.
Annunci online

  tgweb [ curiamoci con un po' di informazione... ]
         

Benvenuti su

Salvo Tgweb

_________________
 

Con l'ex magistrato Gherardo Colombo

Colombo ad Agrigento.
Articoli e  video:
link1; link2; link3.

______________

Ad Enna con il giornalista Lirio Abbate.
Presentazione del libro "I Complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento". (di Abbate e Gomez)

Incontro “Terra di mafia e di lotta alla mafia”
svoltosi a Palma di Montechiaro (AG)
foto con M. Travaglio (ottobre 2006)

Con M. Travaglio e S. Guzzanti in occasione della presentazione di "Intoccabili" e  "Reperto Raiot" a Palermo (2005)

 

V-DAY Agrigento

foto del V-Day agrigentino foto (clicca qui) e anche il video (clicca qui)

V2-DAY 

Qui il video del secondo v-day

V2-Day il video (clicca qui)

_________________

Manifesti "Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano presidente". Regionali 2008.

Con Sonia Alfano in visita presso il nosocomio agrigentino. (foto di Elio Di Bella)

Sonia Alfano ad Agrigento elezioni Europee 2009

 

_______________
TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI MA ALCUNI ANIMALI SONO PIU' UGUALI DEGLI ALTRI   G. Orwell
____________________ 

“La tragedia dell’Italia è la sua putrefazione morale, la sua indifferenza, la sua vigliaccheria”. Piero Calamandrei
____________________

"Non è la libertà che manca.
Mancano gli uomini liberi".          Leo Longanesi
_______________

"Può stare nel luogo santo chi ha mani innocenti e cuore puro. Mani innocenti sono mani che non vengono usate per atti di violenza. Sono mani che non sono sporcate con la corruzioni e con tangenti. Cuore puro, quando il cuore è puro? E' puro un cuore che non si macchia con menzogna e ipocrisia, un cuore che rimane trasparente come acqua sorgiva perchè non conosce doppiezza".
Papa Benedetto XVI
____________

Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l'appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...] E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che dà scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!       Sandro Pertini

Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero.       S. Pertini

Sono del parere che la televisione rovina gli uomini politici, quando vi appaiono di frequente.                              S. Pertini
__________
Non è necessario essere socialisti per amare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità.                 Indro Montanelli
______________

"Veramente la scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo". Indro Montanelli


15 dicembre 2007

Sventurata la città in cui le leggi e le sentenze non valgono nulla. Platone. Grande Piero, citazione fatta su misura!

...e se uno non le dice e non le grida è complice.

Sudditi che applaudono, sudditi che fanno finta di niente, sudditi che consumano, che guardano la televisione, che si sfogano contro l'arbitro di calcio, ma che non alzano mai
la testa!


Adoro questa chiusura di comizio!!!

dal blog di Ricca: (clicca sui titoli per leggere interamente gli articoli)

13 novembre/il video

Dicembre 11, 2007 on 1:04 pm | In Politica | 86 Comments





“La tragedia dell’Italia è la sua putrefazione morale, la sua indifferenza, la sua vigliaccheria”, scriveva Piero Calamandrei nel 1941.
Ma è poi tanto cambiata quest’Italietta di palude? Ne dubito.

Di fronte all’eterna palude italiana, ieri come oggi, c’è chi oppone la propria voce e chi sta zitto.....



13 novembre/il ritorno

Dicembre 13, 2007 on 1:08 pm | In Politica | 94 Comments

“Ma no, la Mondadori non è stata rubata. Se fosse vero, il popolo scenderebbe in piazza!”. (Paolo Pillitteri)



Eravamo rimasti alla scena oscurata del 13 novembre.
I gendarmi ci hanno trattenuto in commissariato (dove abbiamo fatto per tutto il tempo un casino dell’altro mondo) allo scopo di tenerci lontani dalla festicciola della corruzione mondadoriana, questo è evidente. Per giustificare il fermo hanno redatto due verbali di denuncia per manifestazione non autorizzata e sequestro di “corpi di reato” (volantini, cartelli e megafono, sempre mortacci loro). Dopo quasi quattro ore, a mezzanotte veniamo liberati. E ci viene consigliato di tornarcene a casa, possibilmente con la coda fra le gambe. Siamo andati a Palazzo Reale. Qui - sorvegliato a vista della solita truppa di agenti in borghese - ho tenuto un’altra mezz’ora di comiziaccio a voce nuda con qualche domanda agli ospiti vip che uscivano dalla cena portando il pesante gadget del centenario Mondadori....


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. berlusconi dell'utri previti ricca mondadori mangano

permalink | inviato da tgweb il 15/12/2007 alle 16:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



19 novembre 2007

Arnoldo Previti Editore. L'indegna cerimonia.

Quest'articolo va letto in combinazione con il precedente post. (dal blog di P. Ricca)


Arnoldo Previti Editore - Uliwood Party di Marco travaglio



Fervono a Milano i festeggiamenti per il centesimo compleanno dell'Arnoldo Mondadori Editore. Tra un convegno, una mostra e un vernissage, il centro di Milano (Scala, Galleria, Palazzo Reale) è stato per l'occasione privatizzato e trasformato dalla giunta Moratti in un gigantesco set per celebrare degnamente l'anniversario. Un libro, Album Mondadori 1907-2007, ricostruisce il primo secolo di vita del glorioso marchio.

Purtroppo nell'indice dei nomi ne mancano due fondamentali: Metta Vittorio e Previti Cesare. Il primo è il giudice della Corte d'appello di Roma che il 24 gennaio 1991 annullò il lodo Mondadori e consegnò la casa editrice a Berlusconi, sottraendola al legittimo proprietario De Benedetti. Il secondo è l'avvocato occulto di Berlusconi che, insieme ai colleghi Pacifico e Acampora, fece recapitare a Metta almeno 400 milioni di lire in contanti, messi gentilmente a disposizione della Fininvest.

Una storia così torbida e avvincente meriterebbe un Giallo Mondadori tutto per sé, o almeno un capitolo dell'Album encomiastico. Invece niente. Silenzio assoluto. Fra i rulli di tamburo e gli squilli di trombone delle celebrazioni, nessuno ricorda che da 16 anni Berlusconi possiede un gruppo editoriale, il primo d'Italia, che non gli appartiene. E come si chiama, dizionario alla mano, chi possiede una cosa che non gli appartiene? Ladro, se l'ha rubata lui. Ricettatore, se l'ha rubata un altro per lui.

Per carità, parlare di furti o di ricettazioni avrebbe rovinato la festa. Ma qualcuno, almeno fra le righe, avrebbe potuto scriverlo che la prima casa editrice italiana fu sottratta 16 anni fa al legittimo proprietario dall'attuale capo dell'opposizione, che fra l'altro non l'ha ancora restituita. Non c'è nemmeno bisogno dei verbi al condizionale o dell'aggettivo “presunto”, per raccontare questa storia: la sentenza di condanna di Previti, Metta & C. è definitiva da qualche mese, proprio come la prescrizione di Berlusconi. Per dire: forse Salman Rushdie e David Grossman, anch'essi l'altra sera alla Scala, non hanno mai saputo che i loro libri in Italia vengono pubblicati da un abusivo, che comprava giudici e sentenze. Sarebbe il caso di farglielo sapere. Ma non c'è pericolo: anche questa volta lasceranno l'Italia senza sospettare nulla.

Leggendo i giornali di ieri han trovato molti particolari sull'abbigliamento di Marina Berlusconi, sulla pettinatura di Piersilvio, sulla lacca della Moratti (pare che il buco dell'ozono, che si stava restringendo, abbia ricominciato ad allargarsi), sulla leggendaria simpatia di Vespa e Confalonieri, ma nemmeno una parola sulla sentenza della Cassazione che ha definitivamente sancito l'illiceità del passaggio della sentenza che annullò il lodo Mondadori e sconvolse gli equilibri editoriali (e anche politici) dell'Italia. Visto che alla cerimonia ha preso parte l'Ingegnere (che nella causa civile da lui intentata ai berluscones attende la restituzione del maltolto, quantificato in un milione di euro), sarebbe stato facile ricordare, in due righe, com'è finita la faccenda. Invece niente, nemmeno una parola.

Esemplare la paraculaggine della Stampa, che nella didascalia sotto la foto dell'Ingegnere scrive: "Lo sconfitto: De Benedetti battuto nel 1991 nella guerra per il possesso della casa editrice". Ecco, secondo La Stampa le sentenze comprate si chiamano "guerre", tant'è che Marina auspica la pace. Uno deruba un altro, poi i giornali scrivono che i due erano in guerra, ma ora faranno la pace. Strepitoso. Più pudicamente, il Corriere evita di ricordare chi controlli oggi la Mondadori e come se la sia procurata.

Sul Giornale della ditta, Mario Giordano Bruno Guerri infrange il muro della decenza, e scrive testuale: “La fine del 1984 era il periodo della grande crisi della casa editrice, messa in pericolo dall'investimento televisivo e dall'assalto di De Benedetti”. Ecco: il pericolo era De Benedetti che comprò il gruppo, non Previti che comprò i giudici. E tutti vissero felici e contenti.

 

Ps. L'unico a ricordare la storia più recente della Mondadori è stato Piero Ricca, che ha tentato di volantinare stralci della sentenza in piazza Scala. Ma la Questura ha pensato bene di farlo prelevare con la forza e rinchiudere in commissariato per tutta la durata della cerimonia. Sarebbe interessante sapere dal questore e dal Viminale quale reato commetta un cittadino incensurato distribuendo sentenze della Cassazione e se Milano sia ancora una città libera o sia stata invece annessa a Milano-2. Attendiamo fiduciosi risposte.

 

L’Unità del 15.11.2007


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. mondadori ricca travaglio previti cassazione

permalink | inviato da tgweb il 19/11/2007 alle 14:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



19 novembre 2007

Paolo Mieli e l’etica del capitalismo

Dal blog del mitico Piero Ricca propongo in seguente post con video:

Paolo Mieli e l’etica del capitalismo

La Mondadori ha cent’anni. Da sedici è sotto il controllo dell’azienda-partito, grazie a una sentenza comprata da Cesare Previti con soldi tratti da un conto di una società di Silvio Berlusconi. Lo ha stabilito in modo definitivo la giustizia italiana nel luglio 2007.
Per sondare gli umori dell’elite, l’altro giorno con alcuni amici di Qui Milano Libera abbiamo partecipato a un elegante convegno per il centenario della Mondadori e abbiamo posto la questione un po’ a tutti, dal custode di palazzo Visconti (che ha sospeso il giudizio in attesa di studiare le carte processuali) a Cesarone Romiti, che conosceva i fatti ma “…che vuoi, di scandali ce ne sono tanti…”, così mi ha detto. Naturalmente dieci minuti dopo il nostro arrivo qualcuno ha pensato bene di chiamare la digos. Non per costituirsi, ma per farci piantonare. >>continua>>


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. ricca mieli mondadori previti berlusconi romiti

permalink | inviato da tgweb il 19/11/2007 alle 13:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



27 ottobre 2007

Assolto per aver commesso il fatto ! ...Chi sarà mai costui???

Assolto per aver commesso il fatto 

Nell’orgia delle dichiarazioni entusiastiche per l’assoluzione di Silvio Berlusconi in Cassazione nel processo Sme-Ariosto, nessuno ha notato quella dell’on. avv. Gaetano Pecorella, che non è una toga rossa, ma il difensore del Cavaliere.

Commentando la sentenza appena emessa dalla VI sezione del Palazzaccio, che ha confermato in toto quella della Corte d’appello di Milano, Pecorella ha detto all’Ansa: “Squillante per le sue funzioni non era in grado di ingerire con Sme: già per la Corte di Appello non c’era dubbio che il bonifico ‘Orologio’ sia riconducibile a Berlusconi, ma siccome non c’è stato alcun intervento di Squillante, quella dazione non prova l’iscrizione del magistrato al libro paga”.

Per capire meglio, riepiloghiamo brevemente i fatti. Berlusconi, i giudici Renato Squillante e Filippo Verde e gli avvocati della Fininvest, Cesare Previti e Attilio Pacifico, vengono rinviati a giudizio per corruzione nel processo “Sme-Asriosto” in base a due diversi capi d’imputazione:

1) la sentenza firmata nel 1986 dal giudice Verde (confermata dalla Cassazione nel 1988) che diede ragione alla cordata Fininvest-Barilla-Ferrero e torto alla Cir di Carlo De Benedetti nella causa con l’Iri per la mancata privatizzazione della Sme, sarebbe stata comprata con soldi della Fininvest e Barilla, finiti poi in parte a Verde e in parte a Squillante (che, pur non coinvolto nella controversia, avrebbe “aiutato” il buon esito del processo);

2) Squillante sarebbe stato “a libro paga” della Fininvest per ogni evenienza del gruppo, a suon di bustarelle che Previti, usando denaro di Berlusconi, gli avrebbe versati brevi manu in contanti e via bonifico sul suo conto svizzero.

Per il primo capo d’imputazione tutti gl’imputati, in tutti i processi, sono stati assolti: le prove che la sentenza Sme fosse comprata o non ci sono o sono insufficienti. Verde e Squillante ricevettero soldi in Svizzera, ma dopo il 1988, e non è sicuro che venissero pagati proprio per quel processo.

Per il secondo capo d’imputazione, i verdetti divergono: ma nessuno dei protagonisti può negare ciò che risulta dalle carte, e cioè che il 5 marzo 1991, dal conto svizzero della All-Iberian-Fininvest, “Ferrido”, alimentato con denaro di Berlusconi, parte un bonifico di 434.404 dollari (500 milioni di lire dell’epoca), alla volta del conto svizzero “Mercier” di Previti, che nel giro di pochi minuti gira la stessa somma al conto svizzero “Rowena” del giudice Squillante (riferimento in codice dell’operazione: “Orologio”). Berlusconi paga Previti che paga Squillante: non si discute...

Leggi tutto

  Marco Travaglio


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. berlusconi sme squillante previti

permalink | inviato da tgweb il 27/10/2007 alle 20:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa



17 agosto 2007

AgrigentoWeb.it. Il direttore Lelio Castaldo si scatena elencando i problemi dell'Italia: i "froci" all'interno del Governo!

 
Ci vuole coraggio... ma ad Agrigento abbiamo anche questo!!!
Incredulo leggo questa pagina di "lettere al direttore" dove la lettera di una signora che ha problemi con la Telecom da il "la" al libero sfogo di un giornalista-direttore-responsabile(???) della mia città. Già celebre per il simpatico siparietto con il governatore Totò Cuffaro (vedi anche il video).
leggete l'intera lettera della signora e la risposta del direttore Lelio Castaldo.

Agrigentoweb NEWS

13 / 08 / 2007 - 16.10.01

SFASCIO ITALIA
Vergogna Telecom 


Riceviamo e pubblichiamo una lettera alla quale risponde il direttore Lelio Castaldo.  
(sembra tutto molto serio... almeno dall'intestazione)

Gentile direttore... ecc. ecc.

Mi limito a riassumere. Una lettrice si lamenta (giustamente) dei disservizi e delle torture psichiche provocate da Telecom.
La signora conclude la lettera così: "Che devo fare, gentile direttore? Che consiglio mi da?"; "Sono davvero esasperata, caro direttore, a volte mi vien voglia di cambiare nazione e spostarmi in un'altra più civile. Ma è possibile che un utente si tratti in questo modo?"


 :) Adesso arriva il bello.

Risponde il direttore

Gentile signora A.B.,
condivido pienamente il suo rammarico e sono solidale con Lei. Quando accadono queste cose vien davvero la voglia di cambiare Paese perchè trovo la sua vicenda davvero squallida e mortificante.

Però, mi creda, ormai ciò che accade nella nostra bella Italia non mi fa meravigliare più di tanto.
Non so quanto possa essere consolante per Lei ma le porto alcuni esempi di "civiltà" che contraddistinguono la nostra Nazione.

L'Italia è il paese che vanta un nutrito numero di presenze di froci all'interno del Governo. E' l'Italia dei travestiti che siedono negli scranni di Montecitorio; è l'Italia dei Caruso, "bravissimo" no global che contribuisce a decretare leggi per cittadini come me e lei; è l'Italia della Sgrena, che apostrofò il povero Quattrocchi dopo la sua morte come un mercenario (dimenticandosi che lei, per simile vicenda, ha avuto maggiore fortuna ma che è stata la causa della morte di un emerito funzionario di Polizia impallinato per proteggerla); è l'Italia della droga (a quanto pare anche in Parlamento); é l'Italia dei DICO; è l'Italia che consente agli ubriaconi e ai tossicodipendenti di mettersi al volante di una automobile e uccidere poveri pedoni (l'ultima ieri, una bimba di tre mesi; tanto sanno che in carcere non ci andranno mai...o se ci vanno il giorno dopo escono pronti per uccidere ancora).

E' l'Italia che dedica un'aula del Senato ad un no global (Carlo Giuliani), il quale, poveretto, non è riuscito nell'impresa di massacrare a colpi di estintore un carabiniere durante i fatti del G8 di Genova. E per "premiarlo" gli si dedica un'aula del Senato....

E' questa la nostra Italia, gentile signora A.B. E lei si meraviglia che la Telecom la sta facendo soffrire da più di 50 giorni per l'attivazione di Internet????? Ma mi faccia il piacere...

Lelio Castaldo (coraggiosamente si firma pure!)

Avete capito bene. Al primo posto dei problemi abbiamo i froci e i travestiti in parlamento; "Caruso" che "contribuisce a decretare leggi per cittadini come me e lei". Non una parola su tutti gli altri che continuano a decretar leggi pur avendo subito condanne penali passate in giudicato (cioè definitive) e che non potrebbero neanche partecipar a un pubblico concorso per fare i bidelli, poi gente inquisita o sotto procedimento anche per reati gravissimi (mafia, corruzione, estorsione). Il Previti che pur avendo avuto la condanna a 6 anni di carcere (tra le tante) e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, NON HA NEANCHE IL DIRITTO AL VOTO, ma per un anno e mezzo ha continuato a votare alla Camera e  a percepire indebitamente lo stipendio! Abbiamo un ex due volte premier (berlusconi) e che si ripresenta ad esserlo che era ed è tutt'ora ineleggibile secondo la legge n° 361 del 1957. Coinvolto nei maggiori scandali del Paese (P2, concorso in stragi, tangentopoli), salvato da amnistia e attenuanti generiche (sempre generosamente concessegli) da infiniti procedimenti giudiziari, padrone della Mondadori (definitamente accertato che divenne di sua proprietà grazie ad una sentenza comprata), distributore di tangenti a GdF e uomini politici, autore di "regali-pizzo" a famiglie mafiose legate ai principali boss per decenni e di cosa dobbiamo lamentarci? Di Caruso! E' chiaro che non lo voglio neanch'io in parlamento ma occorre un senso delle proporzioni; Se la prende anche con la Sgrena e non una parola su come sia finito l'omicidio dell'agente Calipari da parte degli amici americani; "l'Italia dei DICO", come non dire che in tutti gli altri paesi europei vigono addirittura i PACS? Bisogna vergognarci dei DICO? Io mi vergognerei di una infinità di legge varate in questi anni, cosiddette leggi ad personam e leggi vergogna! Leggi riguardanti uno stretto numero di persone, per "salvarle" dalla giustizia, per arricchirsi sempre più, e ci lamentiamo di un tentativo di legge che cerca(va) di regolare dei rapporti che riguardano un gran numero di cittadini e spesso si tratta di persone che già patiscono molti disagi nella vita di tutti i giorni proprio per la loro situazione; parlando di Giuliani e del G8 non si può non accennare alla gestione dei fatti di genova, di quella "macelleria messicana", dei falsi verbali e delle  false molotov  nelle scuole Diaz e Bolzaneto. Questi fatti hanno dei responsabili e dei mandanti politici nel precedente governo. Le ho chiamate "Botte di Stato" in un precedente post.

Per chi volesse dei bei consigli dunque, non vi resta che scrivere "al direttore": lelio.castaldo@agrigentoweb.it





9 agosto 2007

La Repubblica dei Mandarini. Vi raccomando una attenta lettura!

 La Repubblica dei Mandarini

E ora sta a vedere che il garantista è Bellachioma. Per il dizionario De Agostini, garantismo è la «concezione teorico-giuridica che pone alla base delle istituzioni civili e politiche dello Stato di diritto il rispetto e la tutela delle libertà individuali e collettive del cittadino». E allora, che diavolo c’entra il no di Berlusconi all’uso delle telefonate tra i furbetti e sei parlamentari? La legge Boato del 2003 («scritta coi piedi» secondo Franco Cordero) stabilisce che le intercettazioni si possono sempre usare contro i cittadini normali, salvo che si senta la voce di un parlamentare. Nel qual caso serve il permesso del Parlamento. Dunque antigarantista è la Boato, creando una disparità di trattamento fra cittadini di serie A e serie B: chi ha la fortuna di parlare dei suoi reati con un politico è in una botte di ferro; se uno invece conosce solo gente comune, peggio per lui. Garantismo è proprio assicurare a tutti gli stessi diritti di difesa. Antigarantismo è stabilire che qualcuno è più uguale degli altri. Eppure l’altra sera al Tg5 l’apposito Torlontano spiegava che c’è uno «scontro fra garantismo e giustizialismo», dove ovviamente il garantista è il Cavalier Padrone. Ieri il Platinette Barbuto si sdilinquiva ai piedi del «Cav. garantista rotondo», e lui di rotondità se ne intende. Minzolini ribadiva sulla Stampa la stessa panzana: Berlusconi è «coerente» nel suo garantismo: «ieri ha difeso Previti» (già condannato definitivamente due volte: di che garantismo si va cianciando, visto che i processi sono finiti?) e «domani dirà no sulle telefonate di Fassino e D’Alema» perché è un vero signore (ci sarebbero anche i forzisti Cicu, Comincioli e Grillo, ma Minzo s’è distratto). In realtà Bellachioma sta al garantismo come Erode alla tutela dei bimbi. Basti pensare alla legge antiterrorismo di tre anni fa, che dava ai servizi segreti licenza di intercettare senza autorizzazione del giudice. Perchè allora il «rotondo garantista» vota contro l’uso delle intercettazioni? Intanto perché Cicu, Comincioli e Grillo, che assistevano amorevolmente Ricucci e/o Fiorani e/o Fazio, non agivano su iniziativa privata. Ma per conto del Capo. Gianni Letta non faceva il suggeritore di Ricucci da casa sua, ma da Palazzo Chigi. Poi perché le Camere dovranno occuparsi di altre telefonate che riguardano lui e i suoi cari. A partire da quelle tra lui e Totò Cuffaro, che l’allora procuratore di Palermo Piero Grasso voleva distruggere e il suo successore Francesco Messineo ha riesumato. La prima è quella del 12 novembre 2003, in cui l’ex premier rassicura il governatore sul suo processo per mafia: «Stai sereno.., ho notizie buone.., dall’interno dell’ufficio che si sta interessando di queste cose, per cui ho notizie buone, c’è un orientamento positivo». L’altra è quella del 10 gennaio 2004, in cui Silvio tranquillizza Totò: «Il ministro degli Interni (Pisanu, ndr) mi ha parlato e mi ha detto che...è tutto... sotto controllo». Telefonate profetiche, visto che poi la Procura farà archiviare l’accusa più pesante, quella di concorso esterno in mafia. Resta da capire chi «dall’interno dell’ufficio» informasse Palazzo Chigi e/o il Viminale su decisioni coperte dal segreto investigativo: una fuga di notizie illecita che non ha mai allarmato i politici, sempre occhiuti su quelle (quasi sempre lecite) dei giornali. Per fortuna la nuova Procura di Palermo ha deciso di vederci chiaro e trasmesso le telefonate a Caltanissetta e al Tribunale dei ministri. Si spera che la Camera sia così garantista da non sabotare le indagini. Poi si voterà sulle telefonate fra il senatore Guzzanti e il faccendiere Scaramella, che nell’ultima campagna elettorale trafficavano per «incastrare» Prodi, noto agente del Kgb coinvolto nel delitto Moro. Poi si voterà (dopo 8 mesi di melma) sui tabulati dell’ex sottosegretario alla Giustizia Pino Valentino (An), sospettato di esser la talpa che svelò a Fiorani & C. le intercettazioni su Antonveneta (altra «fuga di notizie» illecita, ma poco interessante per i politici). Poi si voterà sulle intercettazioni del pm catanzarese De Magistris, e lì ce n’è per tutti. Poi si voterà sulle telefonate tra Moggi e  Pisanu, che chiedeva il salvataggio della Torres. S’è già votato invece, alla fine della scorsa legislatura, sulle telefonate che coinvolgono l’ex ministro Ugo Martinat (An) e il sindaco di Salerno Enzo De Luca (Ds), indagati per appalti truccati: il Parlamento ha detto no. Molto bipartisan. Molto garantista.

ULIWOOD PARTY
MARCO TRAVAGLIO
l’Unità (28 luglio 2007)




22 luglio 2007

Informazione all’italiana: dal corruttore al consumatore

 dal blog di beppe grillo

Informazione all’italiana: dal corruttore al consumatore

Una sentenza della Cassazione ha condannato Previti, ormai record man italiano di pene aggiudicate, per la Mondadori.
Corruppe un giudice e la Mondadori finì, per la solita coincidenza, alla Mediaset.
La Mondadori va messa sul mercato, non può appartenere a chi l’ha ottenuta grazie alla corruzione.
Scusate: era una battuta... Non volevo mettere in difficoltà rutellifassinodalemabertinottidilibertoviolanteveltroni. Anche loro hanno diritto a tirare a campare, come tutti in questo Paese marcio.
Travaglio, l’informato sui fatti, ci spiega in dettaglio lo scippo del più importante gruppo editoriale italiano.

Previticristosocrate e il Cavalier Prescritto.
“Lunedì, per convincere la giunta per le elezioni della Camera a conservare la poltrona, lo stipendio e la pensione al suo cliente pregiudicato e interdetto Cesare Previti, l’avvocato Giovanni Pellegrino (che è anche ex senatore Ds e presidente Ds della provincia di Lecce) l’ha paragonato a Gesù Cristo e a Socrate. Venerdì Previti, in arte Socrate, in arte Cristo, è stato condannato definitivamente dalla Cassazione a 1 anno e 6 mesi nel processo Mondadori, in aggiunta ai 6 anni già totalizzati nel processo Imi-Sir (i 5 anni subìti in appello nel processo Sme-Ariosto cadranno a giorni in prescrizione grazie a un’altra sezione della Cassazione, che ha avuto la bella pensata di mandare il processo a Perugia proprio sul filo di lana).
Grazie a due leggi vergogna – la ex Cirielli e l’indulto – e a un regolamento-vergogna, Previticristosocrate non sconta la pena in carcere, ma a Montecitorio, anche se è provvisoriamente agli arresti domiciliari. Ma non è il suo destino l’aspetto più importante dell’ultima sentenza. E’ il contenuto, che ha accertato ormai definitivamente come andarono le cose nella “guerra di Segrate” che a cavallo degli anni 80 e 90 oppose la Cir di Carlo De Benedetti alla Fininvest di Silvio Berlusconi. Per una complicata controversia di accordi e pacchetti azionari, sia l’Ingegnere sia il Cavaliere sostenevano di essere i padroni della Mondadori, il primo gruppo editoriale italiano che controllava, oltre al settore libri, La Repubblica, l’Espresso, Panorama, Epoca e 15 giornali locali. Si affidarono dunque a un arbitrato super partes, che nel 1990 – col famoso “lodo Mondadori” - diede ragione a De Benedetti. Allora Berlusconi rovesciò il tavolo e impugnò il lodo dinanzi alla Corte d’appello di Roma. Questa, con una sentenza firmata dal giudice Vittorio Metta il 24 gennaio 1991, annullò il lodo e consegnò la Mondadori a Berlusconi. Per la gioia di Bettino Craxi, che spense così la principale voce di opposizione al regime del Caf. Mesi dopo, Andreotti costrinse Berlusconi a restituire una parte del maltolto (Espresso, Repubblica e giornali locali) al legittimo proprietario. Poi, nel 1995, grazie alle rivelazioni di Stefania Ariosto, il pool di Milano cominciò a indagare sulle sentenze comprate da Previti e scoprì che lo era pure quella del giudice Metta su Mondadori (come quella di tre mesi prima, firmata dallo stesso Metta, sull’Imi-Sir): all’indomani del verdetto, la Fininvest bonificò 3 miliardi di lire a Previti che, tramite altri due avvocati berlusconiani, fece arrivare 400 milioni in contanti a Metta. Il quale poi lasciò la magistratura, divenne avvocato, e indovinate in quale studio andò a lavorare con la figlia Sabrina? Ma nello studio Previti, ovviamente.
Berlusconi è uscito dal processo col solito grimaldello: attenuanti generiche e prescrizione del reato. Previti, Metta e gli altri due avvocati imputati (Pacifico e Acampora), invece, sono stati condannati per corruzione. Ma nella sentenza d’appello, confermata venerdì dalla Cassazione, si afferma che il Cavaliere aveva “la piena consapevolezza che la sentenza era stata oggetto di mercimonio”. Del resto, “la retribuzione del giudice corrotto è fatta nell’interesse e su incarico del corruttore”, cioè dell’attuale capo dell’opposizione. Il quale, dunque, da 17 anni controlla e utilizza abusivamente una casa editrice e i suoi giornali per accumulare miliardi e consensi politici. De Benedetti gli chiederà, in separata sede civile, un risarcimento di 1 miliardo di euro. L’altra sera, a Rovigo, don Luigi Ciotti ha ricordato che nell’ultima finanziaria il governo ha approvato l’estensione del sequestro dei beni, finora previsto per i mafiosi, anche ai corrotti e ai corruttori. Sarebbe forse il caso di confiscare la Mondadori a colui che, nel 1991, la rubò. E di raccontare agl’italiani l’odore dei soldi e dei giornali del Cavaliere. Ma forse la seconda impresa è più ardua della prima: il Tg5 del neodirettore Mimun, venerdì sera, non ha dedicato nemmeno un servizio alla sentenza. E né il Corriere della Sera, né il Messaggero, né La Stampa ne hanno dato notizia in prima pagina. In fondo Berlusconi ha solo rubato il primo gruppo editoriale italiano a un concorrente: che sarà mai.”
Marco Travaglio


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. travaglio grillo mondadori previti

permalink | inviato da tgweb il 22/7/2007 alle 22:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



13 luglio 2007

condanna di Previti a un anno e mezzo

da repubblica.it 

Ora il parlamentare di FI potrebbe tornare agli arresti domiciliari
per effetto di vari scontri vi rimarrebbe solo una ventina di giorni

Lodo Mondadori, confermata in Cassazione
la condanna di Previti a un anno e mezzo

Bondi: "Solidarietà da Forza Italia, clima sempre più involgarito e incanaglito"


<B>Lodo Mondadori, confermata in Cassazione<br>la condanna di Previti a un anno e mezzo</B>


ROMA - Dopo otto ore di camera di consiglio la II Sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna di Cesare Previti, Giovanni Acampora, Attilio Pacificio e Vittorio Metta per la vicenda Lodo Mondadori. La sentenza ha suscitato l'immediata reazione di Forza Italia: "Nell'esprimere la solidarietà all'onorevole Previti da parte mia e di Forza Italia, che si stringe intorno a lui, ho il dovere di segnalare un clima sempre più involgarito e incanaglito della vita civile italiana, che non porterà a nulla di buono", ha affermato il coordinatore forzista Sandro Bondi. Dal canto loro i difensori di Previti, Sandro Sammarco e Giorgio Perroni, hanno parlato di "amara delusione".

Il 23 febbraio scorso Previti era stato condannato in appello a un anno e sei mesi, come Pacifico e Acampora. L'ex giudice Metta era stato condannato invece a due anni e otto mesi. L'ex ministro della Difesa e parlamentare di Forza Italia, condannato anche a sei anni per il processo Imi-Sir, è attualmente affidato ai servizi sociali. Ora il tribunale di sorveglianza di Milano dovrà decidere se revocare questa decisione e far tornare Previti agli arresti domiciliari che dovrebbero durare circa 20 giorni, dopo di che, per effetto di una serie di sconti, il deputato forzista avrebbe scontato la pena.

Negata la prescrizione. La Cassazione ha respinto i ricorsi della difesa che puntava tutto sulla prescrizione. Gli avvocati di Previti speravano che la Corte valutasse la consegna del denaro come la prova del reato di modo che questo risalisse a prima della sentenza "comprata" del 24 gennaio 1991. Se questo ragionamento fosse stato accolto dai giudici, calcolando i tempi di 15 anni, otto mesi e venti giorni, la prescrizione per Previti sarebbe già intervenuta da circa un anno.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. previti berlusconi cassazione

permalink | inviato da tgweb il 13/7/2007 alle 23:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa



30 giugno 2007

Fausto Previnotti

dal blog di beppe grillo

Fausto Previnotti

Previnotti.jpg
foto di metaphotos

Bertinotti e Previti convivono insieme nella stessa camera. Uno fa il presidente e l’altro il parlamentare. Uno lo dovrebbe cacciare, l’altro non fa una piega. Sono i nuovi Dico della politica. Gli alimenti glieli passiamo noi.
Previnotti ha dichiarato su Cesarone: “Cesare Previti o decade da parlamentare o mantiene la sua carica”. Ha inoltre fatto notare che l’ipotesi di una sospensione del mandato parlamentare sembra contrastare con i principi generali del sistema costituzionale e con le norme regolamentari.
A Bertinò, ma che stai a dì?
Previti è stato condannato a 6 anni per corruzione giudiziaria e interdetto per sempre dai pubblici uffici. Da più di un anno è un deputato abusivo. In questo tempo Previnotti non ha ancora trovato il modo di cacciarlo.
A Bertinò, ma che ce stai a fà?
Previnotti vuole la riduzione dei costi della politica, lo afferma con un linguaggio diretto e popolare sul tema della collaborazione tra i due rami del Parlamento: “Da ultimo nella convocazione congiunta dei rispettivi uffici di Presidenza per affrontare il tema della riduzione dei costi della politica, ma anche nella firma di oggi di questo protocollo che vede coinvolti soggetti così diversi nella appartenenza alla maggioranza ed alla opposizione. Un protocollo che segna un passo importante nel senso di quella semplificazione che è richiesta dal paese ed è testimonianza di quelle riforme istituzionali mirate necessarie a partire da quella del bicameralismo oggi diventato imperfetto, passando a quella della legge elettorale, ma anche ponendo mano al tema della riduzione dei costi della politica”.
Mi parli (a Bertinò parla come magni) di costi della politica e paghiamo un pregiudicato per legiferare? Previnotti è diventato il gran ciambellano della Camera. Poco gli importa se pullula di condannati. Lui è super partes, sono tutti figli suoi.
Previnotti ha già maturato l’età della pensione, fugga insieme a Previti in qualche paradiso fiscale. I deputati, orfani, non apprezzerebbero, gli italiani farebbero la ola. 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. bertinotti previti grillo politica

permalink | inviato da tgweb il 30/6/2007 alle 14:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


sfoglia     novembre        gennaio
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom