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Salvo Tgweb

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Con l'ex magistrato Gherardo Colombo

Colombo ad Agrigento.
Articoli e  video:
link1; link2; link3.

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Ad Enna con il giornalista Lirio Abbate.
Presentazione del libro "I Complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento". (di Abbate e Gomez)

Incontro “Terra di mafia e di lotta alla mafia”
svoltosi a Palma di Montechiaro (AG)
foto con M. Travaglio (ottobre 2006)

Con M. Travaglio e S. Guzzanti in occasione della presentazione di "Intoccabili" e  "Reperto Raiot" a Palermo (2005)

 

V-DAY Agrigento

foto del V-Day agrigentino foto (clicca qui) e anche il video (clicca qui)

V2-DAY 

Qui il video del secondo v-day

V2-Day il video (clicca qui)

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Manifesti "Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano presidente". Regionali 2008.

Con Sonia Alfano in visita presso il nosocomio agrigentino. (foto di Elio Di Bella)

Sonia Alfano ad Agrigento elezioni Europee 2009

 

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TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI MA ALCUNI ANIMALI SONO PIU' UGUALI DEGLI ALTRI   G. Orwell
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“La tragedia dell’Italia è la sua putrefazione morale, la sua indifferenza, la sua vigliaccheria”. Piero Calamandrei
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"Non è la libertà che manca.
Mancano gli uomini liberi".          Leo Longanesi
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"Può stare nel luogo santo chi ha mani innocenti e cuore puro. Mani innocenti sono mani che non vengono usate per atti di violenza. Sono mani che non sono sporcate con la corruzioni e con tangenti. Cuore puro, quando il cuore è puro? E' puro un cuore che non si macchia con menzogna e ipocrisia, un cuore che rimane trasparente come acqua sorgiva perchè non conosce doppiezza".
Papa Benedetto XVI
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Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l'appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...] E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che dà scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!       Sandro Pertini

Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero.       S. Pertini

Sono del parere che la televisione rovina gli uomini politici, quando vi appaiono di frequente.                              S. Pertini
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Non è necessario essere socialisti per amare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità.                 Indro Montanelli
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"Veramente la scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo". Indro Montanelli


5 gennaio 2010

Ricordiamo Pippo Fava. Ricordiamolo anche a Dell'Utri poiché afferma di non conoscerlo. Vergogna!

Il 5 gennaio del 1984 Giuseppe Fava, giornalista, intellettuale, scrittore, veniva ucciso da mano mafiosa.
Io voglio ricordarlo riproponendo - come ormai faccio ogni anno - una sua famosa intervista rilasciata ad Enzo Biagi nel 1983. 
Le sue parole
  risuonano vive e forti ancora oggi. È triste rendersi conto di quanto nulla sia cambiato, se non addirittura peggiorato.
"... i mafiosi stanno in parlamento, sono a volte ministri, sono banchieri, sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione.... Il problema della mafia è molto più tragico e importante, è un problema di vertici della nazione che rischia di portare alla rovina, al decadimento culturale definitivo l'Italia..."


P.s.: guardate il video in cui Dell'Utri dice a Piero Ricca di non conoscere Pippo Fava: "chi lo conosce? Sarà amico suo!". La vergogna in questo Paese non ha limiti.  http://www.pieroricca.org/2008/03/14/marcello-dellutri/


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27 giugno 2008

Più insicurezza e ingiustizie per i cittadini. Questo doveva essere il vero slogan del Governo Berlusconi. Uguaglianza... Chi è costei?

Il “Governo della sicurezza” stermina la giustizia.

 Al contrario di quanto promesso ci saranno più cittadini senza giustizia e più delinquenti avvantaggiati dal quadro complessivo delle norme che stanno per essere varate.

Leggete e capite la gravità della situazione!

 
L’INCOSTITUZIONALITA’ DELL’EMENDAMENTO “BLOCCA-PROCESSI”

Apri il link sottostante per leggere tutto

http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/dottrina/garanzie/pace.html

 
“…irrazionalità dell’esclusione dal provvedimento di sospensione dei soli reati più gravi,  che si pone in palese contrasto con quanto affermato sia da destra che da sinistra durante la recente campagna elettorale, e cioè che dovesse essere prontamente soddisfatta la generale richiesta di sicurezza a fronte della diffusa microcriminalità (mentre qui vengono addirittura esclusi furti, rapine e stupri, e cioè proprio quei reati che il decreto legge n. 92 intenderebbe radicalmente contrastare)…”

“…mancata ricomprensione, tra i reati più gravi (per i quali la sospensione non opera) del reato di corruzione del pubblico ufficiale (tra cui i giudici) e di corruzione in atti giudiziari, che sono forse i reati più gravi in uno «stato di diritto», nel quale la correttezza della conduzione dei processi mira ad assicurare l’eguaglianza di tutti di fronte alla legge…”

 
ANM SU SOSPENSIONE DEI PROCESSI

Apri il link sottostante per leggere tutto

http://www.associazionemagistrati.it/articolo.php?id=183

“…Si tratta di un intervento di cui non si comprendono le finalità e che aggrava la già difficile situazione del processo penale. Abbiamo il dovere di sottolineare le gravissime disfunzioni che deriverebbero dal generalizzato rinvio di un anno di migliaia di processi, anche per fatti di rilevante gravità…”

 

ECCO I REATI PER I QUALI SARA' OBBLIGATORIA LA SOSPENSIONE:

Sequestro di persona art. 605 c.p.
Estorsione art.629 c.p.
Rapina art.628 c.p.
Furto in appartamento art. 624 bis
Furto con strappo
Associazione per delinquere art. 416 c.p.
Stupro e violenza sessuale art. 609 bis c.p.    (strano vero??  ...dopo tanto allarme!)
Aborto clandestino
bancarotta fraudolenta
sfruttamento della prostituzione
frodi fiscali
Usura
Violenza privata

Immigrazione clandestina                 (strano vero??  ...dopo tanto allarme!)

Omicidio colposo con violazione delle norme sulla circolazione stradale

Ecc. ecc. sul su scritto link puoi leggere tutto

 

ESEMPI SU EMENDAMENTO SALVAPROCESSI

Esempio n.1

A) uno straniero irregolare violenta una studentessa alla fermata del tram.

B) un giovane studente cede gratuitamente una dose di hashish ad un coetaneo.

Quale processo faccio per primo?

Risposta: B

Vedi gli altri sul link su riportato

 

 

Ecco il punto di vista del  Financial Times :

“Silvio Berlusconi è in carica da quasi 50 giorni. Assistere allo spettacolo del suo nuovo governo in azione è un po' come mettersi a rivedere un vecchio e brutto film…”

“…Sta anche tentando di introdurre una legge che garantirebbe l'immunità alle alte cariche dello stato italiano, lui compreso. Una legge simile sarebbe impensabile nella quasi totalità degli stati occidentali…”

 leggi tutto 

http://www.osservatoriosullalegalita.org/08/acom/06giu3/2600giufttitalia.htm

 

Per fortuna c’è qualcuno che non dorme mentre uccidono la democrazia

Consiglio la visione di questi video:

manifestazione a Milano

http://www.youtube.com/watch?v=7hC020S9Mjw   (gran discorso di Piero al minuto 4:30)

http://it.youtube.com/watch?v=9lJVJn_S4-8             (intervento di Salvatore Borsellino (fratello di Paolo), Nando Dalla Chiesa)

 

Guarda “L'Empirico e le Intercettazioni”

http://it.youtube.com/watch?v=9wbJcLfQn8w

 




22 marzo 2008

Dell'Utri/Ricca - Mafia? Chi è costei!

Questo non potete perdervelo!
Dal blog di Piero Ricca:

Marcello Dell’Utri

Marzo 14, 2008 on 12:04 pm | In Politica, Informazione | 233 Comments


“Esiste infatti una realtà innegabile: perché la mafia possa amministrare le sue migliaia di miliardi, debbono pur esserci imprese private ed istituti pubblici, uomini d’affari o di politica capaci di garantire l’impiego e la purificazione di quell’ininterrotto fiume di denaro. La nazione ha finalmente il diritto di identificarli!”.
Giuseppe Fava

“Mi si rivolta l’anima quando vedo tanti alzare le spalle mentre avvengono incredibili offese alla legge e alla legalità. No, bisogna gridare perché tutti si rendano conto di quel che accade. E non smettere di gridare finché non ci sentiranno anche coloro che non vogliono sentire”.
Rita Borsellino

Marcello Dell’Utri non ricorda chi fu Giuseppe Fava, il giornalista catanese che pagò con la vita il suo impegno antimafia. “Chi è, un suo amico?”, mi ha detto ieri, quando con gli amici di Qui Milano Libera siamo andati a interpellarlo al Palazzo della Permanente di Milano. Tema: le sue relazioni con mafiosi e la credibilità delle istituzioni. Marcello Dell’Utri non è pentito: dichiara infatti che frequentare personaggi come Mangano, Virga, Cinà (tutti condannati per mafia) “è meglio che frequentare gente come me”. In pratica mi considera peggio della mafia. Per quale motivo? perché mi son permesso il lusso di guastargli un po’ l’inaugurazione della fiera del libro antico con domande fuori copione e ricordando alcuni fatti: la condanna definitiva per reati finanziari, la condanna in primo grado per mafia, la condanna in appello per estorsione con l’ausilio di apposito boss trapanese (video-intervista a Vincenzo Garraffa). Lui desiderava solo intrattenere gli ospiti, disquisire di tomi antichi, illustrare la mostra su Pinocchio, come ogni mecenate che si rispetti. Con Berlusconi al governo - ha promesso - “faremo tutto”. Una priorità contro la mafia? gli ho chiesto. “Ce ne sono cinquantamila”, ha risposto, non specificandone una. E sempre sostenendo che lui con la mafia non c’entra nulla e che io non dovevo permettermi. Del valutare l’ipotesi di fare un passo indietro in attesa del verdetto finale, per rispetto delle istituzioni e senso dell’opportunità politica, nemmeno a parlarne. Il braccio destro di Berlusconi da quell’orecchio non ci sente. Si considera una vittima sacrificale, un nuovo Socrate. Ma la cicuta preferisce farla bere agli altri. Mentre lo interpellavo una schiera di adulatori, simpatizzanti e servetti vari gli faceva da corona, tutti offesi per conto suo, pronti all’invettiva verso di me. Il selezionatore di stallieri era livido, a un certo punto è diventato paonazzo, non di vergogna: quella non la prova. Ma di fastidio, di rabbia. Il tipico fastidio di chi ha speso una vita per far credere di essere qualcuno e poi si vede rovinare tutto in un attimo. La rabbia disperata di chi s’è mascherato da padrone e viene individuato come un intruso. Anche lo sguardo era tornato servile. Mentre stava per spiegare a modo suo la sfortuna di essersi imbattuto in un sacco di mafiosi, il coro dei simpatizzanti s’è fatto alto fino a sommergere le nostre parole. E il cuor di leone s’è l’è svignata, dopo essersi congedato con gentilezza da bibliofilo: dandomi dello “stronzo”. Detto da uno così è un complimento e infatti l’ho ringraziato. Ne è seguito il solito parapiglia con guardie pubbliche e private. In strada, mentre venivano sbrigate le pinocchiesche procedure di identificazione (è il cittadino che grida allo scandalo ad essere identificato, non viceversa), ho tenuto l’abituale comizietto a squarciagola, evocando concetti non so quanto familiari a quella corte di appassionati bibliofili: la sanzione reputazionale, la responsabilità politica, il coraggio intellettuale della verità. Soffro di raucedine in questi giorni, ma la voce s’è schiarita di colpo pensando a quanti, per aver contrastato la mafia e la politica mafiosa, non possono più parlare.

Qui trovate il video. Ma dopo averlo visto, se credete, rompete il silenzio anche voi!



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8 febbraio 2008

Le disavventure di Fassino e company!


Vieni avanti Fassino!

Febbraio 6, 2008 on 9:52 pm | In Politica | 78 Comments



Da un anno attendo da Piero Fassino una risposta a una mia richiesta di intervista. Non ha il coraggio nemmeno di negarsi. E allora sono costretto a sorbirmi i suoi comizi, pur di rivolgergli qualche domanda. L’altra sera a San Giuliano Milanese mi ha detto che faccio domande ma “non sono interessato alle risposte” e che lui “non si fa certo provocare da me”...>>continua>>

dal blog di piero ricca



Riporto anche questo bel video per restar in tema
Piero Ricca incontra Fassino e Violante, che scappano! (24/05/2007)





Fassino e la legge sul Conflitto d'Interessi (risale alla campagna elettorale del 2006)
come volevasi dimostrare...

Fassino go home!

Febbraio 3, 2008 on 4:25 pm | In Politica | 73 Comments









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22 gennaio 2008

Paolo Mieli scatenato... quante balle!! Indecente davvero!!!

Il direttore del Corriere della sera, Paolo Mieli, durante la trasmissione Ballarò ha sparato un mare ci caxxxxxate. Per fortuna una minima risposta l'ha data il giudice Davigo... ma non è bastata, ha continuato con bugie ed inesattezza indegne per un direttore di un così diffuso giornale. Argomenti toccati: magistratura attacca politica; da 15 anni è sempre la stessa cosa; il primo governo Berlusconi caduto anche a causa degli attacchi dei magistrati (eh si, ancora con questa storia... incredibile!); normale che per ripicca uno (Mastella) che che si vede indagare o processare minacci un intero paese con le sue dimissioni o   altri ricatti... ecc. ecc.
Ricordo a tutti che questo giornalista è il direttore di un giornale che la notizia di condanna per mafia a 9 anni di Marcello Dell'Utri l'ha trattata concedendole lo spazio tipico della cronaca di un ladro di galline.  Per lui non era una notizia da prima pagina o da primissime pagine.
.....bastaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!
Il 25 aprile si avvicina!
Il nuovo V-Day sarà anche per lui!!!


Vday

p.s.: vai al minuto 2.30 di questo video e renditi conto di chi è davvero Mieli

Guardate come approccia il caso dello scandalo Mondadori:
Paolo Mieli e l’etica del capitalismo
(l'intervista a Mieli da parte di Piero Ricca) 


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22 dicembre 2007

Piduista rispondi....





Dal blog di Piero Ricca un'altra bella protesta a Milano!
ecco il link (trovate anche la prima parte del video)

Tutta una pasta

Notate il finale del video e il solito trattamento da parte delle forze dell'ordine.
"Avete parlato troppo"  ...capito il livello? 
Fate caso a come il tg5 da notizia delle contestazioni. (...è alla fine del video)


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15 dicembre 2007

Sventurata la città in cui le leggi e le sentenze non valgono nulla. Platone. Grande Piero, citazione fatta su misura!

...e se uno non le dice e non le grida è complice.

Sudditi che applaudono, sudditi che fanno finta di niente, sudditi che consumano, che guardano la televisione, che si sfogano contro l'arbitro di calcio, ma che non alzano mai
la testa!


Adoro questa chiusura di comizio!!!

dal blog di Ricca: (clicca sui titoli per leggere interamente gli articoli)

13 novembre/il video

Dicembre 11, 2007 on 1:04 pm | In Politica | 86 Comments





“La tragedia dell’Italia è la sua putrefazione morale, la sua indifferenza, la sua vigliaccheria”, scriveva Piero Calamandrei nel 1941.
Ma è poi tanto cambiata quest’Italietta di palude? Ne dubito.

Di fronte all’eterna palude italiana, ieri come oggi, c’è chi oppone la propria voce e chi sta zitto.....



13 novembre/il ritorno

Dicembre 13, 2007 on 1:08 pm | In Politica | 94 Comments

“Ma no, la Mondadori non è stata rubata. Se fosse vero, il popolo scenderebbe in piazza!”. (Paolo Pillitteri)



Eravamo rimasti alla scena oscurata del 13 novembre.
I gendarmi ci hanno trattenuto in commissariato (dove abbiamo fatto per tutto il tempo un casino dell’altro mondo) allo scopo di tenerci lontani dalla festicciola della corruzione mondadoriana, questo è evidente. Per giustificare il fermo hanno redatto due verbali di denuncia per manifestazione non autorizzata e sequestro di “corpi di reato” (volantini, cartelli e megafono, sempre mortacci loro). Dopo quasi quattro ore, a mezzanotte veniamo liberati. E ci viene consigliato di tornarcene a casa, possibilmente con la coda fra le gambe. Siamo andati a Palazzo Reale. Qui - sorvegliato a vista della solita truppa di agenti in borghese - ho tenuto un’altra mezz’ora di comiziaccio a voce nuda con qualche domanda agli ospiti vip che uscivano dalla cena portando il pesante gadget del centenario Mondadori....


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19 novembre 2007

Arnoldo Previti Editore. L'indegna cerimonia.

Quest'articolo va letto in combinazione con il precedente post. (dal blog di P. Ricca)


Arnoldo Previti Editore - Uliwood Party di Marco travaglio



Fervono a Milano i festeggiamenti per il centesimo compleanno dell'Arnoldo Mondadori Editore. Tra un convegno, una mostra e un vernissage, il centro di Milano (Scala, Galleria, Palazzo Reale) è stato per l'occasione privatizzato e trasformato dalla giunta Moratti in un gigantesco set per celebrare degnamente l'anniversario. Un libro, Album Mondadori 1907-2007, ricostruisce il primo secolo di vita del glorioso marchio.

Purtroppo nell'indice dei nomi ne mancano due fondamentali: Metta Vittorio e Previti Cesare. Il primo è il giudice della Corte d'appello di Roma che il 24 gennaio 1991 annullò il lodo Mondadori e consegnò la casa editrice a Berlusconi, sottraendola al legittimo proprietario De Benedetti. Il secondo è l'avvocato occulto di Berlusconi che, insieme ai colleghi Pacifico e Acampora, fece recapitare a Metta almeno 400 milioni di lire in contanti, messi gentilmente a disposizione della Fininvest.

Una storia così torbida e avvincente meriterebbe un Giallo Mondadori tutto per sé, o almeno un capitolo dell'Album encomiastico. Invece niente. Silenzio assoluto. Fra i rulli di tamburo e gli squilli di trombone delle celebrazioni, nessuno ricorda che da 16 anni Berlusconi possiede un gruppo editoriale, il primo d'Italia, che non gli appartiene. E come si chiama, dizionario alla mano, chi possiede una cosa che non gli appartiene? Ladro, se l'ha rubata lui. Ricettatore, se l'ha rubata un altro per lui.

Per carità, parlare di furti o di ricettazioni avrebbe rovinato la festa. Ma qualcuno, almeno fra le righe, avrebbe potuto scriverlo che la prima casa editrice italiana fu sottratta 16 anni fa al legittimo proprietario dall'attuale capo dell'opposizione, che fra l'altro non l'ha ancora restituita. Non c'è nemmeno bisogno dei verbi al condizionale o dell'aggettivo “presunto”, per raccontare questa storia: la sentenza di condanna di Previti, Metta & C. è definitiva da qualche mese, proprio come la prescrizione di Berlusconi. Per dire: forse Salman Rushdie e David Grossman, anch'essi l'altra sera alla Scala, non hanno mai saputo che i loro libri in Italia vengono pubblicati da un abusivo, che comprava giudici e sentenze. Sarebbe il caso di farglielo sapere. Ma non c'è pericolo: anche questa volta lasceranno l'Italia senza sospettare nulla.

Leggendo i giornali di ieri han trovato molti particolari sull'abbigliamento di Marina Berlusconi, sulla pettinatura di Piersilvio, sulla lacca della Moratti (pare che il buco dell'ozono, che si stava restringendo, abbia ricominciato ad allargarsi), sulla leggendaria simpatia di Vespa e Confalonieri, ma nemmeno una parola sulla sentenza della Cassazione che ha definitivamente sancito l'illiceità del passaggio della sentenza che annullò il lodo Mondadori e sconvolse gli equilibri editoriali (e anche politici) dell'Italia. Visto che alla cerimonia ha preso parte l'Ingegnere (che nella causa civile da lui intentata ai berluscones attende la restituzione del maltolto, quantificato in un milione di euro), sarebbe stato facile ricordare, in due righe, com'è finita la faccenda. Invece niente, nemmeno una parola.

Esemplare la paraculaggine della Stampa, che nella didascalia sotto la foto dell'Ingegnere scrive: "Lo sconfitto: De Benedetti battuto nel 1991 nella guerra per il possesso della casa editrice". Ecco, secondo La Stampa le sentenze comprate si chiamano "guerre", tant'è che Marina auspica la pace. Uno deruba un altro, poi i giornali scrivono che i due erano in guerra, ma ora faranno la pace. Strepitoso. Più pudicamente, il Corriere evita di ricordare chi controlli oggi la Mondadori e come se la sia procurata.

Sul Giornale della ditta, Mario Giordano Bruno Guerri infrange il muro della decenza, e scrive testuale: “La fine del 1984 era il periodo della grande crisi della casa editrice, messa in pericolo dall'investimento televisivo e dall'assalto di De Benedetti”. Ecco: il pericolo era De Benedetti che comprò il gruppo, non Previti che comprò i giudici. E tutti vissero felici e contenti.

 

Ps. L'unico a ricordare la storia più recente della Mondadori è stato Piero Ricca, che ha tentato di volantinare stralci della sentenza in piazza Scala. Ma la Questura ha pensato bene di farlo prelevare con la forza e rinchiudere in commissariato per tutta la durata della cerimonia. Sarebbe interessante sapere dal questore e dal Viminale quale reato commetta un cittadino incensurato distribuendo sentenze della Cassazione e se Milano sia ancora una città libera o sia stata invece annessa a Milano-2. Attendiamo fiduciosi risposte.

 

L’Unità del 15.11.2007


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19 novembre 2007

Paolo Mieli e l’etica del capitalismo

Dal blog del mitico Piero Ricca propongo in seguente post con video:

Paolo Mieli e l’etica del capitalismo

La Mondadori ha cent’anni. Da sedici è sotto il controllo dell’azienda-partito, grazie a una sentenza comprata da Cesare Previti con soldi tratti da un conto di una società di Silvio Berlusconi. Lo ha stabilito in modo definitivo la giustizia italiana nel luglio 2007.
Per sondare gli umori dell’elite, l’altro giorno con alcuni amici di Qui Milano Libera abbiamo partecipato a un elegante convegno per il centenario della Mondadori e abbiamo posto la questione un po’ a tutti, dal custode di palazzo Visconti (che ha sospeso il giudizio in attesa di studiare le carte processuali) a Cesarone Romiti, che conosceva i fatti ma “…che vuoi, di scandali ce ne sono tanti…”, così mi ha detto. Naturalmente dieci minuti dopo il nostro arrivo qualcuno ha pensato bene di chiamare la digos. Non per costituirsi, ma per farci piantonare. >>continua>>


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29 settembre 2007

Berlusconi in gonnella. La Brambilla è quello che ci attende!!!

Dal mitico Piero Ricca ecco a voi un bel post. (se non l'avete già fatto leggete il post precedente per saperne di più sulla Michela)

Michela Vittoria Brambilla

September 25, 2007 on 1:16 pm | In Politica | 96 Comments

Venerdì scorso Michela Vittoria Brambilla inaugurava sopra Lecco una manciata di nuovi circoli della libertà. Breve discorso e poi musica e polenta per tutti. Sono andato a rendermi conto di persona. Il volto nuovo del “liberalismo” italiano indossa fluenti capelli rossi sempre freschi di coiffeur, abitini stretti bianchi o neri, tacchi da night club. La Berlusconi in minigonna sorride a comando e si sforza di memorizzare il nome degli ammiratori. Viaggia su una mercedes sportiva, fuma sigarettine sottili, s’accompagna alla schiuma destrorsa locale, intrattiene le platee con una formidabile capacità di macinare parole senza dir nulla. Il modello è la televendita. Raccontano che sia miliardaria di famiglia e abbia vinto un titolo da miss. Prima di essere folgorata dalla passione politica, la tenutaria del “partito della libertà” gestiva ditte di cibo in scatola, destino impari alle sue doti. Poi il padrone l’ha notata (”è una che abbassa la crapa e lavora”, ha spiegato Feltri). E le ha regalato luce, per svecchiare il brand. Lei se la gode, finché dura. Non è escluso (al punto in cui siamo niente è da escludere) che ce la ritroveremo ministro. Con i suoi sorrisi di plastica e i suoi tacchi da night club. Ecco il video.





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22 agosto 2007

Genova 2001, la verità di Agnoletto. L'intervista di Piero Ricca

Genova 2001, la verità di Agnoletto

Clikka sul titolo-link per leggere il post.
Per il video-intervista puoi cliccare direttamente qui
Ecco il video.
visita: pieroricca.org


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26 luglio 2007

articolo censurato e oscurato. adesso non si opssono neanche + scrivere commenti sul blog di Ricca

guardate cosa spunta sul sito di piero ricca alla pagina corrispondente l'articolo censurato dalla finanza:


Archivio di April 2007

Articolo Posto sotto sequestro preventivo

Saturday 28 April 2007

GUARDIA DI FINANZA
NUCLEO SPECIALE FRODI TELEMATICHE
P.P 30300/07 RGNR-14223/07 RG GIP
TRIBUNALE DI ROMA


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23 luglio 2007

e se vi sequestrassero il blog?

Questo è l'ultimo commento di Piero Ricca riguardante il prolungarsi del sequestro del suo blog. 

Tredicesimo giorno senza blog.

L’altra sera il querelante è tornato sulla vicenda sul cosiddetto telegiornale che dirige. E s’è compiaciuto del positivo accoglimento della sua querela e del sequestro del mio blog, segno evidentemente della mia colpevolezza, non risparmiandosi l’avvertimento a tutti i contestatori presenti e futuri.
Entro dieci giorni dovrebbe essere fissata l’udienza per il Riesame del sequestro. Ma c’è di mezzo agosto. Quindi il rischio è che la pratica passi a settembre. Tanto, a chi vuoi che importi nei giorni della canicola dell’articolo 21 della Costituzione?
Ho avuto uno scambio di idee con mio fratello avvocato. Giurisprudenza e normative alla mano, ci sono fondati dubbi sulla legittimità del provvedimento di sequestro dei documenti della presunta difamazione e sulla competenza territoriale del procedimento. Che l’atto di bloccarmi il blog sia abusivo è fuor di dubbio.
I giornali di carta (con poche eccezioni: una di queste si chiama Marco Travaglio) non parlano della vicenda. Evidentemente i provvedimenti che limitano la libertà di informazione sono un problema soltanto quando toccano i membri della casta giornalistica.
Anche i politici (con poche eccezioni: una di queste è Nando Dalla Chiesa) non hanno ritenuto fino ad ora di spendere una parola sulla vicenda. E dire che alcuni di loro sono blogger. Chissà che cosa avremmo sentito se avessero chiuso il blog di un parlamentare o di un ministro?
Propongo di scrivere una mail ai parlamentari per avvertirli del sequestro e sollecitare una reazione.
Io per adesso ho scritto a Dalla Chiesa, Zaccaria, Tana De Zulueta, Giulietti e Furio Colombo, per chieder loro un’iniziativa parlamentare.
Quando il 29 gennaio 205 fui sequestrato preventivamente dalla polizia di Milano, dieci senatori ne chiesero conto al ministro dell’Interno. E da quel giorno la polizia non ha più ripetuto lo scherzetto. Vedremo se ora ci sarà un bis, per il sequestro preventivo della mia libertà di espressione.
Ve lo confesso: sono sempre più indignato. E nel contempo sempre più deciso a utilizzare questa occasione per stabilire un principio: MAI PIU’ il blocco di un blog per effetto di una querela per diffamazione!
A presto, Piero


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16 luglio 2007

Gentiloniiiiiiii... ma cosa diciiiiiiii????? e cosa fai soprattutto??

dal blog di beppe grillo 

La fatwa

gentiloni-osama.jpg

Il portavoce di Rutelli che fa di mestiere il ministro delle Comunicazioni e di nome Paolo Gentiloni ha dimostrato di possedere dei robusti attributi. Ha risposto alle 1000 mail dei suoi datori di lavoro che lo richiamavano all’ordine sul suo blog. E gli chiedevano di applicare le sentenze di:
- Corte costituzionale
- Consiglio di Stato
- Corte di giustizia europea
contro Rete 4 che occupa abusivamente le frequenze assegnate a Europa 7.
Rete 4 non è una rete qualunque, è l’organo di propaganda politico del pensiero debole dello psiconano.
La risposta di Gentiloni merita di essere letta dai 200.000 visitatori giornalieri di questo blog.
“ La scomunica.
Giornate intense per il Governo e per il partito democratico. Ne parleremo con più calma, magari domenica. Intanto solo una spiegazione per chi fosse stupito dal numero di commenti al post precedente, un numero enorme per questo blog. La ”colpa” è di Beppe Grillo che dal suo superblog mi ha indirizzato una specie di fatwa.
Risultato della scomunica: decine di migliaia di visitatori “straordinari” per il mio blog. il che mi ha fatto piacere. Ma anche centinaia di insulti e anatemi. Il che mi dispiace e amareggia. Soprattutto perchè la “fatwa” mi chiama in causa fantasiosamente su due questioni: le misure giudiziarie nei confronti di un blog (di Ricca), che ovviamente non hanno nulla a che fare con me; e “il salvataggio di Rete 4 ai danni di Europa 7”, operato dal governo Berlusconi con la legge Gasparri, legge che ho proposto al Parlamento di cancellare”.
Gentiloni è lì perchè faceva il portavoce di Rutelli sindaco di Roma. Da paggio (portavoce) a conte (ministro).
Non vorrei infierire. Fa quello che gli dice “er cicoria”.
Però, però, è anche il ministro delle Comunicazioni del nostro Paese. E allora delle due l’una. O fa applicare la legge per Rete 4 o si dimette.
Nessuno ti ha scomunicato, nessuno ti ha inviato una “fatwa”.
Il tuo, caro portavoce cicoriano, è un linguaggio da terrorista politico. Che riduce al silenzio la democrazia e migliaia di cittadini usando le etichette. Fammi un piccolo piacere, elimina l’indirizzo al mio sito dal tuo blog.
Una robusta lavata di mani su Rete 4, neppure una parola di solidarietà, un intervento, per un cittadino a cui è stato chiuso un blog.
Rete 4 e il blog di Ricca sono strumenti di comunicazione. Lo sapevi? Rutelli non ti ha detto nulla?
Riporto come promemoria l’intervista a Di Stefano di Europa 7.

Francesco_DiStefano.jpg


Continuate a inviare le vostre opinioni e suggerimenti al dipendente Gentiloni sul suo blog: www.paologentiloni.it .

V-day:
1. Partecipa al V-day
2. Scarica il volantino
3. Inserisci le tue foto su www.flickr.com con il tag: Vaffa-day


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12 luglio 2007

piero ricca e il nuovo comunicato. domani querela emilio fede. era ora!

 

SCRIVE PIERO RICCA:

Evviva!

Mentre pieroricca.org riposa, entra in gioco www.quimilanolibera.net .
In questi giorni ci vediamo lì.
Non poteva esserci migliore esordio per il sito che avevamo immaginato come punto di riferimento delle iniziative del gruppo Qui Milano Libera.
La libertà di parola è un vizio, una droga potentissima che crea assuefazione. Sono passate 48 ore scarse da quando il maresciallo Zorzo del nucleo speciale antifrodi telematiche della finanza mi ha notificato l’avvenuto sequestro del blog, e mi sembrano un’eternità.
In questi due giorni ho messo a fuoco il tortuoso iter del provvedimento preventivo e punitivo. Ed è questo:

- Fede mi querela per diffamazione a Roma.
- Il Pm Saieva non lascia dormire il fascicolo e, riconoscendo nella querela, gravi elementi di colpevolezza a mio carico, adempiendo alla richiesta del querelante, chiede al Gip l’oscuramento del nostro video su youtube, relativo alla piazzata con Fede, e del mio blog per impedire la perpetuazione del reato oggetto di querela. Periculum in mora, credo che si chiami in gergo.
- Il Gip dispone l’oscuramento solo degli articoli che parlano di Fede, oltre che del video di youtube.
- Entra in scena il maresciallo Zorzo, che con un collaboratore da Roma si reca a Sarzana (La Spezia) e bussa alla porta della società che mi tiene on line il blog. Acquisiscono il mio indirizzo e il mio numero di telefono. Oscurano un solo articolo che parla di Fede e relativi commenti. Cambiano le mie chiavi di accesso al blog, impedendomi di pubblicare nuovi contributi.
- Poi vengono a Milano. Per strada mi telefonano. La vicenda che mi raccontano mi sembra così assurda che penso a uno scherzo dei soliti amici buontemponi. Tant’è vero che dopo un paio di telefonate e sms, gli rispondo: mi dispiace maresciallo, parlo solo con i generali.
- Dopo una verifica, capisco che la cosa è reale, ancorché poco seria. Ricevo il maresciallo con un suo collaboratore al bar sotto casa. Vengo identificato. Mi notificano il sequestro.
- Chiedo perché mai mi impediscano di scrivere, visto che la censura preventiva non è prevista dalle leggi. Il maresciallo Zorzo mi risponde che, data la struttura tecnica del mio blog, per impedirmi di ripubblicare o modificare quel post incriminato e oscurato, ha dovuto cambiare la password.
- E aggiunge: solo così ho evitato l’oscuramento totale del blog.
- Naturalmente il nucleo speciale non è in grado di togliere il nostro video da youtube. E non si cura del fatto che l’innocuo articoletto censurato, di presentazione del video, è reperibile agevolmente su google.
- In queste ore il mio avvocato e fratello Mino Ricca (che l’ha già spuntata con il Puffone e ringrazio anche qui per la sua disponibilità) sta cercando un contatto con il pubblico ministero Saieva per vedere se, alla luce della dichiarazione del maresciallo Zorzo, e mediante un mio impegno scritto a non ripubblicare il post incriminato, è possibile sbloccare il blog, che peraltro il medesimo pubblico ministero aveva chiesto di oscurare totalmente.
- In caso negativo ho già pronta una formale richiesta di dissequestro.

Domani, inoltre, querelo Emilio Fede.

Questo per ora è tutto. Vi terrò informati.

Questa sera tutto confermato: si festeggia Qui Milano Libera e la querela al parco Solari di Milano, dalle ore 19 in avanti, vicino alla fontana. Chiunque venga in pace sarà gradito ospite. Meglio se porta da bere.



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4 luglio 2007

Sgarbi polizia e piero ricca!!! grande! troppo forte

 

Vittorio Sgarbi/3

dal blog di piero ricca

Gli obiettivi sensibili sono tanti. Ognuno dovrebbe scegliersi il suo. Un senatore colluso con la mafia. Un segretario di partito che voleva scalare una banca. Un capo della polizia che ha protetto squadristi. Un banchiere che ha truffato migliaia di risparmiatori. Un sindaco che intrallazza con gli appalti. Un direttore di telegiornale che non conosce la vergogna. Un ex ministro dell’interno che non la conta giusta sulla regolarità delle elezioni. Un assessore pregiudicato per truffa allo Stato. E criticarlo sempre. Ogniqualvolta si presenti in pubblico. Con metodo. Con ostinazione. Senza lasciargli tregua. In modo rigorosamente non violento. Non ci vuole poi molto. Basta un volantino con informazioni incontestabili. Un gruppo di amici moralmente vivi. L’attenzione all’agenda degli appuntamenti pubblici. Una videocamera. Non si tratta di insolenza. Ma di legittima difesa. I Piccoli Oligarchi hanno invaso tutti gli spazi. Se ne infischiano delle persone serie. Contano sull’indifferenza e sull’oblio. Sulla rassegnazione e il conformismo dei più. Sono abituati all’omaggio e all’adulazione. A giornalisti su misura. Ad avversari compiacenti, con i quali all’occorrenza ci si può dividere la torta. Nel bengodi dei Piccoli Oligarchi una contestazione viene interpretata come atto di insubordinazione, se non di terrorismo. La sensibilità alla questione morale è definita “giustizialismo”. Fare domande senza autorizzazione dell’ufficio stampa è come lanciare bombe molotov. E gli scandali divengono opinioni. Per una forma di legittima difesa è giusto andarli a stanare, esercitando senza inibizioni il libero arbitrio delle corde vocali. A ben guardare è un gesto d’amore. Può aiutarli a riprendere contatto con la realtà. A riabituarsi alla critica. A recuperare il senso del limite. Per dare il buon esempio Qui MIlano libera ha messo nel mirino Vittorio Sgarbi, l’omino dell’audience. “Eroe disperato della cultura dell’idiozia”, lo chiamava Giorgio Bocca. “Volgare calunniatore, scherano di Berlusconi”, lo definiva Indro Montanelli. Perché ci sta antipatico? In fondo la sua condanna per truffa aggravata allo Stato e falso, pur grave, è un pretesto, un espediente retorico. Vittorio Sgarbi è uno degli eroi del Ventennio Televisivo e contestuale incanaglimento della vita pubblica: questo è imperdonabile. Un piccolo opportunista che ha cambiato una decina di partiti. Che ha calunniato e diffamato persone perbene mediante il manganello catodico. Che se l’è cavata quasi sempre grazie all’abuso dell’insindacabilità parlamentare. Che ha contribuito a diffondere l’ideologia previtiana dell’impunità. L’Italia berlusconiana, ipocrita e volgare, ha in lui una delle espressioni più riuscite.
L’altro giorno l’abbiamo incrociato alla libreria Feltrinelli di Milano, dov’era atteso per la presentazione dell’ultimo capolavoro letterario di Pierfrancesco Majorino. il giovin segretario (uscente) dei diesse di Milano, ex bambino kinder che non ha vocazione né per la politica né per la letteratura. Dopo avermi ricoperto di insulti, il pregiudicato per truffa allo Stato ha chiamato la polizia. Che è arrivata in forze. E voleva a tutti i costi identificarmi, per la millesima volta. Ho resistito. S’è radunata un po’ di gente. E ho tenuto un lungo comiziaccio nell’afa di piazza Duomo. Con gli amici di Qui Milano libera abbiamo deciso che il comiziaccio sul caso Italia diventerà un appuntamento fisso.
Mi raccomando, però, non complimenti ma opere di bene. Prendete l’iniziativa anche voi. Se fossimo in tanti a non stare al gioco, il gioco cambierebbe.
Ecco il video.


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21 giugno 2007

i marziani? si, fassino, violante e company



 dal sito: pieroricca.org
I Marziani

 Giovedì 24 maggio il gruppo Qui Milano libera è andato alla presentazione dell’ultimo libro di Luciano Violante. Ne abbiamo tratto un video. Lo precede il resoconto di Elia. “Sono lontani. Vivono in un mondo a parte, fatto di salotti e telecamere, frequentato da pochi privilegiati. Sono distanti dalla realtà e la rifuggono in ogni modo. Questi sono i nostri Marziani. Da qualche tempo sono allarmati dalla sfiducia degli italiani nella politica, tanto da farne tema di dibattito. Due giorni fa il marziano Luciano Violante, presentava alla Mondadori di piazza Duomo il suo ultimo best seller: “UNCORRECT - 10 passi per evitare il fallimento del Partito Democratico”. Con lui i Compagni Marziani Piero Fassino ed Enrico Boselli. Conduceva il temerario Floris. Ascoltare per un’ora e mezza le loro fumisterie verbali con annesse liti da cortile, credevo mi garantisse il privilegio di poter rivolgere loro, a fine conferenza, qualche domanda. Avrei voluto chiedere pubblicamente il perchè del voto favorevole e unanime della Camera sul disegno di legge Mastella, che oltre a un limite alla possibilità dei cittadini di essere informati, rischia di diventare un freno alla lotta alla criminalità con la limitazione dello strumento dell’intercettazione. Avrei voluto chiedere se fosse ancora valido il patto con il quale nel 1994 si era data la garanzia a Berlusconi che non sarebbero state toccate le televisioni o se, nascendo un nuovo soggetto politico, si dovessero rinegoziare i trattati (patto disvelato nel 2002 dallo stesso Violante). Avrei voluto chiedere se saranno mai cancellate le leggi vergogna. Le domande però le poteva fare solo Floris, domande scomode come si può immaginare… In tanti abbiamo alzato la mano invano, chi ha provato a prendere la parola è stato zittito come un provocatore. Piero, che era riuscito a domandare a Fassino per quale motivo, visto che si parla tanto di partecipazione, non siano mai stati ricontattati gli oltre quattro milioni di elettori delle primarie, ha ricevuto questa risposta: “Lei ha un tono così aggressivo che se le tira le mani addosso!”. Floris doveva prendere l’aereo di corsa e non c’era tempo. Ma non eravamo a Ballarò e il pubblico non era di plastica. C’erano persone vere in sala, interessate a parlare di cose serie. Con piacere ho visto che molti attorno a noi erano indignati. Per una volta non eravamo i soliti quattro gatti. Alcuni invitavano i Marziani ad andare a casa, giuravano che non li avrebbero più votati. Fassino è sgusciato via di corsa, Floris è scappato all’aeroporto, Boselli si è dileguato, Violante farfugliava delle scuse. Bisogna capirli, i Marziani non sono abituati alle domande non compiacenti: nei salotti della tv non si usa. Il prossimo dibattito sulla crisi della politica tanto vale farlo da Maria De Filippi, se Vespa non s’offende. Quanto tempo ancora li sopporteremo prima di prenderli a pomodori?”.




4 maggio 2007

Emilio Fede/Piero Ricca. Ecco finalmente il video integrale comprensivo di sputo!

Guardate ed emozionatevi tutti. Fede, sei una vergognaaaaaaaaaaa

ecco l'articolo di Piero Ricca (attualmente sotto censura sul suo blog): http://tgweb.ilcannocchiale.it/post/1449882.html
ma visibile nel mio ;)


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18 aprile 2007

Il baluardo Fede incontra Piero Ricca. Accade il finimondo

 

Emilio Fede

April 17, 2007 on 1:35 pm | In Informazione |

Anche Emilio Fede annuncia querela. Ieri sera l’ho incrociato insieme ad alcuni amici al circolo della stampa di Milano. L’occasione era un “incontro con il direttore” organizzato dal Giorno. Sul marciapiede gli abbiamo posto la questione delle frequenze abusivamente occupate da Rete 4. Lui ha risposto con un tentativo di sarcasmo, dicendo che per quel motivo s’era dimesso il giorno stesso. Poi mi ha dato dell’imbecille. A quel punto il mio amico Paolino “Napalm” non ha trattenuto lo sdegno ed è iniziata un’animata discussione. Abbiamo ampiamente criticato la cialtroneria e il servilismo del personaggio, la sua incompatibilità con le regole minime del giornalismo. Tinto e inceronato, Fede era protetto da quattro guardaspalle. Simulava reazioni fisiche, sgranava i dentoni finti a mo’ di sfottò. Ha cercato di impedirmi di filmare. Poi mi ha sputato addosso dall’alto di una rampa di scale. Nuovo parapiglia. Sono stato impietoso: ho accennato alle meteorine a pagamento, ai debiti da gioco ripianati dal padrone, al cerone che colava, alla tintura di capelli da anziano gagà. Alla pagliacceria anche fisica, insomma, di personaggetti portati in alto dalla miseria dei tempi. Nel parapiglia ho più volte evocato Enzo Biagi, cacciato come un “criminale” da un ducetto che ha definito il suo dipendente Fede “un baluardo della libertà di informazione”. Il baluardo ha fatto chiamare la polizia ed è rimasto lì in attesa, sempre attorniato dai guardiani. Mentre lo criticavo, provava ad avvicinarsi alla ricerca della rissa, e ogni tanto lanciava qualche velata minaccia: voglio sapere chi siete, ce la vedremo in privato. Certe amicizie si fanno valere nel momento del bisogno. Tutto il circolo della stampa, nell’androne, assisteva allo spettacolo. A un certo punto è arrivata la gendarmeria, con ampio schieramento: carabinieri e polizia, quattro o cinque pattuglie. Hanno identificato noi e non lui, come pure ho richiesto. I potentucoli e i loro servi meritano sempre un occhio di riguardo dalla forza pubblica. Abbiamo filmato tutto e ora sentiremo il nostro pool di avvocati prima di mettere il nastro on line. Durante la conferenza, il lele mora del giornalismo è tornato sul tema, dicendo che in fondo avevamo rappresentato un diversivo, che eravamo dei centri sociali, che parlavamo sotto effetto di droghe, che dalle contestazioni al terrorismo il passo è breve, che meritavamo 500 euro, che venivamo da qualche antro e passavamo le notti sotto i ponti. Cose così. Poi ha annunciato querela, pur senza farsi illusioni sulla libertà di giudizio delle toghe rosse. L’attendo con serenità, anzi la esigo. Sarebbe la seconda: dopo la denuncia del padrone, quella del servo. Mi piacerebbe ribadire in un’aula di giustizia che queste cosiddette “contestazioni” non sono altro che sanzioni reputazionali, non immediatamente comprensibili e tanto più necessarie in un ambiente senza etica.

Qui trovate una tendenziosa cronachetta del Quotidiano Nazionale.

Ricordo la serata Europa 7 al teatro alle Colonne di Milano, corso di porta Ticinese 45, mercoledì 18 aprile, dalle 20,45. Nostro ospite l’editore di Europa 7, Francesco Di Stefano. Venite e diffondete a TUTTI!

GRANDISSIMO PIERO RICCA, QUESTI SI PERMETTONO DI FARE I BALORDI XKè IN QST SOCIETà DEL CAVOLO NESSUNO OSA NEANCHE PENSARE LE COSE KE FAI TU!!!
...TUTTI SERVI E IPNOTIZZATI DAI PADRONI DEI MEDIA!
ricordo il sito di piero: http://www.pieroricca.org/




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