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Benvenuti su

Salvo Tgweb

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Con l'ex magistrato Gherardo Colombo

Colombo ad Agrigento.
Articoli e  video:
link1; link2; link3.

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Ad Enna con il giornalista Lirio Abbate.
Presentazione del libro "I Complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento". (di Abbate e Gomez)

Incontro “Terra di mafia e di lotta alla mafia”
svoltosi a Palma di Montechiaro (AG)
foto con M. Travaglio (ottobre 2006)

Con M. Travaglio e S. Guzzanti in occasione della presentazione di "Intoccabili" e  "Reperto Raiot" a Palermo (2005)

 

V-DAY Agrigento

foto del V-Day agrigentino foto (clicca qui) e anche il video (clicca qui)

V2-DAY 

Qui il video del secondo v-day

V2-Day il video (clicca qui)

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Manifesti "Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano presidente". Regionali 2008.

Con Sonia Alfano in visita presso il nosocomio agrigentino. (foto di Elio Di Bella)

Sonia Alfano ad Agrigento elezioni Europee 2009

 

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TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI MA ALCUNI ANIMALI SONO PIU' UGUALI DEGLI ALTRI   G. Orwell
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“La tragedia dell’Italia è la sua putrefazione morale, la sua indifferenza, la sua vigliaccheria”. Piero Calamandrei
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"Non è la libertà che manca.
Mancano gli uomini liberi".          Leo Longanesi
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"Può stare nel luogo santo chi ha mani innocenti e cuore puro. Mani innocenti sono mani che non vengono usate per atti di violenza. Sono mani che non sono sporcate con la corruzioni e con tangenti. Cuore puro, quando il cuore è puro? E' puro un cuore che non si macchia con menzogna e ipocrisia, un cuore che rimane trasparente come acqua sorgiva perchè non conosce doppiezza".
Papa Benedetto XVI
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Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l'appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...] E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che dà scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!       Sandro Pertini

Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero.       S. Pertini

Sono del parere che la televisione rovina gli uomini politici, quando vi appaiono di frequente.                              S. Pertini
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Non è necessario essere socialisti per amare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità.                 Indro Montanelli
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"Veramente la scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo". Indro Montanelli


26 novembre 2009

Ciampi avrà letto il mio articolo?



Nell’articolo precedente ho brevemente esposto le mie considerazioni in merito al potere di promulgazione che la nostra Costituzione conferisce al Presidente della Repubblica, poiché ritenevo, e ritengo, ci fosse bisogno di chiarire un po’ le idee a quanti le abbiano leggermente confuse.

Ritorno sull’argomento solamente perché in questi giorni il Presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi ha espresso, al riguardo, sostanzialmente, giudizi analoghi ai miei.

 

Ecco il pensiero di Ciampi (attaccato in questi giorni, ovviamente, dai pidiellini):

“…il capo dello Stato, tra i suoi poteri, ha quello della promulgazione. Se una legge non va non si firma. E non si deve usare come argomento che giustifica sempre e comunque la promulgazione che tanto, se il Parlamento riapprova la legge respinta la prima volta, il presidente è poi costretto a firmarla. Intanto non si promulghi la legge in prima lettura: la Costituzione prevede espressamente questa prerogativa presidenziale. La si usi: è un modo per lanciare un segnale forte, a chi vuole alterare le regole, al Parlamento e all'opinione pubblica".

Ed aggiunge: "Credo che per chi ha a cuore le istituzioni, oggi, l'unica regola da rispettare sia quella del "quantum potes": fai ciò che puoi. Detto altrimenti: resisti".

 

La conclusione del brano merita di essere evidenziata: «Ma in tanto buio, secondo Ciampi c'è anche qualche spiraglio di luce. Per esempio l'appello lanciato su "Repubblica" da Roberto Saviano, che chiede al premier di ritirare la legge sull'abbreviazione dei processi, la "norma del privilegio". "Io - commenta il presidente emerito della Repubblica - per il ruolo che ho ricoperto non uso firmare appelli. Ma condivido dalla prima all'ultima riga quello di Saviano. Risponde a uno dei principi che mi hanno guidato per tutta la vita. E il fatto che abbia ottenuto così tante adesioni rappresenta una speranza, soprattutto per i giovani. È il vecchio motto dei fratelli Rosselli: non mollare. Loro pagarono con la vita la fedeltà a questo principio. Qui ed ora, in Italia, non c'è in gioco la vita delle persone. Ma ci sono i valori per i quali abbiamo combattuto e nei quali abbiamo creduto. In ballo c'è la buona democrazia: credetemi, è abbastanza per non mollare".»

 

Vi segnalo il link con l’intervista all’ex Capo dello Stato su Repubblica.it (leggetela perché è molto interessante).

 

Segnalo anche il mio articolo nel quale indico le responsabilità e spesso la complicità di tanti pavidi giornalisti artefici della confusione e della disinformazione generale.

 

Infine, dopo aver letto l’intervista a Ciampi mi domando: ...che per caso Ciampi, invece di seguire in tv Vespa o il Grande fratello, abbia cominciato a passare un po’ di tempo in rete imbattendosi così nel mio blog?

Ciampi Ciampi… bricconcello!

Sarai mica diventato anche tu un po’ giacobino forcaiolo e giustizialista?



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10 ottobre 2009

Studiamo la Costituzione



Si può sapere, una volta per tutte, se il Presidente della Repubblica esercita o meno una qualche forma di controllo sulle leggi che il Parlamento gli presenta?
Sul punto in questi ultimi tempi se ne sentono di tutti i colori. È evidente che c’è molta confusione, spesso impera l’ignoranza, sovente la malafede.
Il luogo più pericoloso come al solito è la televisione. I dibattiti che di frequente prendono vita non portano a chiarire le idee del povero, e spesso disarmato, ascoltatore.
Secondo me, il conduttore di una trasmissione, dopo aver lasciato parlare i suoi ospiti, alla fine dovrebbe intervenire e rivelare agli spettatori come stanno realmente le cose.
Nel caso in esame basterebbe munirsi di una Costituzione esplicata, e squadernarla come risolutiva dell’arcano.
La gente capirebbe così che è lontano dal dettato costituzionale chiunque accusa l’on. Di Pietro (così come Beppe Grillo o Marco Travaglio per fare qualche esempio) di dire assurdità.
 
 
 Per chi non avesse a casa un testo del genere (la bibbia del cittadino italiano), riporto il contenuto dell’art. 74 della Costituzione:
 «Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata».
 
A questo punto, senza alcuno sforzo esegetico, possiamo capirne di più leggendo l’apposito commento:
 «Il Capo dello Stato può esercitare un potere di veto sospensivo, può cioè rinviare il testo di legge alle Camere perché lo riesaminino, indicando le ragioni per le quali non lo ha promulgato. Tali ragioni si riferiscono alla legittimità ed opportunità costituzionale della legge, vale a dire al contrasto tra le norme in esse previste e quelle della Costituzione. Se però il Parlamento riapprova il medesimo testo, il Presidente della Repubblica non può far altro che promulgarlo».
 
   Quindi il Presidente non può rispondere ad un cittadino che, per es., gli chiede di non firmare lo “scuso fiscale”, che Lui firma perché poi comunque dovrebbe farlo lo stesso. Non è questo il senso della norma. A questo punto, si potrebbe cancellare quest’articolo.
È importante il segnale che si dà firmando o meno, indicando in caso negativo i punti dolenti della legge. Poi i cittadini prenderanno atto che il Parlamento non ha dato seguito ai rilievi sollevati dal Capo dello Stato. E se successivamente venisse sollevata la questione di illegittimità costituzionale e la norma venisse dichiarata incostituzionale, il “garante della Costituzione” non farebbe una magra figura.
 
 
 Continuando la lettura un'ulteriore nota spiega:
 «La norma delinea la figura del Presidente della Repubblica come il garante dei valori e dei principi fondamentali sanciti dalla Costituzione. Il Capo dello Stato deve porsi come il principale responsabile della difesa dell’integrità del sistema democratico, bloccando, con il suo rifiuto alla promulgazione, leggi potenzialmente eversive dell’ordinamento costituzionale».
 
 
 P.s.: Un principio fondamentale è, ad esempio, l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, sancito dall’art. 3.


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9 ottobre 2009

Bocciato il lodo Alfano!

 

La "bocciatura" del cosiddetto lodo Alfano ha dimostrato che aveva ragione chi raccoglieva le firme per spazzare via questa ignobile legge (tramite referendum).

Con molto piacere ricordo che nella provincia di Agrigento sono state raccolte a tal fine più di 10.000 firme.
Alle persone che la pensavano diversamente, come è loro diritto, vorrei solo porgere l'invito a leggere e ad amare questa nostra Costituzione e a valutare bene chi - come il sig. Silvio Berlusconi - la considera una palla al piede, oltre a  definirla "filosovietica".
Sappiamo bene che questa Costituzione ci è invidiata da tutti i Paesi democratici; e che essa sembra addirittura aver ispirato i principi enunciati nella Dichiarazione universale dei diritti umani.

Riporto un mio articolo con il quale, oltre ad invitare a firmare per l'abolizione del cd. Lodo, indicavo le "insuperabili perplessità di legittimità costituzionale" sollevate dai costituzionalisti.

ecco il testo:
Ancora una volta siamo chiamati ad esprimerci su una questione molto delicata che riguarda la messa in discussione di quei principi fondamentali sui quali è basata la nostra Carta Costituzionale. Come sapete, la Legge delle Leggi, la nostra amata Costituzione, giorno dopo giorno è  bersaglio di forti attacchi - da parte di una classe politica sempre più  arrogante e dispotica - che, minandone le basi, riescono a snaturarla ed a stravolgerla. E’ giunto il momento di dire basta e far sentire la nostra voce. Voce di cittadino stanco di essere un umile suddito. Cittadino che ha il dovere di non restare a casa, di non girarsi dall’altra parte, perché consapevole che la prossima volta sarà anche peggio. Che “l’ultima volta” sarà a sua volta la “penultima volta”.  Che la dignità non ha prezzo.
Ogni volta si sperimentano leggi indecenti e si misura il grado di indignazione del popolo. Se non seguono sufficienti reazioni la classe dirigente sa che è possibile continuare ad osare, perché il popolo è assuefatto, il grado di indignazione è prossimo allo zero (grazie anche ad un’informazione inesistente e servizievole).

Il lodo Alfano è una legge che va ai più presto eliminata. Innanzitutto, la Costituzione esclude che il popolo possa, con il voto, rendere immuni i titolari di cariche elettive da procedimenti giudiziari (cfr. art.1 cost.). E questo è ciò che avviene in questo momento. In merito ancora al cosiddetto Lodo, i costituzionalisti parlano di "insuperabili perplessità di legittimità costituzionale" ; rilevano inoltre che il Lodo Alfano "viola, oltre alla ragionevole durata dei processi e all'obbligatorietà dell'azione penale, anche e soprattutto l'art. 3, comma 1 Cost., secondo il quale tutti i cittadini "sono eguali davanti alla legge".       
 >>continua>>>
 leggi tutto e apri i link di approfondimento


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6 luglio 2009

Mandate una mail al Presidente della Corte Costituzionale.


DIMETTETEVI: commensali interessati

Dimettetevi.jpg

Nessuna polemica, non vogliamo zuffe mediatiche sulla cenetta "tra vecchi amici", ma gli italiani hanno un dubbio.
Cosa ci facevano a cena insieme un corruttore improcessabile, il suo scagnozzo al Ministero della Giustizia nonché firmatario del Lodo Alfano, un indagato per corruzione aggravata dal favoreggiamento a Cosa Nostra e presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, il fedele sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e due componenti della Corte Costituzionale, che il 6 ottobre saranno chiamati a pronunciarsi sulla costituzionalità della legge 128 del 2008, più nota come Lodo Alfano?
Solo lo scemo del villaggio potrebbe escludere che abbiano parlato del “problemaccio” incostituzionalità. Specie se il “problemaccio”, qualora dovesse verificarsi, equivarrebbe al rientro in scena di Silvio Berlusconi nel processo a David Mills con finale scontato di condanna per corruzione.
  >>continua>> clicca il link sottostante
"DIMETTETEVI: commensali interessati" di Antonio Di Pietro | 27 Giugno 2009
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it




19 marzo 2009

Primo Incontro Nazionale delle Liste Civiche “Comuni a 5 Stelle”. Intervento di Marco Travaglio

Politica significa Costituzione


Marco Travaglio rende il dovuto omaggio alla nostra Costituzione in occasione del Primo Incontro Nazionale delle Liste Civiche “Comuni a 5 Stelle”.

Dello splendido intervento mi ha particolarmente emozionato (praticamente mi son venuti i brividi) il momento in cui Marco ha ricordato il compianto Giuseppe Gatì.

Queste le parole di Travaglio: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, quindi non si ritirano gli striscioni che dicono che il Presidente della Repubblica dorme; e non si pestano i manifestanti; e non si chiudono in questura i Piero Ricca, o quel ragazzo siciliano che poi è tragicamente morto e che aveva osato contestare Sgarbi… per dire… no? Giuseppe Gatì… se non ricordo male.” Seguono applausi fortissimi…

Consiglio la visione del video perché come al solito Marco riesce a farci sorridere lasciandoci l’amaro in bocca, e ricordandoci quanto sia, oggi più che mai, davvero bistrattata la nostra meravigliosa Carta Costituzionale.


Il video è diviso in tre parti:

parte 1  (la svolta autoritaria e varie differenze con gli altri paesi)

parte 2  (la Costituzione e il richiamo a Giuseppe Gatì)

parte 3  (consigli comunali e omaggio a Berlinguer)




18 dicembre 2008

Due importanti iniziative

Segnalo le seguenti, importanti, iniziative:

Difendiamo la Costituzione (leggi e firma l'appello di M. Travaglio e M. Fini)

Siamo tutti Carlo Vulpio


Per saperne di più sul caso del giornlaista Carlo Vulpio e sull'inchiesta a lui tolta dal direttore del Corriere della Sera (Paolo Mieli), leggi i seguenti link:
uno;
due;
tre;
quattro


Segnalo "Roba Nostra", il libro di Vulpio che racconta in maniera dettagliata gli affari, le trame e le battaglie che si sono  scatenate contro i magistrati Clementina Forleo e  Luigi De Magistris; il malaffare delle regioni del meridione; intrecci politica-magistratura-imprenditoria; e soprattutto, segnalo ai siciliani, ed Agrigentini in particolare, il caso del rigassificatore di Porto Empedocle (Agrigento).


Date un'occhiata a questi ultimi link per capire il personaggio Paolo Mieli (reputato da tutti grande giornalista e persona dalla schiena dritta!)
Paolo Mieli scatenato... quante balle!
Mieli e l'etica del capitalismo




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7 ottobre 2008

Referendum contro Lodo Alfano. Firma anche tu!



Ancora una volta siamo chiamati ad esprimerci su una questione molto delicata che riguarda la messa in discussione di quei principi fondamentali sui quali è basata la nostra Carta Costituzionale. Come sapete, la Legge delle Leggi, la nostra amata Costituzione, giorno dopo giorno è  bersaglio di forti attacchi - da parte di una classe politica sempre più  arrogante e dispotica - che, minandone le basi, riescono a snaturarla ed a stravolgerla. E’ giunto il momento di dire basta e far sentire la nostra voce. Voce di cittadino stanco di essere un umile suddito. Cittadino che ha il dovere di non restare a casa, di non girarsi dall’altra parte, perché consapevole che la prossima volta sarà anche peggio. Che “l’ultima volta” sarà a sua volta la “penultima volta”.  Che la dignità non ha prezzo.
Ogni volta si sperimentano leggi indecenti e si misura il grado di indignazione del popolo. Se non seguono sufficienti reazioni la classe dirigente sa che è possibile continuare ad osare, perché il popolo è assuefatto, il grado di indignazione è prossimo allo zero (grazie anche ad un’informazione inesistente e servizievole).

Il lodo Alfano è una legge che va ai più presto eliminata. Innanzitutto, la Costituzione esclude che il popolo possa, con il voto, rendere immuni i titolari di cariche elettive da procedimenti giudiziari (cfr. art.1 cost.). E questo è ciò che avviene in questo momento. In merito ancora al cosiddetto Lodo, i costituzionalisti parlano di "
insuperabili perplessità di legittimità costituzionale" ; rilevano inoltre che il Lodo Alfano "viola, oltre alla ragionevole durata dei processi e all'obbligatorietà dell'azione penale, anche e soprattutto l'art. 3, comma 1 Cost., secondo il quale tutti i cittadini "sono eguali davanti alla legge"."
(leggi più approfonditamente)



    Sabato 11 ottobre non mancare alla tua occasione per dire BASTA!
    È sufficiente una firma (meglio se ognuno porta almeno un’altra persona a firmare).
    Cerca in questo link il posto più vicino a casa tua.
    Ad Agrigento  si raccoglieranno le firme in piazza Porta di Ponte, inizio di via Atenea,    ore pomeridiane. Chi è interessato a firmare, ma non può raggiungere il luogo prefissato, può anche contattare questo blog.

p.s.
Per approfondire l’argomento, per comprendere la spregiudicatezza e le bugie che vengono raccontate, potete leggere cosa dicono i maggiori costituzionalisti, in merito al cosiddetto lodo Alfano - a questo link.
Potete leggere i contenuti della questione di legittimità costituzionale sollevata dal Pubblico Ministero Fabio De Pasquale - a questo link.
Leggete anche l’ordinanza del Tribunale di Milano che dichiara rilevante e fondata la questione di legittimità – a questo link.
Leggete e scoprite cosa pensavano i Padri Costituenti in merito all’immunità del Presidente della Repubblica (neanche si discuteva di quella del Presidente del Consiglio) - a questo link.
Potete leggere l’articolo “I padrini ricostituenti” - a questo link. (Articolo molto chiaro ed interessante).

Vi informo, inoltre, che tra poco voteranno anche il Lodo Consolo per rendere immuni tutti i Ministri dai reati comuni. Guarda caso, un bel po’ di loro hanno procedimenti penali in corso. Il Lodo Consolo, prende il nome dal senatore aennino Giuseppe  Consolo, che combinazione, è anche avvocato del ministro – sotto processo – Matteoli.





5 luglio 2008

In difesa della Costituzione - leggi e firma l'appello redatto da cento costituzionalisti

Una raccolta di firme in difesa della Costituzione


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Lodo e processi rinviati. Strappo all'uguaglianza

Cento costituzionalisti in campo contro il lodo-Alfano che sospende i processi delle quattro più alte cariche istituzionali e contro la norma blocca-processi. Il documento è intitolato "In difesa della Costituzione" ed è firmato da ordinari di diritto costituzionale e discipline equivalenti: tra essi gli ex presidenti della Consulta Valerio Onida, Gustavo Zagrebelsky e Leopoldo Elia. A coordinare la raccolta di firme è stato Alessandro Pace, presidente dell'Associazione italiana costituzionalisti.


I sottoscritti professori ordinari di diritto costituzionale e di discipline equivalenti, vivamente preoccupati per le recenti iniziative legislative intese: 1) a bloccare per un anno i procedimenti penali in corso per fatti commessi prima del 30 giugno 2002, con esclusione dei reati puniti con la pena della reclusione superiore a dieci anni; 2) a reintrodurre nel nostro ordinamento l'immunità temporanea per reati comuni commessi dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Presidenti di Camera e Senato anche prima dell'assunzione della carica, già prevista dall'art. 1 comma 2 della legge n. 140 del 2003, dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 24 del 2004, premesso che l'art. 1, comma 2 della Costituzione, nell'affermare che "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione", esclude che il popolo possa, col suo voto, rendere giudiziariamente immuni i titolari di cariche elettive e che questi, per il solo fatto di ricoprire cariche istituzionali, siano esentati dal doveroso rispetto della Carta costituzionale, rilevano, con riferimento alla legge di conversione del decreto legge n. 92 del 2008, che gli artt. 2 bis e 2 ter introdotti con emendamento a tale decreto, sollevano insuperabili perplessità di legittimità costituzionale perché: a) essendo del tutto estranei alla logica del cosiddetto decreto-sicurezza, difettano dei requisiti di straordinaria necessità ed urgenza richiesti dall'art. 77, comma 2 Cost. (Corte cost., sentenze n. 171 del 2007 e n. 128 del 2008); b) violano il principio della ragionevole durata dei processi (art. 111, comma 1 Cost., art. 6 Convenzione europea dei diritti dell'uomo); c) pregiudicano l'obbligatorietà dell'azione penale (art. 112 Cost.), in conseguenza della quale il legislatore non ha il potere di sospendere il corso dei processi, ma solo, e tutt'al più, di prevedere criteri - flessibili - cui gli uffici giudiziari debbano ispirarsi nella formazione dei ruoli d'udienza; d) la data del 30 giugno 2002 non presenta alcuna giustificazione obiettiva e razionale; e) non sussiste alcuna ragionevole giustificazione per una così generalizzata sospensione che, alla sua scadenza, produrrebbe ulteriori devastanti effetti di disfunzione della giustizia venendosi a sommare il carico dei processi sospesi a quello dei processi nel frattempo sopravvenuti; rilevano, con riferimento al cosiddetto lodo Alfano, che la sospensione temporanea ivi prevista, concernendo genericamente i reati comuni commessi dai titolari delle sopra indicate quattro alte cariche, viola, oltre alla ragionevole durata dei processi e all'obbligatorietà dell'azione penale, anche e soprattutto l'art. 3, comma 1 Cost., secondo il quale tutti i cittadini "sono eguali davanti alla legge".

 Osservano, a tal proposito, che le vigenti deroghe a tale principio in favore di titolari di cariche istituzionali, tutte previste da norme di rango costituzionale o fondate su precisi obblighi costituzionali, riguardano sempre ed esclusivamente atti o fatti compiuti nell'esercizio delle proprie funzioni. Per contro, nel cosiddetto lodo Alfano la titolarità della carica istituzionale viene assunta non già come fondamento e limite dell'immunità "funzionale", bensì come mero pretesto per sospendere l'ordinario corso della giustizia con riferimento a reati "comuni".

 Per ciò che attiene all'analogo art. 1, comma 2 della legge n. 140 del 2003, i sottoscritti rilevano che, nel dichiararne l'incostituzionalità con la citata sentenza n. 24 del 2004, la Corte costituzionale si limitò a constatare che la previsione legislativa in questione difettava di tanti requisiti e condizioni (tra cui la doverosa indicazione del presupposto - e cioè dei reati a cui l'immunità andrebbe applicata - e l'altrettanto doveroso pari trattamento dei ministri e dei parlamentari nell'ipotesi dell'immunità, rispettivamente, del Premier e dei Presidenti delle due Camere), tali da renderla inevitabilmente contrastante con i principi dello Stato di diritto.

 Ma ciò la Corte fece senza con ciò pregiudicare la questione di fondo, qui sottolineata, della necessità che qualsiasi forma di prerogativa comportante deroghe al principio di eguale sottoposizione di tutti alla giurisdizione penale debba essere introdotta necessariamente ed esclusivamente con una legge costituzionale.

 Infine, date le inesatte notizie diffuse al riguardo, i sottoscritti ritengono opportuno ricordare che l'immunità temporanea per reati comuni è prevista solo nelle Costituzioni greca, portoghese, israeliana e francese con riferimento però al solo Presidente della Repubblica, mentre analoga immunità non è prevista per il Presidente del Consiglio e per i Ministri in alcun ordinamento di democrazia parlamentare analogo al nostro, tanto meno nell'ordinamento spagnolo più volte evocato, ma sempre inesattamente.

 
L'elenco dei firmatari.

Alessandro Pace, Valerio Onida, Leopoldo Elia, Gustavo Zagrebelsky, Enzo Cheli, Gianni Ferrara, Alessandro Pizzorusso, Sergio Bartole, Michele Scudiero, Federico Sorrentino, Franco Bassanini, Franco Modugno, Lorenza Carlassare, Umberto Allegretti, Adele Anzon Demmig, Michela Manetti, Roberto Romboli, Stefano Sicardi, Lorenzo Chieffi, Giuseppe Morbidelli, Cesare Pinelli, Gaetano Azzariti, Mario Dogliani, Enzo Balboni, Alfonso Di Giovine, Mauro Volpi, Stefano Maria Cicconetti, Antonio Ruggeri, Augusto Cerri, Francesco Bilancia, Antonio D'Andrea, Andrea Giorgis, Marco Ruotolo, Andrea Pugiotto, Giuditta Brunelli, Pasquale Costanzo, Alessandro Torre, Silvio Gambino, Marina Calamo Specchia, Ernesto Bettinelli, Gladio Gemma, Roberto Pinardi, Giovanni Di Cosimo, Maria Cristina Grisolia, Antonino Spadaro, Gianmario Demuro, Enrico Grosso, Anna Marzanati, Paolo Carrozza, Giovanni Cocco, Massimo Carli, Renato Balduzzi, Paolo Carnevale, Elisabetta Palici di Suni, Maurizio Pedrazza Gorlero, Guerino D'Ignazio, Vittorio Angiolini, Roberto Toniatti, Alfonso Celotto, Antonio Zorzi Giustiniani, Roberto Borrello, Tania Groppi, Marcello Cecchetti, Antonio Saitta, Marco Olivetti, Carmela Salazar, Elena Malfatti, Ferdinando Pinto, Massimo Siclari, Francesco Rigano, Francesco Rimoli, Mario Fiorillo, Aldo Bardusco, Eduardo Gianfrancesco, Maria Agostina Cabiddu, Gian Candido De Martin, Nicoletta Marzona, Carlo Colapietro, Vincenzo Atripaldi, Margherita Raveraira, Massimo Villone, Riccardo Guastini, Emanuele Rossi, Sergio Lariccia, Angela Musumeci, Giuseppe Volpe, Omar Chessa, Barbara Pezzini, Pietro Ciarlo, Sandro Staiano, Jörg Luther, Agatino Cariola, Nicola Occhiocupo, Carlo Casanato, Maria Paola Viviani Schlein, Carmine Pepe, Filippo Donati, Stefano Merlini, Paolo Caretti, Giovanni Tarli Barbieri, Vincenzo Cocozza, Annamaria Poggi.

(4 luglio 2008)

 
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20 ottobre 2007

Le briciole della democrazia. Chi le raccoglierà?

Le briciole della democrazia. Chi le raccoglierà?
Bastano queste due notizie per capire che è finita anche quel po' di democrazia che credevamo di avere.

La Procura di Catanzaro ha tolto l'inchiesta a De Magistris! ...perché indaga anche su Mastella.

La legge Levi-Prodi e la fine della Rete. Come tappare la bocca a tutti i cittadini.

Sommando queste notizie a quelle di un anno e mezzo di governo, le domande sono ovvie: quali soluzioni? Cosa votare alle prossime elezioni?  .. sempre se ci saranno elezioni, tutto è possibile ormai... non per esser pessimista...  e mi fermo qui!

Ne approfitto per salutarvi tutti... se va avanti questa legge dovrò chiudere questa piccola finestra di libertà!!!   Torneremo presto alla carboneria, ma... non ci arrenderemo, non ci fermeranno!!!  :)
Dopo esserci giocati l'amato articolo 21 (che tutti conosciamo), tra poco anche l'art. 17 della nostra  sfortunata Costituzione verrà depennato. Recita l'articolo:

I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi.
Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.
Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

Secondo voi non è la  prossima mossa del "grande Burattinaio"???



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