio).
- «Non dire stronzate» (a Travaglio).
- «Vince la destra lo stesso, con i vostri applausi del cazzo» (a Travaglio).
- «Sei un bugiardo, un falsario» (a Travaglio, accusato di lodare Enzo Biagi e criticare Cesare Romiti).
- «Siamo un grande paese con un pezzo di merda come te» (a Travaglio).
- «Non voglio far andare avanti questo che dice solo delle balle» (a Travaglio).
- «Non ha argomenti, dice bugie» (riferito a Travaglio).
- «Non sfottere, che tu sei il popolo del nulla» (a Travaglio).
- «Popolo del nulla, perché ascolta le sue stronzate» (riferito a Travaglio).
- «Dite delle bugie, siete dei bugiardi» (a Travaglio).
- «Tu scrivi solo idiozie» (a Norma Rangeri).
- «Faccia da tonto» (a Travaglio).
- «Avete pubblicato della merda» (a Roberto Natale, riferito alla pubblicazione sui giornali delle intercettazioni).


Se quello della puntata del 1 maggio non è contraddittorio, allora la prossima volta, per esprimere un dissenso più efficace in diretta, dovranno sputarci in faccia e prenderci a calci nello stomaco? Allora, finalmente, i liberal come Battista saranno soddisfatti. O no?

(commenta sul blog di annozero)




Grillo, Landolfi e il vilipendio

Mario Landolfi, presidente della Commissione di vigilanza Rai, a proposito di “Annozero” ha parlato di «linciaggio mediatico, con l’attacco a Veronesi» e di «vilipendio al Capo dello Stato». Ma se vilipendio c’è stato, perché nessuno l’ha denunciato quando Grillo ha parlato a Torino, il 25 aprile; quando le sue parole sono state riportate, nei giorni seguenti, da tutti i giornali; quando sono state messe in onda dai telegiornali e da “Matrix”? Che cosa fa Landolfi, accusa magistrati e poliziotti di aver omesso di denunciare un reato? E perché non l’ha denunciato lui dopo aver sentito Grillo all’“Infedele” e a Rainews 24 (prima di “Annozero”)? E perché non l’ha denunciato neppure dopo “Annozero” e dopo che Raisat ha mandato in replica la puntata?


(commenta sul blog di annozero)




dopo la puntata del 1 maggio
grillo, diritto di cronaca

Ho fatto come sempre il mio lavoro, con ottimi risultati per l’azienda e portando a termine una trasmissione difficile che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento insulti e provocazioni preordinate. Ritengo di aver esercitato il diritto di cronaca dando conto, come altri programmi, dei momenti più significativi della manifestazione promossa il 25 aprile a Torino da Beppe Grillo.
L’ho fatto nell’esclusivo interesse del pubblico, con un lavoro di edizione che ben risultava dalla messa in onda, ma del quale, se vorrà, il Presidente Petruccioli potrà essere informato ascoltando montatori e giornalisti che lavorano con passione nella nostra redazione e che sono abituati a usare la loro professionalità al servizio del pubblico e non per conto terzi.

Tutti i partecipanti ad Annozero, compreso Marco Travaglio, che aveva preso parte al V-Day, hanno avuto espressioni di critica e avanzato rilievi nei confronti di Grillo; c’è stato anche chi l’ha insultato con estrema violenza. Le affermazioni di Beppe Grillo sul Presidente Napolitano, già presenti nelle cronache di tutti i giornali italiani, sono state riportate senza la volontà di farle proprie. Non riportarle avrebbe rappresentato, a mio parere, una grave omissione e una censura. La stessa considerazione vale per i giudizi sul professor Veronesi e su qualunque altro personaggio pubblico. Poiché Grillo è di fatto un soggetto politico, va attribuita esclusivamente a lui la responsabilità di ogni sua dichiarazione, come confermano recenti sentenze della Corte di Cassazione e come normalmente avviene per Berlusconi, Bossi, Mastella e qualunque altro leader politico. Spetta dunque ai tribunali e non ai giornalisti valutare la portata calunniosa delle affermazioni fatte dai soggetti politici e non mi risulta che ci siano state iniziative in tal senso, perché altrimenti ne avrei dato volentieri conto.

Sono pronto a rispondere in qualsiasi sede della correttezza dei miei comportamenti e resto fiducioso in attesa delle iniziative che intenderà intraprendere il Presidente Petruccioli, ma non ritengo che esse potranno continuare a consentire ai leader dei partiti di dire quello che vogliono nella televisione pubblica, proibendo invece a un unico soggetto politico, Beppe Grillo, di esprimere il proprio pensiero. La Rai appartiene infatti al pubblico e non ai partiti e la libertà d’espressione è tutelata dalla Costituzione Repubblicana.

Michele Santoro




11 febbraio 2008

Agcomiche. L'Authority che tutti desideriamo...

Agcomiche

Uliwood Party di Marco Travaglio
 Mentre l’Alta Corte europea condanna l’Italia per mancanza di pluralismo in tv a causa delle leggi Maccanico e Gasparri pro-Mediaset, la bassa corte nostrana denominata “Autorità per le comunicazioni” (Agcom) individua il vero cancro che lede il pluralismo in Italia: Annozero. In vista dell’auspicato ritorno del Padrone al potere, i servi furbi e quelli sciocchi scatenano l’offensiva contro il programma che ha osato sfidare i tabù del G8, del delitto Fortugno, della censura, dei mandanti occulti delle stragi di mafia, della monnezza a Napoli quando non ne parlava nessuno, dei preti pedofili, dell’intoccabile Geronzi, dei casi Forleo e De Magistris.

È il replay di quel che accadde nel 2001, quando la stessa Authority (con altra composizione) sanzionò la Rai perché Santoro aveva osato parlare dei rapporti fra mafia e Dell’Utri dopo il Satyricon di Daniele Luttazzi: il noto tribunale dei partiti accusò Il raggio verde di aver violato il pluralismo nella puntata in cui Dell’Utri e Jannuzzi parlarono 66 minuti contro i 30 di Di Pietro e Saverio Lodato.   >>continua>> 


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5 febbraio 2008

Cuffaro-Annozero. Agcom-"gogna mediatica". Articolo essenziale.

totò e le cozze

Ricapitolando. Nell’Annozero del 24 gennaio sul caso Mastella, Totò Cuffaro denuncia che si parlerà della sua condanna, ma nessuno l’ha invitato.
Santoro lo rassicura: di lui si parlerà il 31 e lui sarà l’ospite d’onore. L’indomani la redazione spedisce il fax con l’invito. Risposta: Totò non ritiene “opportuno” essere presente. Santoro allora invita tutti i possibili leader Udc, che alla fine manda il vicesegretario Vietti.
Cuffaro a quel punto “diffida” Annozero dal mostrare il documentario “La mafia è bianca” perché “diffamatorio”: ma purtroppo la sua querela per diffamazione agli autori è stata archiviata dal giudice perché non c’è alcuna diffamazione (“la pubblicazione è esercizio del diritto di informazione garantito dall’ordinamento”). Santoro conferma: “La mafia è bianca” va in onda. Allora mercoledì, quando la puntata è ormai pronta, Cuffaro ricambia idea e dice che vuol essere presente, ma giovedì 31 non può per “impegni inderogabili”: «Quando sono stato invitato, avevo già assunto altri impegni. Chiedo di posticipare la puntata a giovedì prossimo per poter essere presente».
La cosa ormai è impossibile e comunque i temi di un programma li decide la redazione, non l’ospite eventuale. Del resto, per raccontare un processo, i giornali non han bisogno di intervistare l’imputato: il cronista va, prende appunti e racconta.
Giovedì il documentario va in onda. Poi parlano i tre politici ospiti, tutti favorevoli a Cuffaro: sia Vietti e Alemanno del centrodestra, sia Emma Bonino dell’Unione, che lamenta l’assenza di Cuffaro come se fosse colpa di Santoro. Vietti e Bonino s’incaricano di interrompere e coprire con la loro voce chiunque dica cose sgradite a Cuffaro, cioè vere. Per esempio che lo stesso Cuffaro, al processo, ha ammesso di aver incontrato Salvatore Aragona e Vincenzo Greco sapendo che erano stati condannati: l’uno per mafia (procurò un falso alibi al boss Enzo Brusca in un processo per omicidio), l’altro per favoreggiamento alla mafia (curò il latitante Salvatore Grigoli, l’assassino di don Puglisi).
Subito dopo parte il pianto greco dell’Udc, dell’Udeur (che non c’entra ma c’è sempre), di FI, di Giuliano Ferrara e trombettieri vari contro la “gogna mediatica” di Annozero. Giuliano Urbani, membro forzista del Cda Rai, parla di “processo in contumacia”.
Corrado Calabrò, presidente dell’Agcom, annuncia alla stampa un “preavviso di richiamo” per tre puntate di Annozero e un “monitoraggio” speciale sull’ultima. Ora, il “preavviso di richiamo” non è previsto da alcuna legge: è come se un giudice convocasse la stampa per informare che Tizio è stato condannato - senza che quello sapesse neppure di essere sotto processo - ma la sentenza non è stata ancora scritta e gli verrà recapitata con comodo.
Quella dell’Agcom è esattamente la “gogna mediatica” che viene rinfacciata a Santoro, che non ha mai potuto difendersi dall’accusa perché nessuno gliel’ha mai contestata. Persino un eccellente giornalista come Giovanni Valentini accusa Santoro di “tradire la sua funzione” perché “sceglie gli ospiti, toglie e dà la parola, impone un ordine di priorità, determina i tempi e lo svolgimento del dibattito” (e chi dovrebbe farlo, di grazia?) e soprattutto perché “non assicura la pluralità dei punti di vista e l’osservanza del contraddittorio”.
Ma basta leggere il quotidiano “La Sicilia” per conoscere l’”inderogabile impegno” istituzionale che ha costretto Cuffaro a disertare Annozero: una messa in onore di don Bosco e una cena con gli ex-compagni di liceo salesiano sul mare di Palermo, a base di cozze, ostriche, alici marinate e sarde a beccafico.
Il cronista domanda perché non sia andato ad Annozero. E Totò: “Non sono andato da Santoro perché oggi è una giornata particolare per me e per tutti quelli che siamo stati educati dai salesiani. Non ho neanche intenzione di vedere la trasmissione”. C’è chi la vede per lui e, tra una portata e l’altra, lo aggiorna al telefono. Alla fine baci e abbracci, soprattutto baci, e un bel brindisi nel quadro della novena di festeggiamenti per la condanna a 5 anni. Per stavolta, niente cannoli.
La pretestuosità dell’“impegno improrogabile” è evidente: Cuffaro se ne sarebbe inventato uno a settimana, per rinviare alla calende greche la puntata sulla sua condanna. Magari fino alla campagna elettorale, quando calerà la mannaia della par condicio. La tv è libera di occuparsi di Cuffaro solo se c’è Cuffaro; ma siccome Cuffaro non c’è mai, la tv non deve occuparsi mai di Cuffaro. Un giochetto ricattatorio talmente evidente che tutti dovrebbero vederlo. Infatti non lo vede nessuno. Le Authority, del resto, sono lì apposta.

Marco Travaglio
“Uliwood party”
l'Unità, 3 FEBBRAIO 2008


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22 settembre 2007

Tony Zermo, eccolo che colpisce ancora!

 Tony Zermo, eccolo che colpisce ancora!
Il giornalista de "La Sicilia", Tony (io aggiungerei anche "Little-Little") Zermo, a pag.5 di questo meraviglioso quotidiano commenta la puntata di Annozero della sera precedente. Ad un certo punto leggo che la sinistra radicale è rappresentata dalle presenze di Sabina Guzzanti e Marco Travaglio.
Secondo me è il ben tornato alla trasmissione, un modo per presentarla ai suoi lettori, come dire... è iniziato Annozero e come ospite fisso sappiate ci sarà sempre un esponente della sx radicale cioè Travaglio. Poi conduce anche Santoro, altro ospite fisso Vauro... insomma il comunismo dilaga in quello studio, statene lontani! O per lo meno sappiate che se sentirete qualche notizia un po' strana, che magari non viene comunicata in  altra trasmissione o Tg, non temete, è pura disinformazione!
Il Kgb vive in rai!

Vi invito a leggere un articolo di Travaglio per avere un po' qualche idea su quest'uomo (Little-little Tony) prostrato dinanzi a Marcello Dell'Utri. Leggetelo, è importante.


http://tgweb.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1327852



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10 marzo 2007

Rivendichiamo la nostra libertà d'informazione.

 Rivendichiamo la nostra libertà d'informazione.
Esiste un art. 21 della costituzione.
Non si puo' star a guardare politici che attaccano giornalisti non compiacenti. Nel resto del mondo sono i giornalisti che controllano i politici, in Italia è sempre il contrario. A qualcuno può non piacere la trasmissione di Santoro, ma con questo chiedere di metterci le mani su non va bene. Abbiamo conosciuto già le epurazioni della CDL. Ricordate tutti l'editto bulgaro di Berlusconi.
Attenti che sinistra e destra non vogliono togliere le mani dalla tv pubblica (certo poi c'è chi possiede quella privata...).
Il cda rai è ancora in mano al centro destra.
Il pres. Petruccili in quota ds è una foglia di fico, il suo voto è ininfluente non dimenticatelo. (tra l'altro ricordo che è stato nominato dalla cdl per dare un contentino, e tra l'altro dopo un bel pranzo in casa Berlusconi dalla quale uscì pure con un libro regalatogli dal Cavaliere "Io odio Berlusconi", come per ricordargli qualcosa). Sempre Petruccioli quando era presidente della Commissione di Vigilanza parlamentare sulla radiotelevisione è stato a guardare mentre venivano cacciati Biagi, Santoro, Luttazzi, Freccero, Sabina Guzzanti, Paolo Rossi, Massimo Fini, Oliviero Beha, Paolo Hendel e tanti altri. Come dice Travaglio: più che vigilare, in questi quattro anni [in quel 2005] di presidenza della Commissione, lui ha dormito.

Dicono che Santoro è fazioso, ma per esempio le dure accuse che han fatto lui e Travaglio alle amministrazioni di sinistra della campania o della calabria non le ha fatte nessuno. Adesso pone i DICO al centro dell'attenzione e la prossima puntata il tema sarà la base di Vicenza. Temi che dividono, che spaccano, che fanno alzare i toni all'interno della maggioranza di centro sinistra. Certo non fa il servo di nessuno, se è fazioso lo è con le sue idee, come tutti gli esseri umani del resto. Ai tempi del governo D'Alema andò a manifestare contro il governo trasmettendo dal ponte di Belgrado.
E' una persona libera che non deve rendere conto a nessuno, a differenza di tanti altri.

Pensavo fosse giusto scrivere delle mail a chi tenta di controllare le trasmisioni tv e a chi cerca di fare il suo lavoro nel miglior modo possibile.

Ecco un po' di indirizzi:

Franco Monaco, deputato prodiano dell'Ulivo: «Se Santoro non ci fosse, la destra più oscurantista dovrebbe inventarselo come il suo più sicuro alleato».
MONACO_F@camera.it  oppure  http://www.francomonaco.it/scrivimi/index.html

l'autore della buffonata:
mastella_m@posta.senato.it

Landolfi (AN) (presidente commissione vigilanza:"CONTRO MASTELLA AGGUATO MEDIATICO DI SANTORO")
LANDOLFI_M@camera.it

l'ulivista Giorgio Merlo, vicepresidente della stessa commissione: «Senza innescare alcun processo, mi riesce sempre più  difficile comprendere qual è il ruolo di personaggi televisivi come  Santoro quando conducono i loro programmi».
MERLO_G@camera.it

IDV e  Pdci sono gli unici a difendere Santoro
segreteria@italiadeivalori.it
DIPIETRO_A@camera.it
DILIBERTO_O@camera.it

e qualcosa ai ds non la volete dire?
mailing@dsonline.it

per solidarietà meritata: annozero@rai.it

per rivedere la puntata di Annozero: http://www.rai.it/mpmediapopup/0,,RaiDue-Annozero%5E20153,0.html

in più la petizione:  LA COMUNITA' DI INTERNET E' CONTRO OGNI TIPO DI CENSURA, A FAVORE DELL'INFORMAZIONE VERA NON CONTROLLATA DAI PARTITI POLITICI.
http://www.petitiononline.com/freeinfo/petition-sign.html

firma al petizone: Liberate Daniele Mastrogiacomo
http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/mastrogiacomo


http://tgweb.ilcannocchiale.it/

gira questo appello se puoi!

ciao








13 febbraio 2006

Totò è incostituzionale

Totò è incostituzionale


Marco Travaglio

Dunque, negli ultimi giorni, abbiamo appreso che chi "ha fatto politica nell'ultimo anno" non può andare in tv. Semprechè, si capisce, non si chiami Berlusconi (il quale ieri, dopo un'ora a Radio Radio, s'è precipitato in Cassazione: gli avevano garantito un paio d'ore di diretta anche lì, poi però ha scoperto che il microfono non era per lui, ma per il procuratore generale, allora se n'è andato furibondo per aver "sottratto tempo prezioso all'attività di governo", mancando per un soffio "La prova del cuoco"). La regola vale solo per chi si chiama Santoro. Sono le delizie della "nuova" Rai tornata in mano ai comunisti. Fra questi viene di nuovo annoverato l'ottimo Agostino Saccà, esecutore materiale dell'editto bulgaro, che resterà al suo posto in saecula saeculorum. L'ha annunciato il consigliere Carlo Rognoni al Corriere: "La fiction di Saccà va benissimo, perché mandarlo via?". Lui ha il diritto di epurazione attivo, ma non passivo.
Santoro era andato al Parlamento europeo perché dicevano che in Rai rubava lo stipendio: si ostinava a non voler lavorare. Poi vinse la causa in tribunale, ma la Rai non ottemperò all'ordine di reintegro in quanto Santoro era al Parlamento europeo. Allora lasciò il Parlamento europeo, ma ora si scopre che, essendo stato al Parlamento europeo, non può essere reintegrato: ruba di nuovo lo stipendio, il fellone, non vuole proprio saperne di lavorare. Intanto due suoi giornalisti disoccupati, Stefano Bianchi e Alberto Nerazzini, fanno un videoreportage sul caso Cuffaro ("La mafia è bianca") e lo vendono in libreria con la Bur Senzafiltro. Ma nemmeno lì si può. Totò Cuffaro, che fra l'altro è imputato di favoreggiamento alla mafia, si rivolge ai giudici: non quelli di Palermo, chè porta male, ma quelli di Bergamo, per chiedere l'immediato sequestro del reportage in tutto l'orbe terracqueo: è "lesivo della reputazione, dell'identità personale e politica dell'on. Cuffaro". Il quale, fra l'altro, si sottovaluta: nessuno potrà mai ledere la sua reputazione più e meglio di quanto non faccia lui. Inoltre "il video condiziona la libera ricerca del consenso democratico, alterando la campagna elettorale in Sicilia". In effetti, il fatto che i siciliani vadano a votare sapendo chi è Cuffaro rischia di introdurre una grave e inedita turbativa nelle urne: l'informazione. Se passa l'idea che si vota informati, si crea un pericoloso precedente, oltrechè un pesante conflitto d'interessi per chi ha tutto l'interesse a esser votato da elettori ignari. Purtroppo ieri il Tribunale di Bergamo ha fiaccato le aspettative di Totò Vasa Vasa, con una sentenza che dà ragione ai due giornalisti difesi dall'avvocato Caterina Malavenda. Scrive il giudice Paolo Gallizzi che la legge "non consente il sequestro delle pubblicazioni,se non a seguito di sentenza irrevocabile". E ricorda addirittura, temerariamente, "uno dei diritti fondamentali della nostra Carta Costituzionale: quello di'manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione'".In attesa che il cosiddetto ministro Castelli sguinzagli i suoi ispettori a Bergamo e attivi un immediato procedimento disciplinare contro questo magistrato politicizzato che osa addirittura citare la Costituzione in una sentenza, segnaliamo che l'improvvido Gallizzi si spinge anche oltre: sostiene che l'introduzione di Santoro al documentario "non contiene frasi ingiuriose o diffamatorie", così come il libro che accompagna il video "non contiene espressioni offensive", ma documenta fatti "di grande rilievo amministrativo e civico: il sistema della sanità pubblica in Sicilia, affetto da gravissime disfunzioni". Quanto al video, riproduce "immagini reali, spesso tratte da cronache giudiziarie" di "un procedimento penale che vede imputato il ricorrente". Insomma, l'imputato è e resta Cuffaro, non i giornalisti. Ora naturalmente ci sarà chi parlerà di un'"azione di supplenza" della magistratura. Ma, se il titolare è l'Ordine dei giornalisti, così solerte a tutelare i Vespa e i Mimun da chi osa criticarli e così silente quando un Cuffaro chiede di sequestrare un libro e un film, che Dio ci conservi i supplenti.

                                                                                                     28 Gennaio 2006


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